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“La politica resti lontana dalla gestione dei musei”, tutti con il direttore dell’Egizio

“Penso di adottare la stessa promozione a Venezia”, dice Gabriella Belli. Il cda prende posizione Evelina Christillin: “Piena condivisione”  
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Di che cosa stiamo parlando

Fratelli d’Italia ha attaccato la promozione del Museo Egizio di Torino che, per tre mesi, permette a una coppia di lingua araba di visitare la collezione pagando un solo biglietto. Si tratta, per il partito di Giorgia Meloni, di un’iniziativa “razzista nei confronti degli italiani”. Venerdì la stessa Meloni ha manifestato il suo dissenso all’ingresso del museo. Federico Mollicone, responsabile della comunicazione del partito, ha minacciato di rimuovere il direttore Greco dall’incarico dopo le elezioni


Nessuno tocchi Christian Greco. Mentre Fratelli d'Italia archivia come fake news la minaccia di rimuoverlo dall'incarico, il direttore del Museo Egizio di Torino incassa la solidarietà del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, del cda presieduto da Evelina Christillin, ma, soprattutto, dei colleghi che guidano i principali luoghi della cultura del Paese: perché i partiti devono resta…

Di che cosa stiamo parlando

Fratelli d’Italia ha attaccato la promozione del Museo Egizio di Torino che, per tre mesi, permette a una coppia di lingua araba di visitare la collezione pagando un solo biglietto. Si tratta, per il partito di Giorgia Meloni, di un’iniziativa “razzista nei confronti degli italiani”. Venerdì la stessa Meloni ha manifestato il suo dissenso all’ingresso del museo. Federico Mollicone, responsabile della comunicazione del partito, ha minacciato di rimuovere il direttore Greco dall’incarico dopo le elezioni


Nessuno tocchi Christian Greco. Mentre Fratelli d'Italia archivia come fake news la minaccia di rimuoverlo dall'incarico, il direttore del Museo Egizio di Torino incassa la solidarietà del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, del cda presieduto da Evelina Christillin, ma, soprattutto, dei colleghi che guidano i principali luoghi della cultura del Paese: perché i partiti devono restare fuori dalle porte dei musei. Tutti, raggiunti da Repubblica, difendono l'iniziativa "Fortunato chi parla arabo": due biglietti al prezzo di uno per i visitatori di lingua araba dell'Egizio. Una promozione della durata di tre mesi contro cui è insorto il partito di Giorgia Meloni, invitata ieri a visitare il museo dallo stesso Greco, che ha detto: "Non vogliamo costruire barriere ma creare ponti".

"Al posto di Greco, avrei fatto la stessa cosa - risponde Eike Schmidt, direttore degli Uffizi - La sua idea di avvicinare il pubblico di lingua araba rappresenta una scelta giusta anche come cittadino". E l'accusa di razzismo alla rovescia, allora? "Nessun razzismo - continua Schmidt - Si tratta di un'iniziativa temporanea che fa parte di una strategia promozionale più ampia: come l'ingresso gratuito per le donne l'8 marzo. La politica non dovrebbe interferire nella gestione dei musei. E poi l'accoglienza e la sicurezza non sono concetti che si devono confondere. Anzi, in un museo, possono e devono stare insieme. I musei sono di tutti e devono essere spazi di invito alla conoscenza e allo scambio: in estate con il Bargello dedicheremo una grande mostra all'arte islamica".

Il paradosso di questa storia è che una parte della politica italiana si è accorta dell'esistenza dei musei. "C'è, incredibilmente, un aspetto positivo - spiega Paolo Giulierini, direttore dell'Archeologico di Napoli - I musei sono entrati nel dibattito della contemporaneità: la loro presenza acquista un senso maggiore nel territorio quando si aprono a nuove fette di società. A Napoli, per esempio, lavoriamo moltissimo con la comunità cinese. Siamo molto attenti ai pannelli, alle mappe, cerchiamo di non restituire una visione eurocentrica: il mondo era globale sin dall'antichità".

"Una promozione come quella dell'Egizio di Torino? Non escludo di adottarla anche io", ribatte Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia. "Venezia vanta un grande patrimonio di arte islamica. Facciamolo sapere a questa comunità, che qui può trovare testimonianza delle sue radici. In un museo dobbiamo dimostrare a tutti che si è benvenuti. Non ci interessano le strategie economiche, ma la filosofia dell'accoglienza: ci sono realtà sociali che restano ancora fuori dalla fruizione dei musei". Per Sylvain Bellenger, alla guida di Capodimonte, "l'Italia continua a ferirsi senza ragione, distruggendo le iniziative belle dei musei. C'è un clima xenofobo che ricorda gli anni Trenta: la democrazia e la libertà non sono mai garantite. Bisogna vigilare".

Carolyn Christov-Bakargiev, che dirige la Gam di Torino e il Castello di Rivoli, ricorda il ruolo civico dei musei: "Sono a favore di tutte le iniziative che permettono di avvicinare le persone all'arte. Idee come queste vanno moltiplicate per tutti i tipi di pubblico possibili. I musei sono spazi che ricompattano le comunità in un'epoca di diaspore e di disorientamento".