Per dire quale presa abbia sulla generazione nata a cavallo del 2000, quando Tommaso Proverbio ha saputo dall’amico Giacomo Mazzariol, 23enne autore per Einaudi del fortunato Mio fratello rincorre i dinosauri, che Scomodo aveva deciso di aprire una redazione milanese, lo scorso dicembre ha preso alla cieca un treno e si è presentato a Roma dai fondatori del mensile under 25 più letto d’Italia e d’Europa per candidarsi a una posizione. Ed è così che a febbraio Tommaso, anni 25, laureato in Scienze politiche poi diplomatosi in cinema alla Civica, è diventato responsabile del nuovo distaccamento locale. « I collaboratori sono già quasi 150, il Covid ci ha purtroppo impedito di portare avanti alcune iniziative» spiega nel cortile di Base in via Bergognone preso in prestito per fingere di avere una sede di cui non c’è bisogno per chi è nato già smart.
Sito, mensile giunto a 32 numeri che distribuiti gratuitamente dai volontari — oltre 850 in tutta Italia, — e nelle librerie indipendenti ha raggiunto una tiratura complessiva di 205mila copie, movimento sensibile alla tutela dell’ambiente e ai temi come le diseguaglianze economiche e la difesa dei diritti, riferimento senza bandiere ( « somigliare alla sinistra non è farne parte » ) sui social per oltre 2milioni e mezzo di follower. Se Scomodo è un fenomeno che per la maggior parte degli over 25 è un’ignota isola che non c’è, è proprio perché si tratta di un progetto tutto under 25 rivolto a under 25. Ideato nel 2016 appunto a Roma da un manipolo di universitari, nel 2020 nonostante il caos è approdato a Milano e Torino, e nel mirino ci sono già Napoli e Bologna.
La cosa strabiliante è che l’idea sia però partita dalla cara, vecchia, bistrattata carta data per morta. «Il principio è sì uscire dal circuito lato delle testate tradizionali che non ci rappresentano anche solo per banali questioni anagrafiche. Ma per contrastare l’isteria delle notizie usa e getta da cellulare e avere il tempo di approfondire, la carta rimane l’unica tecnologia. I soldi? Solo alcuni sponsor vicini ai nostri principi come Greenpeace e 700 abbonati. Niente stipendi, per ora è una passione».
Come un’intelligenza diffusa, Scomodo prevede micro redazioni e funzioni logistiche appaltate a collaboratori. Le idee vengono poi gestite secondo schemi tradizionali. Attualità, cultura, eccetera. Ma nascono di fatto dalla molteplicità di interessi e spunti generati da una folla di menti che aspirano a scrivere e partecipare. « Partecipazione è la parola chiave, quasi l’obbiettivo. Ed è con lo spirito di dare nuovo slancio alla socialità urbana che Scomodo occupa dove attecchisce spazi abbandonati. Qui a Milano dovevamo entrare in un ex capannone Alfa il 14 marzo, come è andata lo sappiamo».
Da Base oltre a Tommaso ci sono Alma Fogu, 21 anni, Scienze politiche e relazioni internazionali in Cattolica. Si occupa della parte economica e organizzativa milanese, a livello nazionale della distribuzione in libreria. Soda Marem Lo, 23 anni, laureanda in Linguistica teorica e applicata a Pavia, gestisce le risorse umane e partecipa alla redazione milanese. Luca Pagani, 24 anni, Scienze politiche e di governo in Statale, è da poco responsabile dei contenuti web e autore sul numero di ottobre dedicato al razzismo sull’onda delle rivolte Usa, di un articolo che descrive l’immigrazione come occasione di ridare vita ai borghi italiani deserti. Arianna Preite, 22 anni editoria e comunicazione, è stata già direttrice della rivista della Statale, con Tommaso coordina la redazione milanese. «Perché Scomodo sì e i vecchi quotidiani no? È un po’ come con il Covid. Nessuno ci chiede nulla, nessuno ci coinvolge. Ci viene detto tutto a cose fatte».
Sito, mensile giunto a 32 numeri che distribuiti gratuitamente dai volontari — oltre 850 in tutta Italia, — e nelle librerie indipendenti ha raggiunto una tiratura complessiva di 205mila copie, movimento sensibile alla tutela dell’ambiente e ai temi come le diseguaglianze economiche e la difesa dei diritti, riferimento senza bandiere ( « somigliare alla sinistra non è farne parte » ) sui social per oltre 2milioni e mezzo di follower. Se Scomodo è un fenomeno che per la maggior parte degli over 25 è un’ignota isola che non c’è, è proprio perché si tratta di un progetto tutto under 25 rivolto a under 25. Ideato nel 2016 appunto a Roma da un manipolo di universitari, nel 2020 nonostante il caos è approdato a Milano e Torino, e nel mirino ci sono già Napoli e Bologna.
La cosa strabiliante è che l’idea sia però partita dalla cara, vecchia, bistrattata carta data per morta. «Il principio è sì uscire dal circuito lato delle testate tradizionali che non ci rappresentano anche solo per banali questioni anagrafiche. Ma per contrastare l’isteria delle notizie usa e getta da cellulare e avere il tempo di approfondire, la carta rimane l’unica tecnologia. I soldi? Solo alcuni sponsor vicini ai nostri principi come Greenpeace e 700 abbonati. Niente stipendi, per ora è una passione».
Come un’intelligenza diffusa, Scomodo prevede micro redazioni e funzioni logistiche appaltate a collaboratori. Le idee vengono poi gestite secondo schemi tradizionali. Attualità, cultura, eccetera. Ma nascono di fatto dalla molteplicità di interessi e spunti generati da una folla di menti che aspirano a scrivere e partecipare. « Partecipazione è la parola chiave, quasi l’obbiettivo. Ed è con lo spirito di dare nuovo slancio alla socialità urbana che Scomodo occupa dove attecchisce spazi abbandonati. Qui a Milano dovevamo entrare in un ex capannone Alfa il 14 marzo, come è andata lo sappiamo».
Da Base oltre a Tommaso ci sono Alma Fogu, 21 anni, Scienze politiche e relazioni internazionali in Cattolica. Si occupa della parte economica e organizzativa milanese, a livello nazionale della distribuzione in libreria. Soda Marem Lo, 23 anni, laureanda in Linguistica teorica e applicata a Pavia, gestisce le risorse umane e partecipa alla redazione milanese. Luca Pagani, 24 anni, Scienze politiche e di governo in Statale, è da poco responsabile dei contenuti web e autore sul numero di ottobre dedicato al razzismo sull’onda delle rivolte Usa, di un articolo che descrive l’immigrazione come occasione di ridare vita ai borghi italiani deserti. Arianna Preite, 22 anni editoria e comunicazione, è stata già direttrice della rivista della Statale, con Tommaso coordina la redazione milanese. «Perché Scomodo sì e i vecchi quotidiani no? È un po’ come con il Covid. Nessuno ci chiede nulla, nessuno ci coinvolge. Ci viene detto tutto a cose fatte».