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La poetessa transessuale: “A chi mi insultava su Facebook ha risposto per me l’amore dei lettori”

Centinaia di commenti di solidarietà e un'ondata di clic che ha fatto esaurire in poche ore le copie del suo libro in vendita su Amazon
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"La migliore risposta all'odio è l'amore per la vita". Giovanna Cristina Vivinetto è emozionata. Ha vinto lei, giovane poetessa transessuale. E ha vinto Dolore minimo (Interlinea edizioni), romanzo in versi che racconta la complessità della sua condizione. Le parole con cui è stata denigrata sui social da ProVita - onlus che sta tappezzando le città di manifesti contro l'aborto e di iniziative a sostegno della famiglia "naturale" - sono state spazzate via da centinaia di commenti di solidarietà e da un'ondata di clic che ha fatto esaurire in poche ore, le copie in vendita su Amazon.

Si immaginava che così tante persone l'avrebbero difesa?
"Non immaginavo nulla di quello che è successo nelle ultime ore. Quando ProVita ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, seguita da più di 60mila persone, un post in cui sosteneva che la transessualità non poteva essere poesia perch&eac…
"La migliore risposta all'odio è l'amore per la vita". Giovanna Cristina Vivinetto è emozionata. Ha vinto lei, giovane poetessa transessuale. E ha vinto Dolore minimo (Interlinea edizioni), romanzo in versi che racconta la complessità della sua condizione. Le parole con cui è stata denigrata sui social da ProVita - onlus che sta tappezzando le città di manifesti contro l'aborto e di iniziative a sostegno della famiglia "naturale" - sono state spazzate via da centinaia di commenti di solidarietà e da un'ondata di clic che ha fatto esaurire in poche ore, le copie in vendita su Amazon.

Si immaginava che così tante persone l'avrebbero difesa?
"Non immaginavo nulla di quello che è successo nelle ultime ore. Quando ProVita ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, seguita da più di 60mila persone, un post in cui sosteneva che la transessualità non poteva essere poesia perché era solo vuoto, mi sono sentita disorientata".

Perché?
"Per anni non avevo scritto nulla che mi riguardasse, la transessualità era qualcosa di troppo personale, non volevo espormi. Poi, dopo due anni di terapia ormonale, ho deciso di raccontare la fatica di sentirsi divisi e la necessità di diventare madri di se stessi, mettendo al mondo da soli una nuova persona. A inizio maggio, quando il libro è uscito con la prefazione di Dacia Maraini, pensavo che la società fosse pronta ad ascoltare le mie parole".

Non è andata così, non subito almeno.
"Mi sono trovata all'improvviso davanti al muro dei ProVita, persone che condannavano le mie poesie senza neanche averle lette, che dicevano che il mio libro era un manifesto di propaganda politica, che era paccottiglia arcobaleno. Ho segnalato la pagina per intimidazione e incitazione all'odio, l'ho bloccata e ho deciso di non rispondere a quei commenti".

Che sono stati cancellati dalla reazione della rete.
"Quando ho condiviso il post dei ProVita sul mio profilo Facebook mi hanno scritto in tanti e quando Repubblica.it ha raccontato quello che stava accadendo, la risposta è stata incredibile. Migliaia di condivisioni, centinaia di commenti e il mio libro andato esaurito su Amazon in poche ore".

Cos'è successo secondo lei?
"I lettori si sono indignati dalla pochezza culturale dei ProVita e dall'arroganza con cui, invece di criticare i versi, si scagliavano contro chi li aveva scritti".

Perché non ha risposto direttamente lei a loro?
"La migliore risposta all'odio è l'amore per la vita".