Cultura

Vi raccontiamo da quali idee ripartire

Al via domani online sul sito di Repubblica cinque giorni di incontri sul nostro futuro
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Riccardo Muti lo dice con convinzione: quando si potrà tornare a dirigere (e ascoltare) dal vivo, anche l’interpretazione delle opere classiche cambierà. Perché il dolore si riverbera sempre nella musica. L’America volterà invece pagina inaugurando l’era Biden. Ma anche le nostre città cambieranno volto senza riserve. Già lo stanno facendo, trasfigurate come sono dal diffondersi della pandemia. Ma come sarà questo 2021 che ci attende? Se lo chiede il festival di Repubblica che citando un classico di Lucio Dalla si intitola L’anno che verrà : cinque giorni di incontri e interviste online sul nostro sito. Con scrittori, economisti, musicisti, scienziati, sindaci ed esperti delle discipline che saranno sotto la lente di ingrandimento. E ai quali è stata rivolta come prima domanda proprio questa: cosa ci aspetta?
 
Il festival, a cura di Gregorio Botta e Silvia Barbagallo, parte domani con una giornata dedicata a una delle questioni più urgenti da affrontare nell’immediato futuro: la questione femminile. Sarà annunciata e intervistata da Valeria Palermi la donna dell’anno secondo D di Repubblica : la protagonista che più ha lasciato un segnotra le 50 italiane selezionate nei mesi scorsi dal settimanale. Non solo. Tra le scrittrici presenti, c’è Ece Temelkuran, l’autrice turca del discusso saggio Come sfasciare un paese in sette mosse (Bollati Boringhieri). Dall’Italia al resto del mondo, dalla cultura alla scienza: gli altri giorni ruotano intorno a quattro macrotemi, seguendo un format sperimentato con successo, negli anni, con la Repubblica delle Idee e cioè ampie interviste ai grandi protagonisti della società. Con una differenza: che gli incontri, a causa del Covid, non avranno pubblico e avverranno online. Dove però resteranno per più giorni in un palinsesto ideale, per essere fruiti — qui sì — dal pubblico. Ed è proprio Riccardo Muti, intervistato dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari l’11 dicembre, a raccontarci il sentimento del P aese. Mentre Carlo Cottarelli, in dialogo con Francesco Manacorda, farà i conti con il futuro che ci attende per poterci rialzare e, finalmente, ripartire. E sempre Molinari, insieme allo scrittore Nathan Englander, proverà a immaginare i contorni della nuova America targata Biden.
 
Ma il 2021 è anche l’anno di Dante, di cui ricorrono i 700 anni dalla morte: così Massimo Popolizio racconta a Simonetta Fiori — e a tutti noi — il “suo Dante”, amato e (ri)scoperto non sui libri di scuola ma “oralmente”, ascoltato dalla viva voce di Vittorio Gassman. Seguendo il suo esempio, l’attore reciterà un brano dal Canto V dell’ Inferno . L’ultimo sguardo va alla scienza, che in questi mesi è salita alla ribalta come non mai e ancor più lo sarà con l’arrivo dell’atteso vaccino per il coronavirus.