Cultura

Baci dal mondo per Francesca da Rimini, eroina moderna

Ary Scheffer, Le ombre di Paolo e Francesca appaiono a Dante e Virgilio (Louvre, 1855) 
Non la peccatrice del girone infernale ma la vittima di inganni e violenze: a lei è dedicato un flash mob di università di tutti i continenti che l'8 marzo aprirà l’anno dantesco nelle terre malatestiane
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Torneremo ad abbracciarci, recitavano gli striscioni appesi fuori dai balconi, in tutto il mondo, esattamente un anno fa. Non ci siamo ancora tornati, ma al bisogno di baci e abbracci a cui non possiamo rinunciare – lo abbiamo fatto fin troppo negli ultimi mesi – è dedicato l’evento che lunedì 8 marzo apre le celebrazioni dantesche nelle terre malatestiane, tra i comuni di Rimini e di Gradara. E che per protagonista ha quella Francesca da Rimini cantata dal Sommo Poeta in alcuni dei versi più belli e memorabili dell’intera Commedia. Personaggio che nel travalicare il tempo e lo spazio è diventata mito: nata dai versi di Dante e dal racconto di Boccaccio, dove non è più la peccatrice che tutti conosciamo ma una giovane donna raggirata e condotta all’altare con l’inganno, esplode come eroina con l’Illuminismo e il Romanticismo andando a incarnare proprio la figura della vittima di intrighi e di violenza, che lotta per la libertà e per l’amore oltre la vita.

“Un’eroina che ha attraversato tutti i movimenti libertari dell’Ottocento e del Novecento nel mondo occidentale, dall’Europa alle Americhe”, racconta Ferruccio Farina, organizzatore di Francesca2021, contenitore di eventi per celebrare l’anno dantesco che si svolgeranno dalla primavera all’autunno e oltre, tra mostre, spettacoli, convegni, “stiamo slittando le date per questa pandemia, ma nel corso dell’anno”, assicura, “faremo tutto. Si parte l’8 marzo con un flash mob planetario. È una partenza molto forte, non immaginavamo certo avrebbe raggiunto una tale portata. Si intitola Worldwide Kisses: Baci dal mondo e coinvolge 21 università da tutto il mondo – in realtà sono anche di più, pensavamo di fermarci a 21 per citare il 2021 ma poi sono diventate di più – che si collegheranno in diretta streaming”. Un titolo, e un concetto in senso più ampio, in questo momento quanto mai attuali. Anzi di più: perché presenta una doppia attualità. L’attualità della figura di Francesca che diventa un simbolo per tutte le donne vittime di violenza, di inganni e di femminicidi e l’attualità del gesto del bacio, ancora messo al bando da un anno a questa parte, affinché invece sia di buon auspicio per la fine della pandemia.

Ma perché proprio l’8 marzo? “Perché la ‘mia’ Francesca da Rimini”, continua Ferruccio Farina, “su cui ho scritto molti saggi e anche un libro, non è la peccatrice lussuriosa adultera dell’Inferno di Dante, ma l’eroina che nasce con l’Illuminismo e il Romanticismo e invade la cultura occidentale, portatrice di valori sani: fedele oltre la morte al primo amore, perché era stata ingannata e con l’inganno costretta al matrimonio come ci viene raccontato da Boccaccio. Questa eroina è quella che entra nel mito, che noi poi abbiamo fatto decadere, perché accusato di essere un mito troppo dozzinale. Ora però si sta recuperando, perché afferma valori fondamentali (e contemporanei). Per esempio, che il matrimonio non può essere imposto: oggi ci sono milioni di donne nel mondo che vengono vendute come merce. O, ancora, che l’amore non uccide; di femminicidio è inutile che ne parli io perché ne parlano tutti.  Francesca da Rimini è una figura esemplare: letteraria e non storica, perché di storico non c’è nulla, l’unica testimonianza è in Dante, si sa che è esistita ma non si sa null’altro. Il bacio è un’invenzione: è vero, è falso, è una tragedia, non lo sappiamo. Sono questioni irrilevanti, a contare è il mito che afferma valori positivi che oggi si stanno risvegliando”.

Marie-Philippe Coupin de La Couperie, Gli amori funesti di Francesca da Rimini (1812) 

Ma veniamo al flash mob. Come si svolgerà effettivamente? “Il punto di partenza”, spiega Farina che con il suo Centro internazionale di studi Francesca da Rimini da vent’anni lavora con universitari di tutto il mondo, “è la lettura dei versi di Francesca del V Canto dell’Inferno che possono essere interpretati in piena libertà da ciascuna università nella lingua di ogni paese (sono diciotto lingue, anche dialetti indiani) e in effetti così è stato. Si va dalla recitazione pura e semplice dalla cameretta di un ragazzo, chiuso in casa per il lockdown, a spettacoli più scenografici. Per esempio, molto bello è quello degli studenti di Ekaterinburg, in Russia, che hanno fatto un balletto pieno di coreografie. Dal più minimalista dunque, ma altrettanto bello, perché realizzato nonostante le difficoltà, al più coreografico. Molto grazioso il contributo degli studenti del Conservatorio di Pesaro: reciteranno i versi musicati da Gioachino Rossini accompagnati da una brava soprano e un bravo pianista”. Ma sono tanti gli esempi curiosi: uno su tutti quello messo in campo dagli studenti indiani dell’università di Santiniketan, “quindi parliamo di Dante in India, nel West Bengala”, ci tiene a sottolinearlo Farina, “che interpretano Francesca da Rimini all’aperto, perché qui si insegna all’aperto”.

Le performance saranno in diretta streaming live l’8 marzo per tutto il giorno, dalle 9.30 alle 18 fuso orario italiano, sul sito bacidalmondo.com. “Ma poi una selezione di questa maratona di dodici ore resterà disponibile sui nostri canali social”, assicura Farina. Non solo. Dai filmati verrà ricavato un documentario didattico e gli insegnanti realizzeranno una nota critica sulla ricezione di Francesca nei loro paesi che sarà presto pubblicata in volume. L’idea del flash mob è nata un anno e mezzo fa, prima del Covid, “e ha vinto sul virus” conclude Farina: nonostante le difficoltà della pandemia, le università chiuse, i problemi di collegamento, non è mancato nessuno infatti di quelli che avevano dato la loro adesione sin dall’inizio. Anzi, in questa disastrosa situazione il flash mob si riempie ancora più di significato, diventando un monito a guardare in positivo. “Perché è questo il messaggio che volevamo trasmettere: c’è qualcosa a cui noi tutti, giovani, vecchi, in tutto il mondo, non possiamo rinunciare e sono i baci e gli abbracci. Mai come ora ne abbiamo bisogno”.