“Prenditi del tempo per rimanere solo con te stesso: il silenzio è uno strumento utile quando aspiri alla chiarezza della tua mente”. “Cerca il meglio negli altri e in te stesso”. “Sii aperto ed elastico”. Si apre come una lunga lettera da un padre ai suoi figli, che parla della vita e dei legami che ci uniscono oltre il tempo e lo spazio, l’ultimo libro di Ethan Hawke, attore, regista e sceneggiatore ma anche scrittore e soprattutto padre di quattro figli, ai quali ha dedicato questa storia intitolata Le regole del cavaliere, pubblicata in Italia da Sonda.
“Ho usato la metafora del cavaliere per insegnare ai miei figli le regole della vita, e per parlare con loro dei principi e dei valori importanti”, dice Ethan Hawke. La storia infatti è scritta in forma epistolare: l’autore immagina di aver trovato per caso, nella cantina della casa di famiglia, una vecchia lettera del XV secolo scritta dal nobile sir Thomas Lemuel Hawke e indirizzata ai suoi quattro figli. E così, attraverso questo suggestivo espediente, in una serie di riflessioni e meditazioni sulla solitudine, sull’umiltà, il perdono, il coraggio e la pazienza, anche lui prova a offrire ai suoi figli – e con loro a tutti i ragazzi – una lezione senza tempo.
Come avviene nel racconto di Ethan Hawke, si moltiplicano in questi giorni i libri che ripercorrono in modi creativi e originali il rapporto tra padre e figlio, libri pensati dunque per crescere insieme. In occasione della festa del papà, siamo andati a curiosare tra le proposte più interessanti.
Costruire una clessidra, improvvisarsi maestro di ballo, andare a caccia di dischi in un mercatino dell’usato, accendere un fuoco in montagna oppure sulla spiaggia e poi, ancora, piantare un albero in giardino, passare una notte in tenda, realizzare uno spaventapasseri. Tantissime sono le attività che Federico Taddia in questo suo Sei troppo forte, papà (Mondadori) propone per trascorrere del tempo insieme, per la precisione sono 49 più una: dalle più avventurose alle meno scontate, come stirare una camicia o preparare una crostata. Per ciascuna, Taddia – che è scrittore, conduttore in radio e tv, abile divulgatore per ragazzi ma anche papà lui stesso – offre non solo lo spunto, ma indica con precisione tutto il materiale occorrente, il tempo che serve e il grado di difficoltà. Per divertirsi insieme, ognuno con il proprio papà.
Sul versante opposto, dedicato da un figlio al padre per ringraziarlo degli insegnamenti ricevuti, nello specifico per le canzoni che hanno scandito la colonna sonora della loro vita insieme, è Che musica, papà dell’autore e illustratore brasiliano Guilherme Karsten, pubblicato da Fatatrac. Si tratta di un racconto autobiografico, molto illustrato, in cui l’autore cita in ogni pagina alcuni tra i musicisti amati dal padre che nel tempo sono diventati anche i suoi artisti preferiti, da David Bowie a Elvis Presley, da John Lennon a Vinícius de Moraes. Un bel modo per avvicinare alla musica anche i più piccoli.
E a proposito di più piccoli, le edizioni EL riportano in libreria la nuova versione dell’albo scritto e illustrato dallo spagnolo Miguel Tanco Io e te, tu e io, tutto incentrato sul rapporto tra padre e figlio, dove è quest’ultimo a ricordare al genitore come fare tante cose che, crescendo, vengono dimenticate. Per esempio, “ti insegno a giocare”, dice questo minuscolo bambino al genitore “spilungone”. Oppure “ti ricordo come essere creativo”, in una parola: “ti mostro come guardare il mondo dal basso”. Il libro, pieno di poesia, è giustamente dedicato dall’autore “A Pablo e Javier, per avermi insegnato come essere di nuovo un bambino”.
Sullo stesso tono, dove l’ironia si accompagna a tanta delicatezza, due picture books in cui sono i figli che insegnano ai genitori a non aver paura. Il primo si intitola Papà non ha più paura degli Stranieri (grazie a me), pubblicato in Italia da Beisler: è una storia sulla difficoltà degli adulti ad accettare la diversità, che viene a poco a poco superata grazie alla disarmante saggezza dei bambini.
L’altro, Il mio papà fa brutti sogni, viene dalla Francia e lo firma Hanieh Delecroix, psicologa e artista, alla sua prima prova come autrice per ragazzi, per le edizioni Clichy. Qui è un simpatico bambino, piuttosto sicuro di sé, che spiega al padre tutti i segreti per non aver paura dei mostri durante la notte, perché si sa i mostri non esistono, o no?
Un elogio a tutto tondo del proprio papà, eroe indiscusso di ogni bambino, è racchiuso in questo esilarante albo edito da il castoro intitolato non a caso Papà sa fare quasi tutto di Gunther Jakobs. Una dichiarazione di affetto piena di ironia per quei papà che sanno riparare i giocattoli rotti e anche cucinare (soprattutto la pizza surgelata, la pasta e i bastoncini di pesce), sanno raccontare storie ed essere pazienti, insomma sanno fare davvero tutto, o quasi. Perché c’è una cosa che nemmeno questi papà riescono a fare… e cioè la mamma!
Il Battello a vapore riporta in libreria proprio in questi giorni invece un classico di Emanuela Nava, tra le più apprezzate scrittrici per l’infanzia italiane, che con poche semplici parole riesce a raccontare ai più piccoli, attraverso la potente metafora di un filo di lana lanciato per il mondo, l’esperienza dell’adozione. C’era una mamma, c’era un papà è una storia dolcissima sul significato di essere genitori, perfetta per essere letta in famiglia, qui in una nuova edizione ad alta leggibilità, disponibile dal 23 marzo.
Infine, un piccolo romanzo che nasce da uno spettacolo teatrale di successo della compagnia per famiglie “Un teatro da favola”. Si intitola Non è colpa della cicogna e lo firma Pietro Clementi, attore vulcanico, che dialoga qui con la figlia Alice, a partire dalla fatidica domanda: “Papà, ma come nascono i bambini?”. Un confronto fitto e stimolante che avvicina padre e figlia e porta quest’ultima anche a scoprire come è nato l’amore tra mamma e papà.