C’è un punto di riferimento intoccabile, sia per Enrico Sorci, il patriarca della famiglia siciliana protagonista de Piano nobile, il nuovo libro di Simonetta Agnello Hornby, oggi in libreria per Feltrinelli, e l’autrice, con una vita tra la toga da avvocato e i tanti libri, la Sicilia e Londra: la famiglia. E anche in tempi di Covid-19, spiega lei, «la pandemia la vedo come un grido alle storie familiari, perché tutto è condizionato: se ti muore un parente, la famiglia c’è, ma se ti sposi hai poca gente intorno, se hai un figlio hai paura…e la mancanza della famiglia porta a riannodare una storia familiare».
Simonetta Agnello Hornby, “Piano nobile” è il secondo titolo di quella saga familiare che ha iniziato con “Caffè amaro”. Tutto inizia nel 1942, ma la guerra sembra qualcosa di lontano dalla famiglia del barone Sorci, impegnata soprattutto in contese familiari…
«La guerra è stata strana in Sicilia: di fatto è stato un periodo limitato, l’arrivo degli americani e il bombardamento di Messina; c’erano i tedeschi e dopo gli americani. La vita è continuata, io ho foto di papà in motocicletta con i tedeschi e poi, quattro mesi dopo, con gli americani. Il conquistatore non sorprende in una terra di conquista quale è stata sempre la Sicilia, e i comportamenti vanno di conseguenza».
Maria, la protagonista di “Caffè amaro”, resta un personaggio defilato in “Piano nobile”. Ma spicca un’altra figura di donna, Laura De Nittis, protagonista di un amore proibito nello stesso ambito familiare…
«Maria c’è comunque: la figlia sposerà Rico, uno dei nipoti di Enrico Sorci. Laura è un personaggio che mi è piaciuto tanto, mi ha preso la mano. Arriva alla separazione, deve eclissarsi ma è importantissima. La donna separata allora era esclusa, c’era una prozia di mio padre che viveva da sola, non si sapeva perché. “Errò la zia Checchina e poi si è ravveduta” diceva mia madre: di cosa doveva ravvedersi non l’ho mai saputo…».
Una saga familiare, ma anche una ricostruzione storica della fine del fascismo e dei primi anni Cinquanta dettagliatissima: uno o più titoli, ancora?
«Mentre scrivevo continuavo a fare ricerche, sono un avvocato e devo essere sicura che tutto sia verificato, sia esatto. E non importa che questo sia un romanzo. Penso che i titoli saranno soltanto il tre: sto scrivendo Punto pieno, che rimanda al ricamo, un circolo di donne».
Che differenza ha visto tra Italia e Gran Bretagna di fronte alla pandemia, in questi mesi?
«Hanno una grande paura tutti, questo ovunque, ma in Italia si continua a vedersi, si va a pranzo a casa di amici, in Inghilterra meno: chi rompe completamente le norme è le gioventù, purtroppo. Inoltre, come ho già dichiarato, Boris Johnson è un pessimo primo ministro, siamo in mano a una persona che non è capace; mentre Conte è stato straordinariamente bravo, lo conoscevo già quando veniva in Inghilterra con delegazioni di avvocati ai massimi livelli. Si è rivelato uno splendido primo ministro».
Come avrebbe vissuto la quarantena la famiglia Sorci?
«L’avrebbe vissuta benissimo, sarebbero andati in campagna, mangiato bevuto, e ignorandola. E non avrebbero dovuto neanche invitare la moglie del fattore perché c’era la pandemia…”.
Simonetta Agnello Hornby, “Piano nobile” è il secondo titolo di quella saga familiare che ha iniziato con “Caffè amaro”. Tutto inizia nel 1942, ma la guerra sembra qualcosa di lontano dalla famiglia del barone Sorci, impegnata soprattutto in contese familiari…
«La guerra è stata strana in Sicilia: di fatto è stato un periodo limitato, l’arrivo degli americani e il bombardamento di Messina; c’erano i tedeschi e dopo gli americani. La vita è continuata, io ho foto di papà in motocicletta con i tedeschi e poi, quattro mesi dopo, con gli americani. Il conquistatore non sorprende in una terra di conquista quale è stata sempre la Sicilia, e i comportamenti vanno di conseguenza».
Maria, la protagonista di “Caffè amaro”, resta un personaggio defilato in “Piano nobile”. Ma spicca un’altra figura di donna, Laura De Nittis, protagonista di un amore proibito nello stesso ambito familiare…
«Maria c’è comunque: la figlia sposerà Rico, uno dei nipoti di Enrico Sorci. Laura è un personaggio che mi è piaciuto tanto, mi ha preso la mano. Arriva alla separazione, deve eclissarsi ma è importantissima. La donna separata allora era esclusa, c’era una prozia di mio padre che viveva da sola, non si sapeva perché. “Errò la zia Checchina e poi si è ravveduta” diceva mia madre: di cosa doveva ravvedersi non l’ho mai saputo…».
Una saga familiare, ma anche una ricostruzione storica della fine del fascismo e dei primi anni Cinquanta dettagliatissima: uno o più titoli, ancora?
«Mentre scrivevo continuavo a fare ricerche, sono un avvocato e devo essere sicura che tutto sia verificato, sia esatto. E non importa che questo sia un romanzo. Penso che i titoli saranno soltanto il tre: sto scrivendo Punto pieno, che rimanda al ricamo, un circolo di donne».
Che differenza ha visto tra Italia e Gran Bretagna di fronte alla pandemia, in questi mesi?
«Hanno una grande paura tutti, questo ovunque, ma in Italia si continua a vedersi, si va a pranzo a casa di amici, in Inghilterra meno: chi rompe completamente le norme è le gioventù, purtroppo. Inoltre, come ho già dichiarato, Boris Johnson è un pessimo primo ministro, siamo in mano a una persona che non è capace; mentre Conte è stato straordinariamente bravo, lo conoscevo già quando veniva in Inghilterra con delegazioni di avvocati ai massimi livelli. Si è rivelato uno splendido primo ministro».
Come avrebbe vissuto la quarantena la famiglia Sorci?
«L’avrebbe vissuta benissimo, sarebbero andati in campagna, mangiato bevuto, e ignorandola. E non avrebbero dovuto neanche invitare la moglie del fattore perché c’era la pandemia…”.