Palazzo Strozzi e i musei del futuro: "L'arte sarà sempre più urbana"

JR davanti a La ferita di Palazzo Strozzi
JR davanti a La ferita di Palazzo Strozzi 
Il direttore dell'istituzione fiorentina, Arturo Galansino, spiega via Clubhouse: la fruizione si sta già spostando dal chiuso delle sale all'aperto, come dimostra l'installazione "La ferita" diventata virale. E annuncia i nuovi progetti
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 "Il futuro dell'arte è fuori dai musei? Spero di no, ma in questo momento, in questo periodo storico è così" dichiara Arturo Galansino. Il direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze punta tutto, per ora, sull'arte pubblica e parla dell'arte che verrà su Clubhouse, ospite di una room di Andrea Concas, imprenditore, divulgatore e scrittore che ogni giorno condivide contenuti artistici e culturali sul social della voce.

La Ferita, realizzata dall'artista francese JR, sarà visibile gratuitamente su Palazzo Strozzi fino a fine agosto e ha già fatto il giro del mondo e della rete. L'installazione-collage fotografico, che è una riflessione sull'accessibilità dei luoghi della cultura e rappresenta il trauma che tutti stiamo vivendo e che dobbiamo iniziare a elaborare, è stata vista in presenza o in rete, fotografata e rilanciata da chiunque. Tra le varie story sulla Ferita c'è anche quella della candidata all'Oscar Laura Pausini, che si dice fiera di essere italiana, orgogliosa di un Paese che non smette di proporre bellezza, accessibile a tutti.

"Bisogna salvare le istituzioni culturali, in crisi dal punto di vista economico. Non vogliamo stare chiusi senza fare nulla. Lo stop and go delle riaperture e delle chiusure rende difficile, se non impossibile, qualsiasi programmazione. Seguendo le regole, i musei potrebbero tranquillamente continuare a stare aperti. C'è un assoluto bisogno di cultura. Ben vengano quindi gli spazi all'aperto" afferma Galansino, in dialogo con Concas, mentre le sere culturali su Clubhouse diventano notti, immaginano il futuro. Cambiano le modalità, che privilegiano sempre di più l'arte urbana. Cambiano i visitatori, nel caso della Ferita "locali", anche occasionali e di passaggio. Del resto, JR dice di avere pensato l'opera per chi va al lavoro, passa di lì, la fotografa e poi continua la sua giornata.

Cambia la libertà creativa, se passi dal dentro, dalle sale dei musei, al fuori, ai muri delle città. Conta sempre di più il giudizio della rete, che decide all'istante se sei dentro o fuori. JR è stato postato ovunque. Il nuovo libro di Concas, Frida Kahlo (Mondadori Electa), è primo su Amazon.

Uno scenario che Galansino aveva intuito, visto che era andato all'esterno di Palazzo Strozzi già nel 2016 con i gommoni di Ai Weiwei. All'aperto pure le installazioni di Tomás Saraceno e Marinella Senatore durante i vari lockdown, spiragli e chiusure dell'era Covid. Ma c'è un problema: non si staccano più biglietti. "Palazzo Strozzi è una realtà virtuosa, che si finanzia per la maggior parte con fondi privati e con i ricavi delle sue attività, che però adesso non ci sono. Ci sarà sempre più bisogno, quindi, di mecenati" afferma Galansino nella room, annunciando un progetto quinquennale che unirà arte pubblica, digitale e artisti giovani, finanziato da una persona che ha perso la madre a causa del Covid.


E mentre in piazza della Signoria, sempre a Firenze, l'artista Giuseppe Penone inaugura una scultura monumentale ispirata al Paradiso di Dante,  dentro a Palazzo Strozzi è già pronta American Art 1961-2001, inaugurazione prevista 28 maggio: l'arte moderna negli Stati Uniti tra l'inizio della Guerra del Vietnam e l'attacco dell'11 settembre, con, tra gli altri, Andy Warhol, Mark Rothko, Roy Lichtenstein, la regina dell'autoritratto, Cindy Sherman, e molti contenuti extra fruibili in rete. E poi, dal 2 ottobre di quest'anno tutte e tutti alla grande mostra su Jeff Koons, magari con qualche sorpresa delle sue anche all'esterno, vedi i Tulipani di Parigi in memoria delle vittime del Bataclan, altro esempio di arte pubblica.