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A tutto speed: così si divorano libri e serie tv

Nell'era del multitasking e dei consumi culturali on demand, in Rete aumentano i sostenitori della fruizione accelerata di testi, articoli, film. Come? Grazie ad alcune, diffusissime app. Che noi abbiamo testato: ecco i risultati  
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"Ho letto Guerra e pace in venti minuti. Parla della Russia". All'epoca della famosa battuta di Woody Allen, la fine degli anni Sessanta, l'America era attraversata dall'ossessione per il tempo. Il ricordo di Kennedy che ogni mattina leggeva il New York Times e il Washington Post in dieci minuti, aveva spinto migliaia di studenti e professionisti a iscriversi ai corsi di Evelyn Wood, un'insegnante dello Utah che cercando di migliorare la vita dei suoi allievi, aveva messo a punto una tecnica di lettura per divorare, così diceva, fino a 2700 parole al minuto. In tutti questi anni la febbre della velocità non si è mai spenta, anzi... Il contagio viaggia in Rete e dallo speed reading - 533 milioni di risultati su Google - si è passati allo speed watching. Perché dedicare nove ore e passa alla visione di una stagione del Trono di Spade quando si possono guardare gli episodi a velocità accelerata? Esistono siti che tengono…
"Ho letto Guerra e pace in venti minuti. Parla della Russia". All'epoca della famosa battuta di Woody Allen, la fine degli anni Sessanta, l'America era attraversata dall'ossessione per il tempo. Il ricordo di Kennedy che ogni mattina leggeva il New York Times e il Washington Post in dieci minuti, aveva spinto migliaia di studenti e professionisti a iscriversi ai corsi di Evelyn Wood, un'insegnante dello Utah che cercando di migliorare la vita dei suoi allievi, aveva messo a punto una tecnica di lettura per divorare, così diceva, fino a 2700 parole al minuto. In tutti questi anni la febbre della velocità non si è mai spenta, anzi... Il contagio viaggia in Rete e dallo speed reading - 533 milioni di risultati su Google - si è passati allo speed watching. Perché dedicare nove ore e passa alla visione di una stagione del Trono di Spade quando si possono guardare gli episodi a velocità accelerata? Esistono siti che tengono il conto delle ore spese in serie televisive (Tiiime) e nascono applicazioni che promettono di aiutarci, senza bisogno di manuali, corsi o seminari, a correre su un testo scritto così come facciamo nella vita reale. Il controllo della velocità diventa così il simbolo di un'era in cui la moltiplicazione dei contenuti rende impossibile per qualunque essere umano stare al passo con tutto ciò che viene prodotto: troppa roba, troppo poco tempo, a meno che non si ricorra a qualche trucco.

Abbiamo sperimentato i più noti, cominciando da Spritz, un sistema lanciato quattro anni fa e oggi disponibile in venti lingue, italiano compreso. La pagina tradizionale viene sostituita da un piccolo riquadro all'interno del quale il testo scorre davanti ai nostri occhi, parola dopo parola. Ognuna ha un carattere rosso al centro ed è su quello che bisogna concentrarsi. Il testo si muove al posto della nostra pupilla e lo fa alla velocità che desideriamo. Si può spritzare qualsiasi cosa, basta scaricare l'applicazione giusta. La nostra scelta è ricaduta su Spritzlet, gratuita e adatta a qualsiasi contenuto della Rete dallo schermo di un pc. Basta evidenziare il testo e via, a tutto speed. Abbiamo cominciato con 250 parole al minuto, la velocità abituale di un lettore mediamente colto. Ma dopo poche righe siamo diventati impazienti: sul web ci sono persone che dicono di leggere mille parole al minuto, un romanzo di mille pagine in dieci ore. Abbiamo pigiato sull'acceleratore, ma arrivati a 500 parole al minuto sono cominciati i problemi: per non perdere il filo del discorso è stato necessario riavvolgere il nastro.

Anche se con un po' di allenamento potremmo migliorare, abbiamo gettato la spugna. Del resto gli studi parlano chiaro: una velocità maggiore non significa una maggiore comprensione. "È improbabile che i lettori siano in grado di raddoppiare o triplicare le loro velocità di lettura pur continuando a comprendere il testo", hanno spiegato gli psicologi che due anni fa pubblicarono sulla rivista accademica Psychological Science in the Public Interest una ricerca che analizzava tutto, dai corsi di lettura rapida alle applicazioni che pretendono di liberarci dalla necessità di muovere gli occhi. Gli scienziati dicono che solo il 10% circa del tempo di lettura è dedicato allo spostamento delle pupille, e anche i lettori più veloci al mondo sarebbero solo persone molto colte in grado di applicare una tecnica che tutti noi già utilizziamo: scorrere un testo per afferrarne il senso da poche frasi.

Quando dalla lettura si passa alla visione, il problema non è tanto la comprensione, ma il rispetto della creatività degli autori. Jan Rezab, fondatore cecoslovacco di una società che analizza i social, ha ammesso sulla rivista Forbes di guardare abitualmente video al doppio della velocità originale. Travolto dalle critiche - lo hanno accusato di ignorare il ritmo e l'estetica del regista, i silenzi degli attori, le pause tra una azione e l'altra - è stato costretto a precisare che no, non guarda al doppio della velocità qualunque cosa: "Mi piace andare al cinema e godermi un film come fanno tutti, ma con i contenuti didattici e gli show televisivi preferisco andare veloce". Provare è alla portata di chiunque: su Youtube l'opzione per scegliere la velocità è ben in vista e qualsiasi video online, e quindi anche in streaming, si può accelerare con un plugin. Abbiamo installato Video Speed Controller e guardato un vecchio episodio di Black Mirror a una velocità leggermente aumentata, 1,2, risparmiando circa sei minuti. La differenza era quasi impercettibile. L'abbiamo raddoppiata e a quel punto sembrava di essere piombati in una puntata del cartone Alvin and The Chipmunks.

Non è possibile sapere quante persone nel mondo stiano facendo qualcosa di simile, ma che lo facciano è fuori discussione. Lo testimonia il dibattito, assai vivace negli ultimi anni, sulle pagine dei principali quotidiani stranieri, dal New York Times al Guardian. Jessa Lingel, americana esperta di media digitali, ha spiegato che il controllo della velocità è una conseguenza naturale del binge watching, la pratica di vedere più episodi in una sola seduta. Prima la voglia di vedere tutto e subito. Poi di farlo il più velocemente possibile per recuperare le stagioni perdute o evitare spoiler. "È una forma di hacking della vita". Facile. E nessuna paura di tradire le intenzioni di chi quella serie l'ha creata: "Perché dovrei essere grato a come una società di media immagina uno spettacolo?". In fondo è da anni che i consumatori manipolano libri e musica, basti pensare alle fan fiction o ai remix. La giornalista Molly Fitzpatrick sul New Yorker ha scritto che guardare la serie The Crown al doppio della velocità le ha dato il senso inebriante di controllare la storia.

Per lei, Jessa Lingel, Jan Rezab e gli altri spettatori che hanno ammesso pubblicamente di fare speed watching, qualsiasi prodotto può essere letto, visto e manipolato liberamente. E il punto non è neppure la velocità, ma la possibilità di intervenire direttamente sui propri consumi. "La tecnologia sembra accelerare le cose - ha detto Lingel - ma potrebbe anche rallentarle". O, soddisfatta la curiosità, convincervi che i consumi culturali sono un piacere che merita il vostro tempo. Perché, anche se Tiime vi ha fatto scoprire di avere passato sette giorni e otto ore con il dottor House, potreste decidere di prendervi tutto il tempo che serve per i Romanoff di Matt Weiner. E perché, anche se i quattro minuti che avete impiegato nella lettura di questo articolo potrebbero essere dimezzati senza rischi, investire trentadue ore della propria vita su Tolstoj vi permetterà di scoprire che Guerra e Pace parla sì della Russia, ma anche di molto altro.