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Eterne Piccole donne

Le sorelle March in una scena di Piccole donne di Greta Gerwig uscito in Italia nel 2020   
Torna in libreria il classico di Louisa May Alcott. Che parla ancora ai ragazzi di oggi. “Per questo abbiamo deciso di adattarlo al loro linguaggio” racconta la traduttrice Angela Ricci
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“Natale non sarà Natale senza regali”: l’incipit tanto famoso, al pari quasi di “Chiamatemi Ismaele” o “Tutte le famiglie felici…”, è sempre lo stesso, ma a un occhio attento la nuova traduzione di Piccole donne, che l’editore Gallucci riporta ora in libreria, qualche (bella) novità la presenta. E l’operazione non potrebbe essere più al passo coi tempi. Perché i classici periodicamente hanno bisogno di essere ritradotti: “È proprio un principio della traduzione”, spiega Angela Ricci che insieme a Clara Serretta firma questa nuova traduzione di Piccole donne e Piccole donne crescono, “proprio perché in quanto classici sono libri che parlano a tante generazioni a distanza di molto tempo, è questo che li rende tali e quindi non invecchiano. Le traduzioni però sì, quelle invecchiano”.

Anche per questo, sull’onda del successo tra …

“Natale non sarà Natale senza regali”: l’incipit tanto famoso, al pari quasi di “Chiamatemi Ismaele” o “Tutte le famiglie felici…”, è sempre lo stesso, ma a un occhio attento la nuova traduzione di Piccole donne, che l’editore Gallucci riporta ora in libreria, qualche (bella) novità la presenta. E l’operazione non potrebbe essere più al passo coi tempi. Perché i classici periodicamente hanno bisogno di essere ritradotti: “È proprio un principio della traduzione”, spiega Angela Ricci che insieme a Clara Serretta firma questa nuova traduzione di Piccole donne e Piccole donne crescono, “proprio perché in quanto classici sono libri che parlano a tante generazioni a distanza di molto tempo, è questo che li rende tali e quindi non invecchiano. Le traduzioni però sì, quelle invecchiano”.

Anche per questo, sull’onda del successo tra gli adolescenti dell’ultima trasposizione cinematografica tratta dall’intramontabile romanzo di Louisa May Alcott – quella arrivata al cinema nell’inverno scorso, con Saoirse Ronan nei panni di Jo e Emma Watson in quelli di Meg, e con una spietatissima Meryl Streep a interpretare la bisbetica zia March – Gallucci ha deciso di riproporre tutta la serie di Piccole donne perché, in un momento in cui si serializza tutto, bisogna riconoscere che i quattro volumi della Alcott già un secolo e mezzo fa come serie erano stati pensati. Infatti, dopo questi primi due capitoli della storia torneranno in libreria anche i successivi, meno noti e spesso più difficili da trovare con il passare del tempo: cioè Piccoli uomini e I ragazzi di Jo, sempre con una nuova traduzione.

E veniamo proprio alla traduzione. Cosa c’è di nuovo in queste Piccole donne? “Sicuramente il linguaggio”, continua Angela Ricci. Il romanzo affronta infatti temi universali, sempre attuali, come quello della crescita o dell’affermazione di sé, che ancora parlano alle generazioni di oggi, “ma bisognava trovare la lingua adatta perché questi aspetti emergessero con la potenza che avevano all’epoca. Così abbiamo deciso di abbandonare il criterio strettamente filologico e invece di una traduzione che come obiettivo principale ha quello di riprodurre la lingua del tempo abbiamo optato per una più moderna. Per esempio, cercando di avvicinare la lingua al modo in cui ragazze di quell’età parlano adesso: abbiamo impiegato molto tempo a capire quali parole dell’Ottocento avessero ancora un senso per le ragazze di oggi. In molti casi non sono parole che userebbero, ma magari anche perché non le conoscono”.

Tra i pregi di Piccole donne c’è infatti il modo di descrivere i sentimenti – l’amicizia, l’amore, quella sorellanza tanto più sentita oggi – che è sempre universalmente valido e che “lavorando sulla lingua si può proporre anche oggi. Per questo ci siamo spinte un po’ più in là rispetto al modo tradizionale in cui si fa una traduzione e non ci siamo limitate a rinfrescare il linguaggio, ad adattare qua e là”.

Gli interventi maggiori hanno riguardato i dialoghi, “per restituire naturalezza per esempio ai discorsi tra due sorelle che sono anche amiche e che spettegolano sul nuovo ragazzo carino appena conosciuto. Cosa che traducendo fedelmente non ci sarebbe stata”. Il risultato è un racconto che conserva la piacevolezza della lettura e l’immedesimazione da parte anche degli adolescenti di oggi: due aspetti fondamentali nei romanzi di formazione che come Piccole donne travalicano i secoli e in questo caso, nei dialoghi tra i protagonisti, trattano temi particolarmente interessanti per i giovani di tutte le epoche, come i primi innamoramenti.

E sono proprio gli adolescenti – non gli adulti a cui pure qualche precedente edizione era indirizzata, per esempio una curatissima di Einaudi, né i bambini per i quali sono state e continuano a essere realizzate innumerevoli riduzioni o versioni illustrate – i destinatari a cui il romanzo adesso con forza si rivolge, come ha dimostrato anche l’ultimo adattamento cinematografico che da questa fascia di pubblico ha ricevuto l’accoglienza migliore. Pensando a loro è stata dunque realizzata questa nuova traduzione, che presenta non pochi accorgimenti e adattamenti culturali.

“Per esempio abbiamo lavorato sui molti riferimenti letterari e sugli aspetti del costume dell’epoca”, spiega ancora Angela Ricci. “Nel romanzo le ragazze parlano spessissimo di libri: beh, ecco questi libri erano un po’ i bestseller dell’epoca, tutti li conoscevano, adesso in molti casi sono degli autori per noi sconosciuti, non ci dicono più niente. Allora abbiamo introdotto in maniera chirurgica delle piccole spiegazioni per questi riferimenti, quando era possibile, magari aggiungendo anche solo il nome di un autore. Oppure siamo intervenute nel caso di citazioni letterarie che oggi nessuno avrebbe capito: semplicemente non le abbiamo trattate come citazioni. È uno dei paradossi della traduzione: per restituire qualcosa devi togliere qualcos’altro. Naturalmente speriamo che tutto questo non si veda. È la speranza di tutti i traduttori, di non essere visti e di lasciar parlare il testo, nel modo in cui si è deciso di farlo parlare. Perché la traduzione fedele e precisa in realtà non esiste”.

 

Il libro
Piccole donne di Louisa May Alcott (Gallucci, traduzione di Clara Serretta, pagine, 328, euro 13,50, età: 11+)


Il libro
Piccole donne crescono di Louisa May Alcott (Gallucci, traduzione di Angela Ricci, pagine 346, euro 13,50, età: 11+)