Sul fronte del Premio Strega qualche sorpresa movimenta gli scenari futuri della gara. Oggi sono state pubblicate sul sito del premio altre dieci candidature. Tra i nomi due in particolare fanno la differenza: uno già annunciato da tempo ma ora finalmente ufficializzato, quello di Teresa Ciabatti con Sembrava bellezza (Mondadori), e l'altro inaspettato fino a una settimana fa, Francesca Mannocchi con Bianco è il colore del danno (Einaudi Stile Libero). Da una parte la storia romanzata di una scrittrice famosa che ritrova un'amica del liceo e ripercorre la sua vita disordinata tra ricordi, amori, invidie (Ciabatti), dall'altra un racconto in prima persona della propria malattia che da intimo diventa sociale, collettivo (Mannocchi).
Chissà cosa starà succedendo dietro le quinte, nelle chat tra scrittori, dentro gli uffici marketing editoriali. Se vinceranno le paure o l'adrenalina. Nelle ultime ore il nome Mannocchi era iniziato a circolare nel retropalco dei bene informati. La giornalista reporter non entra da una porta laterale, ma fa un ingresso regale, presentata da Renata Colorni, figura di primo piano dell'editoria italiana, alla guida per anni della collana mondadoriana dei Meridiani e traduttrice di Thomas Mann, di Thomas Bernhard e Joseph Roth, solo per citarne alcuni.
Non sarà un giro di walzer, ma un fox trot movimentato, perché per il terzo anno di fila Einaudi si ritrova con due nomi forti da gestire: oltre a Mannocchi, c'è infatti Donatella Di Pietrantonio, allo Strega con Borgo Sud, dove torna a sviscerare il groviglio delle relazioni umane che era già dell'Arminuta. Bene si dirà, due bei libri. Se non fosse che quest'anno lo Struzzo si era ripromesso di puntare su un solo candidato per evitare di ritrovarsi a combattere guerre fratricide tra i torinesi della collana I coralli (Di Pietrantonio) e i romani di Stile Libero (Mannocchi). Stavolta il patto era marciare uniti. La palla ora va al comitato direttivo dello Strega, che annuncerà il 22 annuncerà i 12 finalisti selezionati. Se entrambe, Di Pietrantonio e Mannocchi, passeranno l'esame, per Einaudi si aprirà una situazione imprevista.
Tra le nuove candidature che imprimono carattere all'edizione va menzionato Disordini di Michele Ainis (La nave di Teseo), proposto da Sabino Cassese, dove si narra di un morbo che ridisegna la fisionomia delle persone e la società. Il romanzo, che conferma la vocazione umanista del grande costituzionalista, va ad aggiungersi agli altri due candidati della Nave di Elisabetta Sgarbi: Edith Bruck con Il pane perduto e Carmen Pellegrino con La felicità degli altri. Anche in questo caso molto dipenderà dalle scelte del comitato.
Le grandi corazzate al momento sembrano imbarcano ciurme di scrittori ma bisognerà vedere poi chi di loro rimarrà tra i finalisti. Nella famiglia allargata mondadoriana viene ufficializzata oggi la candidatura di Simone Perotti con I momenti buoni (collana Strade Blu). Il romanzo proposto da Paolo Mauri racconta la singolare alleanza tra due ragazzini cresciuti all'interno di famiglie difficili e violente. Con questa entrata i titoli del marchio Mondadori salgono a quattro: oltre alla favorita Ciabatti e a Perotti, nei giorni scorsi sono stati candidati Daniele Rielli con Odio (sponsor Antonio Monda) e Stefano Sgambati con I divoratori (presentato da Daria Bignardi).
Compare nel gruppetto delle dieci new entry anche un titolo Fazi, il romanzo di Anna Giurickovic Dato, Il grande me, dove si racconta di una giovane donna che attraversa il dolore della malattia del padre, un libro doloroso ma pieno di vita. Gli altri della lista dei dieci sono: Nuovissimo testamento di Giulio Cavalli (Fandango, proposto da Filippo La Porta), distopia di un mondo da cui è stata cancellata l'empatia che prende inizio dal ricovero di un uomo in un reparto ospedaliero di disturbi affettivi; I passi di mia madre di Elena Mearini (Morellini, presentato da Lia Levi), protagonista una editor quarantenne sulle tracce della madre scomparsa; Memorie di un dittatore di Paolo Zardi (Perrone, sponsor Paolo Di Paolo), romanzo che ruota intorno alla "nevralgia del potere" e il giallo Scacco all'isola di Alessandra Fagioli (Robin, proposto da Paolo Ferruzzi).
Le candidature si chiuderanno il 5 marzo. Oltre ai titoli citati nei giorni scorsi hanno avuto accesso al limbo della gara, Due vite di Emanuele Trevi (Neri Pozza, candidato da Francesco Piccolo), storia dell'amicizia tra l'autore e gli scrittori scomparsi Rocco Carbone e Pia Pera, e Il libro della case di Andrea Bajani (Feltrinelli), candidato da Concita De Gregorio, viaggio attraverso le case che si sono abitate. Le case hanno un ruolo chiave anche nel giallo familiare di Antonella Lattanzi, Questo giorno che incombe (HarperCollins Italia, presentato da Domenico Starnone).
Nel ginepraio delle candidature multiple, gli editori faticheranno a trovare il bandolo. Per Ponte alle Grazie (gruppo Gems), oggi è appena stato presentato da Paolo Cognetti il romanzo Mia sconosciuta di Marco Albino Ferrari, storia vera di una madre ribelle. La candidatura si agiunge alle quattro già rese note di Lisa Ginzburg (Cara pace), Mattia Insolia (Gli affamati), Maria Grazia Calandrone (Splendi come vita), Stefano Corbetta (La forma del silenzio). Anche il marchio Bompiani (gruppo Giunti) nei giorni scorsi ha collezionato cinque nomi: Aurelio Picca con Il più grande criminale di Roma è stato amico mio (presentato da Edoardo Nesi); Giulia Caminito con L'acqua del lago non è mai dolce (proposto da Giuseppe Montesano); Paolo Di Stefano con Noi (proposto da Luca Serianni); Loredana Lipperini con La notte si avvicina (presentato da Romana Petri); Alessandro Raveggi con Grande Karma (presentato da Giorgio Van Straten).
Siamo già a 45 aspiranti candidati, il 22 marzo sapremo quali saranno i 12 che accederanno alla gara. Da quel momento partirà la corsa verso la Cinquina, che si giocherà il 10 giugno. Per la finale bisognerà invece aspettare l'8 luglio.