Cultura

I nuovi amanuensi ora aggiustano libri

Un’associazione che ripara i volumi ( troppo) usati ne ridà alle biblioteche 500 l’anno in buono stato (più qualche euro). Ecco come lavora
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Il più complicato è stato il cinese per via degli ideogrammi, ma anche l’arabo qualche problema l’ha dato, soprattutto perché si sfoglia al contrario. C’è stato quello di design, in inglese con i fascicoli tutti sparsi, per cui bisognava ritrovare l’abbinamento tra il progetto e l’architetto senza confondersi. E c’è stato il caso di quel fumetto che, per rimetterlo in sesto, l’unica era leggerlo. Sono alcuni dei volumi più ostici - i titoli restano ignoti - tra le migliaia che i "Ripara-libri" hanno restituito alle biblioteche bolognesi in quasi due lustri. Membri dell’associazione Bibliobologna, si tratta di un gruppo di undici volontari il più giovane ha 58 anni, il più anziano 78 - che si trovano almeno un paio di pomeriggi a settimana tra Salaborsa e Scandellara per salvare libri dal macero.

L’idea l’ha avuto Enrico Massarelli, bibliotecario in SalaBorsa, che conosceva l’arte e ha formato una squadra in grado di aiutarlo. Ha insegnato come si rimettono insieme i fogli, con cordini o fascette, come si cuce il filo, come, nelle edizioni economiche, si impiega la colla. E poi a riparare le copertine, fondamentali. «Ho sempre frequentato la mia biblioteca di quartiere - spiega Loretta Bormioli, anni 74 - e quando ho saputo che c’era la possibilità di dare una seconda possibilità ai libri non me lo sono fatta ripetere. E non pensate che basti mettere un po’ di scotch, anzi è la prima cosa che eliminiamo, usando un coltello molto sottile e caldo».

Sì, perché ogni volume, per essere salvato, deve essere prima scomposto. « Controlliamo pagina per pagina - prosegue la volontaria -, ripariamo dove c’è uno strappo, se si riesce, eliminiamo le sottolineature e poi lo restituiamo agli scaffali e al prestito » . Tra i più malridotti ci sono quelli per i bambini, per cui talvolta i riparalibri finiscono per intervenire ricreando disegni e figure, anche se il record dei più malmessi spetta tristemente ai testi universitari. « L’impressione - rimprovera Bormioli - è che i ragazzi li considerino proprietà privata, invece sarebbero di tutti. Non sono solo le sottolineature il problema, piuttosto le note a margine, gli appunti » . Per aggiustarli si usano morsetti, presse, lime, ma i volontari più abili hanno persino costruito strumenti ad hoc, tra cui un telaio e un attrezzo ribattezzato il "tostapane".

Nel frattempo nascono amicizie, si chiacchiera della vita e di letture, capita di andare a cena fuori la sera, restituendo alle biblioteche cittadine mediamente 500 libri l’anno, tra cui titoli ormai introvabili, libri stranieri, cataloghi di mostre passate. Qualcuno arriva talmente malconcio che tocca arrendersi, ma per la maggior parte una seconda vita c’è. E se il volume non è così interessante, a dargli un’altra chance ci pensa il mercatino che Bibliobologna organizza in Salaborsa.

«È ad offerta libera, a partire da un euro - spiega Rossella Rinaldi, che dell’associazione è la presidente -, nel 2019 abbiamo raccolto 5000 euro donati alla biblioteca». Lo scorso settembre dovevano partire i corsi per formare nuovi riparatori, poi ci si è messo di mezzo il Covid. In attesa che si calmino le acque, pure Bibliobologna ha dato vita per i suoi 70 soci e per tutti gli interessati a una serie di incontri in streaming, tra cui le Pillole di scienza e un ciclo dedicato alle Narrazioni multiculturali, da seguire in diretta e rivedere sul sito bibliobologna.com.