Lunghe file per ritirare il contante in una banca di Misurata (reuters)
Tripoli, lunghe file in banca e contante per tutti: la nuova arma delle milizie
Francesca Mannocchi
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di FRANCESCA MANNOCCHI
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Mentre i politici, ancora divisi, sfilano al vertice di Palermo, in Libia le brigate si impadroniscono del territorio e puntano al bisogno primario: l'accesso alla liquidità. Diventando così i paladini populisti di un paese stremato. Il "signore" più popolare è il giovane Haitem Tajouri
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TRIPOLI - "Da Palermo non ci aspettiamo niente, è una sfilata di bambole e Sarraj è il primo dei burattini, il burattino dell'Europa e della Nazioni Unite", Zakaria ha poco più di vent'anni, vive nel quartiere di Abusalim e come altre centinaia di persone è in coda lungo una via che porta su Piazza dei Martiri: su un marciapiede gli uomini, su quello opposto le donne. Aspettano il proprio turno per entrare in banca, a prelevare denaro. "Quando una famiglia ha dei problemi li risolve in casa sua, non dai vicini - continua Zakaria - le sfilate di politici in questi anni, tutte organizzate in casa d'altri, in Tunisia, a Parigi, in Italia, cosa hanno cambiato per noi? Le foto ricordo con le strette di mano cosa ci hanno portato? Niente di buono per la gente, forse qualche risultato l'ha avuto chi ci succhia gas e petrolio, non noi. La soluzione è in Libia tra i libici, non dall'altra parte del mare" poi alza l'…
TRIPOLI - "Da Palermo non ci aspettiamo niente, è una sfilata di bambole e Sarraj è il primo dei burattini, il burattino dell'Europa e della Nazioni Unite", Zakaria ha poco più di vent'anni, vive nel quartiere di Abusalim e come altre centinaia di persone è in coda lungo una via che porta su Piazza dei Martiri: su un marciapiede gli uomini, su quello opposto le donne. Aspettano il proprio turno per entrare in banca, a prelevare denaro. "Quando una famiglia ha dei problemi li risolve in casa sua, non dai vicini - continua Zakaria - le sfilate di politici in questi anni, tutte organizzate in casa d'altri, in Tunisia, a Parigi, in Italia, cosa hanno cambiato per noi? Le foto ricordo con le strette di mano cosa ci hanno portato? Niente di buono per la gente, forse qualche risultato l'ha avuto chi ci succhia gas e petrolio, non noi. La soluzione è in Libia tra i libici, non dall'altra parte del mare" poi alza l'indice e il medio della mano destra, in segno di vittoria e dice: "Haitem è uno di noi, è la sola nostra salvezza. Altro che governi delle Nazioni Unite".
Haitem è Haitem Tajouri, il giovane signore della guerra a capo delle Brigate Rivoluzionarie di Tripoli che - dopo gli scontri armati durati settimane lo scorso settembre - ha improvvisamente cambiato volto, dismettendo i panni del capo milizia minaccioso e temuto, per indossare quelli del difensore del popolo oppresso. L'intensa crisi economica ha scatenato due importanti scontri armati nei mesi scorsi: una situazione di stallo sul controllo delle entrate petrolifere nel Golfo di Sirte a giugno e a fine agosto l'attacco da parte della Settima Brigata di Tarhouna alle milizie della capitale ritenute responsabili del deterioramento dell'economia e di aver sottratto fondi pubblici dal 2014 a scapito dei cittadini.
(reuters)
Nel quartiere dei cambi valuta, nella città vecchia di Tripoli le persone arrivano a centinaia a vendere e comprare valuta estera. Qualcuno arriva con un sacchetto, qualcuno con le buste, qualcuno porta l'oro.
La Banca Centrale libica limita fortemente l'offerta di valuta estera - dollari, euro - sempre più necessari per i cittadini che hanno bisogno, ad esempio, di viaggiare per le cure mediche, ormai difficili da ottenere in Libia.
Come in ogni paese, anche qui il tasso ufficiale di cambio della valuta è determinato dalla Banca centrale, ma in Libia la storia ha un'altra faccia: il mercato nero. Il tasso ufficiale del cambio con il dollaro è 1,30 il tasso al mercato nero fluttua tra quattro e sette volte tanto. Lo scorso anno è arrivato fino a undici.
In un paese lacerato da rivalità politiche, tribali, militari, religiose ma anche dagli interessi personali di attori chiave come i capi milizia, la differenza tra i due tassi ha aggravato i problemi dei cittadini, rendendo il prezzo delle importazioni molto più costoso, così come il costo del carburante e dei beni primari. Il prezzo del pane, ad esempio, è più che raddoppiato in un anno.
La liquidità è da anni il primo dei problemi. Sul prelievo di contante dalle banche le regole in Libia sono due, una ufficiale e una ufficiosa: quella ufficiale impone di non ritirare più di 500 dinari al mese, circa 90 dollari al cambio al mercato nero, quella ufficiosa impone di darne una parte ai membri delle milizie che controllano gli istituti bancari. Il cartello di Tripoli: le brigate rivoluzionarie di Tajouri e la potente milizia salafita Rada, il cui capo, AbdoulRaouf Kara, ha il controllo dell'aereoporto di Tripoli e della prigione per sospettati membri di Isis.
Le milizie si dividono i quartieri e dunque le rispettive filiali di banca. Se alla filiale di una banca arrivano tre milioni di dinari, metà vanno alla milizia, l'altra metà spartita tra conoscenti e familiari, al costo di una mazzetta che è il segno della riconoscenza. Da due giorni, in concomitanza con l'assenza dei vertici di governo presenti a Palermo, le milizie, che sono additate come il principale problema della Libia, irrisolto dal 2011, stanno mostrando il proprio volto populista.
Haitem Tajouri presidia le vie limitrofe a Piazza dei Martiri a cavallo della sua motocicletta atteggiandosi a difensore dei diritti del popolo. Impone alle banche di restare aperte fino a notte e i suoi uomini organizzano le code di chi attende ore in fila. Da due giorni i cittadini libici possono prelevare fino a cinquemila dinari, dieci volte la cifra normalmente consentita. "Svuoteremo i nostri conti. E' arrivata gente da Gharian, da Beni Walid, da Sabratha, sono tutti qui in coda per merito di Haithem, nessun politico ha fatto una cosa tanto efficace per noi prima d'ora. Perché dovremmo fidarci della gente a Palermo quando la soluzione è qui tra noi? Tajouri è un libico tra i libici - urla Abdullah, giovanissimo, in coda anche lui - è il solo che merita il nostro voto, se mai ci faranno votare". Intorno a lui ragazzi e uomini di tutte le età battono le mani, fanno cenno di sì con la testa. Haitem is good, our hero. Haithem è buono, il nostro eroe.
La settimana scorsa gli uomini della Brigata Rivoluzionaria hanno fatto irruzione al souq el Musheer, il quartiere dei cambi, e hanno imposto ai gestori di cambi valuta che non sottostavano all'ordine di Tajouri di abbassare il prezzo del dollaro di sdraiarsi a pancia in giù di fronte a tutti i passanti e sono stati costretti a camminare con la testa coperta da un contenitore dell'immondizia.
"La Libia è un paese di maschere e camuffamenti" dice Makhmoud, sessant'anni, un po' in disparte dal resto della fila. In una mano tiene una busta di frutta, nell'altra un po' di pane. Intorno alla coda fa buio, la banca è ancora aperta. A presidiare la piazza i dipendenti in uniforme del ministero dell'Interno del GNA, dunque di Sarraj. A presidiare l'entrata della banca gli uomini della milizia, con le pistole in tasca, e le mercedes parcheggiate di fronte.
Nessuna delle persone in fila si rivolge agli uomini in uniforme, al contrario tutti fanno riferimento agli uomini in abiti civili. "Non c'è dubbio che qui le cose stiano cambiando - dice Makhmoud con disincanto - ma ogni cambiamento nasconde un tranello, ogni riforma nasconde una truffa".
Due mesi fa il governo Sarraj ha emanato due riforme importanti, la prima sulle forze di sicurezza, e la seconda prettamente economica. Entrambe le misure celano però delle zone grigie. "Il trucco in Libia sono le lettere di credito - dice Makhmoud - è la truffa perfetta delle milizie e le riforme di Sarraj rischiano di istituzionalizzare i loro ladrocini. Le milizie hanno capito il gioco, alcuni di loro cambiamo uniforme, indossano quella ufficiale delle forze di sicurezza e metteno le mani sulla ricchezza del paese dall'interno. Gli altri fanno il gioco della strada. Così nessuno ha margine per ribellarsi". Le milizie si stanno trasformando in colletti bianchi.
Il 25 ottobre scorso, durante l'inaugurazione delle nuove disposizioni di sicurezza emanate da Sarraj per limitare il potere delle milizie, Tajouri era presente, di fronte agli uomini in uniforme. "Per supervisionare" ha dichiarato. "Hanno finto di sciogliere due milizie, la Nawasi e la Gheniwa, ma la verità è che sono state assorbite dal ministero dell'Interno - dice Makhmoud - non è una soluzione, è un trucco". Mentre si chiude la conferenza di Palermo, a Tripoli i libici sono ancora in coda alle banche, gli impiegati agli sportelli distribuiscono migliaia di dinari, e le milizie costruiscono il consenso futuro gestendo l'accesso al denaro.