«Zuppi m’invitò in curia per un caffé. Io, atea, gender fluid, omosessuale, diversa, per buona parte della comunità ecclesiastica reietta. Parlammo a lungo di sant’Agostino, dell’amore e delle sue tante forme, ma più di ogni altra cosa di povertà» . A segnare il libro di Cathy La Torre, " Nessuna causa è persa" ( Mondadori) c’è una parola chiave: pregiudizio. Una condizione culturale superata la quale si aprono una miriade di mondi. L’incontro con il cardinale Matteo Zuppi è un episodio emblematico del suo racconto. Non l’unico, forse il più significativo. Dopo, infatti, c’è quello con suor Mariachiara, e le battaglie che la religiosa ha combattuto nella Chiesa perché donne e uomini abbiano lo stesso peso. Il libro apparentemente è l’autobiografia di un avvocato " diverso" che parte dal Sud per arrivare a Bologna alla conquista di una propria dimensione umana e professionale. In realtà è molto altro, perché il percorso di vita s’intreccia sempre con storie di incontri, di impegno politico e professionale in difesa dei diritti acquisiti e di quelli che ancora non lo sono.
La carriera di La Torre inizia con una convinzione e con un’intuizione. La prima è la scelta della facoltà di Giurisprudenza: « Avevo capito, dalla serietà con cui venivano nominate e trattate, che le leggi hanno un potere misterioso, quasi magico, a cui successivamente avrei dato un nome: il potere di cambiare le vite». La seconda è diventata una consapevolezza: «Siamo parte di un sistema collettivo che ci fa lottare anche contro le ingiustizie che non ci colpiscono direttamente». In questo quadro nascono il sostegno a Michele, nato Michela, e la comprensione del suo dolore lacerante perché si sente un uomo. Oppure a Luca, omosessuale e cattolico, padre adottivo di una splendida bambina con la sindrome di Down. C’è poi la vicenda di Ada e la sua battaglia per diventare magistrato anche se non vedente. Per finire alla storia di " Yaya", non ancora 18enne, che una sera dello scorso autunno si è trovato sotto casa, al Pilastro, un Matteo Salvini a caccia di consenso facile: « Lei spaccia? » , si è sentito chiedere al citofono.
Storie di vittime del pregiudizio, ma anche di iniziative importanti. «Col mio grande amico e collega Michele Giarratano – racconta - ho fondato GayLex, un’associazione di giuristi e attivisti per i diritti delle persone Lgbtq. Ci battiamo per il pieno diritto alla genitorialità di tutti » . Poi con Maura Gancitano è nata «la campagna contro l’odio in rete, Odiare Ti Costa, che sostiene, supporta e aiuta le vittime dell’odio sul web».
Tra i ricordi c’è molto altro, dalle serate passate nei ristoranti come lavapiatti per mantenersi gli studi ai pomeriggi dedicati alle associazioni, dall’impegno come consigliere comunale al primo incarico professionale per togliere 27 multe a Marcella Di Folco. " Nessuna causa è persa" è un libro che parla d’amore a tutto tondo: «Quel primo bacio fu incredibile. Il primo bacio a una donna! Una cavalcata nel cuore. Ecco come dovrebbe essere » . Ma il suo manifesto prescinde dagli orientamenti sessuali. Perché il messaggio è universale: contro i pregiudizi e per i diritti c’è ancora molto da fare.
La carriera di La Torre inizia con una convinzione e con un’intuizione. La prima è la scelta della facoltà di Giurisprudenza: « Avevo capito, dalla serietà con cui venivano nominate e trattate, che le leggi hanno un potere misterioso, quasi magico, a cui successivamente avrei dato un nome: il potere di cambiare le vite». La seconda è diventata una consapevolezza: «Siamo parte di un sistema collettivo che ci fa lottare anche contro le ingiustizie che non ci colpiscono direttamente». In questo quadro nascono il sostegno a Michele, nato Michela, e la comprensione del suo dolore lacerante perché si sente un uomo. Oppure a Luca, omosessuale e cattolico, padre adottivo di una splendida bambina con la sindrome di Down. C’è poi la vicenda di Ada e la sua battaglia per diventare magistrato anche se non vedente. Per finire alla storia di " Yaya", non ancora 18enne, che una sera dello scorso autunno si è trovato sotto casa, al Pilastro, un Matteo Salvini a caccia di consenso facile: « Lei spaccia? » , si è sentito chiedere al citofono.
Storie di vittime del pregiudizio, ma anche di iniziative importanti. «Col mio grande amico e collega Michele Giarratano – racconta - ho fondato GayLex, un’associazione di giuristi e attivisti per i diritti delle persone Lgbtq. Ci battiamo per il pieno diritto alla genitorialità di tutti » . Poi con Maura Gancitano è nata «la campagna contro l’odio in rete, Odiare Ti Costa, che sostiene, supporta e aiuta le vittime dell’odio sul web».
Tra i ricordi c’è molto altro, dalle serate passate nei ristoranti come lavapiatti per mantenersi gli studi ai pomeriggi dedicati alle associazioni, dall’impegno come consigliere comunale al primo incarico professionale per togliere 27 multe a Marcella Di Folco. " Nessuna causa è persa" è un libro che parla d’amore a tutto tondo: «Quel primo bacio fu incredibile. Il primo bacio a una donna! Una cavalcata nel cuore. Ecco come dovrebbe essere » . Ma il suo manifesto prescinde dagli orientamenti sessuali. Perché il messaggio è universale: contro i pregiudizi e per i diritti c’è ancora molto da fare.