Cultura

Stefania Auci:"Scrivo all’alba poi divento prof"

La scrittrice lavora al nuovo libro sui Florio prima di collegarsi con la sua classe. Sveglia alle 5,30

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Sarà una donna Franca fragile quella raccontata nelle pagine del nuovo romanzo di Stefania Auci sulla saga dei Florio dopo il fortunatissimo "I leoni di Sicilia". Franca «una picciridda che si sposa a 19 anni tenuta fino ad allora in una campana di vetro » che va oltre l’icona di donna della Belle Époque siciliana restituita dal ritratto di Giovanni Boldini.

La scrittrice lo sta ultimando proprio in questi giorni di semi clausura da zona arancione, articolati tra didattica a distanza, visto che è pure un’insegnante, e il suo ruolo di mamma di due ragazzi liceali, anche loro in collegamento virtuale con i docenti, con cui dice di spartirsi le stanze di casa: « È una lotta all’arma bianca, alla fine siamo giunti a un accordo tra cucina, soggiorno e camera da letto. Pensate che a mia figlia che va al primo liceo è toccata la cucina e devo aspettare che finisca le lezioni prima di preparare il pranzo».

Tutte le mattine la sveglia suona alle 5,30, mezz’oretta da concedersi tra colazione e silenzio, poi alle 6 si dedica al manoscritto: « Non l’ho ancora consegnato sarà più corposo del precedente ( che contava 378 pagine, ndr) » . Due le coppie protagoniste del nuovo libro che parte con il senatore Ignazio Florio e la moglie Giovanna d’Ondes per poi arrivare fino a Ignazio Florio jr e donna Franca. « Arriviamo agli anni Trenta circa - dice la Auci,mentre sta per mettersi in fila al supermercato, normale routine - Racconto il loro primo incontro ma lo racconto a modo mio».

Centrale nella lettura della Auci è « l’umano sentimento d’invidia che si aveva nei confronti di una donna bella e ricca che però era molto fragile, molto delicata, nvidiata perché poteva sfoggiare toilette all’ultima moda: lei ha avuto questa grande capacità di essere sponsor di se stessa, ma se si scava si vede la figura di una ragazzina molto custodita, molto protetta, quasi intimorita, catapultata da sposata in un mondo molto diverso rispetto a quello a cui apparteneva. Anche attraverso le chiacchierate che all’epoca ho avuto con Costanza Afan de Rivera è venuta fuori questa donna fantastica ma che aveva dovuto farsi forza, fare leva su se stessa, per non crollare». Fragile e forte, un fiore d’acciaio. «Ma non è l’unica figura interessante e intrigante da sondare, c’è pure Giulia Lanza di Trabia, cognata di Franca, fisicamente meno appariscente ma donna di grandissima cultura » . Tant’è che le due famiglie hanno quasi sempre gli stessi ospiti.

« Un’altra cosa che emergerà è la grande e fantastica frequentazione della famiglia con le personalità della cultura del periodo, se pensiamo che subito dopo la prima rappresentazione di Manon Lescaut a Torino l’opera di Puccini viene portata a Palermo anche grazie all’influenza dei Florio, si ha un’idea del loro peso: ecco, per me è stato fondamentale far vedere come la presenza culturale dei personaggi della famiglia determinasse la centralità di Palermo quale capitale internazionale della cultura. Il fatto che ci fossero i cronisti dei principali giornali italiani a Palermo che raccontavano quello che avveniva nel mondo della cultura giorno per giorno dà l’idea della centralità di Palermo allora più di adessoFondamentale poi il ruolo di Ignazio che diventerà impresario del Teatro Massimo finanziando le stagioni teatrali, scegliendo i grandi nomi da mettere in cartellone ».

Accanto a quello di scrittrice c’è il suo lavoro di insegnante di sostegno all’alberghiero " Paolo Borsellino": prima il rientro in presenza a ottobre, poi di nuovo tutti a casa: «Sfatiamo il mito che a casa si lavora meglio eh » . Dice che ciò che manca è « l’essere a scuola insieme non si può sostituire con la classe virtuale, l’apprendimento è anche emotività e affettività. Presenza».

Dal sucsso del primo libro la sua vita è cambiata un po’ « ma me ne rendo conto solo quando mi fermano per strada, poi vedono che sono timida e non sono invasivi » . Per tutto il resto è rimasta identica: « È sempre un grandissimo casino » , sorride Stefania. Quando la figlia più piccola finisce le lezioni di latino e greco in cucina, Stefania Auci può appropriarsi dello spazio e mettersi ai fornelli. Il suo piatto più replicato in questi giorni è la frittata di pasta: «Ah, quello è un grande classico della mia infanzia, perfetta per mio figlio grande soprattutto, visto che è in piena adolescenza, ha sempre fame».