Lo Spaghetti fantasy conquista il mondo
Claudia Morgoglione , di CLAUDIA MORGOGLIONEVendono in Europa e in Asia. Si ispirano a "Stranger Things" ma anche a Tolkien. Ecco i nuovi protagonisti del genere più amato dai ragazzi
Alcuni si ispirano ai superclassici: da Tolkien alle fiabe tradizionali, passando per la fantascienza stile Philip Dick. Altri guardano a fenomeni trendy come "Stranger Things" o il revival kinghiano di "It". Sono tutti talenti italiani, scrivono romanzi per giovanissimi di genere fantastico, il loro successo varca i confini nazionali. Un esempio? Licia Troisi, nome che vale 2 milioni e mezzo di copie in patria, 3 milioni e mezzo con le vendite all'estero. E non è un caso isolato, il suo. Perché, all'ombra dei grandi marchi editoriali, questa pattuglia di autori sta costruendo - libro dopo libro, con la forza dell'artigianato di lusso - una vera e propria scuola. Capace di confrontarsi con i prodotti mainstream del mercato anglosassone.
Una ricetta a base di intrecci complessi, personaggi credibili, abilità nel costruire mondi alternativi. E una totale assenza di provincialismo che facilita la distribuzione internazionale. "La…
Una ricetta a base di intrecci complessi, personaggi credibili, abilità nel costruire mondi alternativi. E una totale assenza di provincialismo che facilita la distribuzione internazionale. "La…
Alcuni si ispirano ai superclassici: da Tolkien alle fiabe tradizionali, passando per la fantascienza stile Philip Dick. Altri guardano a fenomeni trendy come "Stranger Things" o il revival kinghiano di "It". Sono tutti talenti italiani, scrivono romanzi per giovanissimi di genere fantastico, il loro successo varca i confini nazionali. Un esempio? Licia Troisi, nome che vale 2 milioni e mezzo di copie in patria, 3 milioni e mezzo con le vendite all'estero. E non è un caso isolato, il suo. Perché, all'ombra dei grandi marchi editoriali, questa pattuglia di autori sta costruendo - libro dopo libro, con la forza dell'artigianato di lusso - una vera e propria scuola. Capace di confrontarsi con i prodotti mainstream del mercato anglosassone.
Una ricetta a base di intrecci complessi, personaggi credibili, abilità nel costruire mondi alternativi. E una totale assenza di provincialismo che facilita la distribuzione internazionale. "La formula magica per essere amati dai lettori stranieri, se pure esiste, non la conosce nessuno", scherza Troisi, già tradotta in diciotto paesi, dal Brasile alla Cina. Classe 1980, laureata in astrofisica, ha prodotto varie serie letterarie rigorosamente fantasy: il secondo capitolo dell'ultima, La saga del dominio , intitolato Il fuoco di Acrab , è appena uscito da Mondadori. "I miei riferimenti principali - rivela - sono i manga, poi Il Signore degli anelli . Ma a darmi la spinta sono le storie che ho nella testa e che mi ossessionano, facendomi sentire l'urgenza e il piacere di condividerle". Un lavoro solitario, senza particolari scambi creativi con i colleghi: "Noi narratori per ragazzi, al contrario ad esempio dei giallisti, tendiamo a non fare massa critica. Ed è un peccato. Eppure un'affinità di forme espressive c'è: più che di influenza reciproca, parlerei di uno Zeitgeist , uno spirito del tempo che ci abbraccia tutti".
Ma c'è un altro elemento forte a legare questo gruppo di scrittori. Lo rivendica Guido Sgardoli, laureato in veterinaria, autore prolifico di volumi vietati ai maggiori e premio Andersen nel 2009 e 2015. "Il problema - spiega - è che noi narratori italiani per ragazzi cerchiamo ancora di scrollarci di dosso l'etichetta che storicamente e culturalmente ci hanno affibbiato: il dover essere istruttivi, edificanti, didattici. Liberarci da queste pseudocatene - dall'avere sempre un occhio alla scuola, agli insegnanti, all'etica - non è stato facile. Ora finalmente possiamo rivendicare che letteratura vuol dire intrattenimento e belle storie". Come quella del suo ultimo libro, The Stone (Piemme), un'avventura centrata su una pietra magica che è un omaggio esplicito all'idolo Stephen King: "È quel tipo di libro che avrei voluto leggere io a 14 anni. Una strada alternativa al fantasy in senso stretto, ma che mantiene l'elemento fantastico".
C'è poi una terza via, che guarda più alla fantascienza. Ed è quella percorsa da Leonardo Patrignani, campione young adult della scuderia DeAgostini: il suo distopico Time Deal , uscito a giugno, è stato acquistato in venti paesi. Trentasette anni, centomila copie vendute già col romanzo Multiversum (esportato dalla Turchia al Sudamerica), guarda con speranza - e una punta di scetticismo - a questa rivincita del made in Italy: "Mi piacerebbe che il mio e altri casi simili non rimanessero isolati, che davvero fossimo capaci di costruire una scuola. Forse ora i tempi sono maturi. La realtà è che anche le case editrici dovrebbero crederci di più, investirci, e non sempre accade - nella mia, per fortuna, questa sensibilità non manca".
Sul fronte narrativo, Patrignani rivendica la capacità di affrontare temi seri senza rinunciare alla suspence e alle emozioni: "Non c'è bisogno di avere intenti moralistici per mostrare le grandi questioni della nostra contemporaneità. Nel mio ultimo libro, ad esempio, si parla dello strapotere legato ai farmaci. Pesco anche molto negli argomenti scientifici dei nostri tempi: i ragazzi sono molto più svegli di quanto crediamo, hanno voglia di saperne di più. Come è accaduto a me nei giorni scorsi, leggendo Origin di Dan Brown: su certe questioni presenti nell'intreccio sono corso a documentarmi su Internet, su Youtube. Il bello è proprio questo".
Gli adolescenti però non sono gli unici destinatari delle saghe fantasy. Salani, ad esempio, si occupa anche di una fascia d'età più bassa - tra 9 e 12 anni - grazie a scrittrici come Elisabetta Gnone, "emigrata" qui da DeAgostini. Già creatrice della serie Disney W.i.t.c.h , la scrittrice vende in prima persona i diritti dei libri all'estero, forte del grande successo della sua saga precedente, Fairy Oak , ambientata in una quercia fatata e letta da milioni di bambini in tutto il mondo. Adesso si sta cimentando con un'altra serie, Olga di carta : il secondo capitolo, in uscita adesso, si chiama Jum fatto di buio , e racconta di una strana creatura d'ombra.
Qual è allora il segreto di questi successi? Per Mariagrazia Mazzitelli, direttore editoriale Salani, "dipende dal modo di lavorare. Elisabetta Gnone crea mondi dettagliatissimi con grande precisione, e con una prospettiva internazionale che probabilmente ha assimilato alla Disney. In ambito fantasy proporre universi compiuti in tutte le componenti è fondamentale". Ma quando un narratore diventa un'industria, il rischio è quello di perdere autenticità: "Noi pubblichiamo autori globali come J.K. Rowling e Philip Pullman - conclude Mazzitelli - e avendoli osservati, so che hanno mantenuta intatta la capacità di ascoltare, di intercettare i bisogni dei bambini. Infatti, quando scrivono, hanno sempre in mente un lettore ideale: è questo che impedisce di perdere l'anima". In Italia come all'estero, la magia è tutta qui.
Una ricetta a base di intrecci complessi, personaggi credibili, abilità nel costruire mondi alternativi. E una totale assenza di provincialismo che facilita la distribuzione internazionale. "La formula magica per essere amati dai lettori stranieri, se pure esiste, non la conosce nessuno", scherza Troisi, già tradotta in diciotto paesi, dal Brasile alla Cina. Classe 1980, laureata in astrofisica, ha prodotto varie serie letterarie rigorosamente fantasy: il secondo capitolo dell'ultima, La saga del dominio , intitolato Il fuoco di Acrab , è appena uscito da Mondadori. "I miei riferimenti principali - rivela - sono i manga, poi Il Signore degli anelli . Ma a darmi la spinta sono le storie che ho nella testa e che mi ossessionano, facendomi sentire l'urgenza e il piacere di condividerle". Un lavoro solitario, senza particolari scambi creativi con i colleghi: "Noi narratori per ragazzi, al contrario ad esempio dei giallisti, tendiamo a non fare massa critica. Ed è un peccato. Eppure un'affinità di forme espressive c'è: più che di influenza reciproca, parlerei di uno Zeitgeist , uno spirito del tempo che ci abbraccia tutti".
Ma c'è un altro elemento forte a legare questo gruppo di scrittori. Lo rivendica Guido Sgardoli, laureato in veterinaria, autore prolifico di volumi vietati ai maggiori e premio Andersen nel 2009 e 2015. "Il problema - spiega - è che noi narratori italiani per ragazzi cerchiamo ancora di scrollarci di dosso l'etichetta che storicamente e culturalmente ci hanno affibbiato: il dover essere istruttivi, edificanti, didattici. Liberarci da queste pseudocatene - dall'avere sempre un occhio alla scuola, agli insegnanti, all'etica - non è stato facile. Ora finalmente possiamo rivendicare che letteratura vuol dire intrattenimento e belle storie". Come quella del suo ultimo libro, The Stone (Piemme), un'avventura centrata su una pietra magica che è un omaggio esplicito all'idolo Stephen King: "È quel tipo di libro che avrei voluto leggere io a 14 anni. Una strada alternativa al fantasy in senso stretto, ma che mantiene l'elemento fantastico".
C'è poi una terza via, che guarda più alla fantascienza. Ed è quella percorsa da Leonardo Patrignani, campione young adult della scuderia DeAgostini: il suo distopico Time Deal , uscito a giugno, è stato acquistato in venti paesi. Trentasette anni, centomila copie vendute già col romanzo Multiversum (esportato dalla Turchia al Sudamerica), guarda con speranza - e una punta di scetticismo - a questa rivincita del made in Italy: "Mi piacerebbe che il mio e altri casi simili non rimanessero isolati, che davvero fossimo capaci di costruire una scuola. Forse ora i tempi sono maturi. La realtà è che anche le case editrici dovrebbero crederci di più, investirci, e non sempre accade - nella mia, per fortuna, questa sensibilità non manca".
Sul fronte narrativo, Patrignani rivendica la capacità di affrontare temi seri senza rinunciare alla suspence e alle emozioni: "Non c'è bisogno di avere intenti moralistici per mostrare le grandi questioni della nostra contemporaneità. Nel mio ultimo libro, ad esempio, si parla dello strapotere legato ai farmaci. Pesco anche molto negli argomenti scientifici dei nostri tempi: i ragazzi sono molto più svegli di quanto crediamo, hanno voglia di saperne di più. Come è accaduto a me nei giorni scorsi, leggendo Origin di Dan Brown: su certe questioni presenti nell'intreccio sono corso a documentarmi su Internet, su Youtube. Il bello è proprio questo".
Gli adolescenti però non sono gli unici destinatari delle saghe fantasy. Salani, ad esempio, si occupa anche di una fascia d'età più bassa - tra 9 e 12 anni - grazie a scrittrici come Elisabetta Gnone, "emigrata" qui da DeAgostini. Già creatrice della serie Disney W.i.t.c.h , la scrittrice vende in prima persona i diritti dei libri all'estero, forte del grande successo della sua saga precedente, Fairy Oak , ambientata in una quercia fatata e letta da milioni di bambini in tutto il mondo. Adesso si sta cimentando con un'altra serie, Olga di carta : il secondo capitolo, in uscita adesso, si chiama Jum fatto di buio , e racconta di una strana creatura d'ombra.
Qual è allora il segreto di questi successi? Per Mariagrazia Mazzitelli, direttore editoriale Salani, "dipende dal modo di lavorare. Elisabetta Gnone crea mondi dettagliatissimi con grande precisione, e con una prospettiva internazionale che probabilmente ha assimilato alla Disney. In ambito fantasy proporre universi compiuti in tutte le componenti è fondamentale". Ma quando un narratore diventa un'industria, il rischio è quello di perdere autenticità: "Noi pubblichiamo autori globali come J.K. Rowling e Philip Pullman - conclude Mazzitelli - e avendoli osservati, so che hanno mantenuta intatta la capacità di ascoltare, di intercettare i bisogni dei bambini. Infatti, quando scrivono, hanno sempre in mente un lettore ideale: è questo che impedisce di perdere l'anima". In Italia come all'estero, la magia è tutta qui.