Cultura

Amanda Gorman: "No alle etichette culturali, sociali e sessuali"

Amanda Gorman all'evento del New Yorker
Amanda Gorman all'evento del New Yorker  
In un talk per abbonati del "New Yorker" la poetessa e modella, diventata star globale grazie alla performance per Joe Biden, racconta la sua visione del mondo: "Perché mi paragonate sempre e solo a Toni Morrison?"
2 minuti di lettura

"Non considerateci un oggetto culturale, non usateci per fare vedere che siete inclusivi, non paragonateci solamente a intellettuali del nostro colore, non dateci etichette culturali, sociali o sessuali". È un inno all'inclusione, quella reale, non di facciata, e alla libertà di essere come ognuno di noi è, nel pubblico e nel privato, il primo talk del nuovo festival del New Yorker, "The New Yorker Live", con la poetessa, attivista e modella Amanda Gorman e il drammaturgo del momento, attivista e modello, Jeremy O. Harris, moderati dalla scrittrice Lauren Michele Jackson. Un ciclo d'incontri trasmesso in diretta sul sito del magazine americano solo per abbonati: ricevi una email d'invito con un link, una data e un orario, ti colleghi e senza alcun tipo di prenotazione assisti gratuitamente agli incontri e puoi anche fare domande e commenti.

 

"Un tempo facevamo un festival, in presenza. Non sappiamo quando potremo ricominciare a incontrarci, ma intanto ci vediamo qui. È un regalo per voi abbonati. Non esisterebbe il New Yorker senza di voi" dice alle lettrici e ai lettori connessi da tutto il mondo il direttore del magazine, David Remnick, ricordandoci la pandemia, lche salta fuori più volte durante il dibattitto, mentre l'America va avanti con i vaccini, promette aiuti all'Europa e processa, al suo interno, il razzismo.

 

"Non sarei qui senza le biblioteche e senza le borse di studio che mi hanno permesso di studiare" ricorda Gorman, ventitré anni, la più giovane poetessa invitata al giuramento di un presidente americano (Joe Biden), laureata con lode a Harvard. "Non ricordo una poetessa giovane, nera, con dei bei vestiti sulle copertine dei giornali e in televisione" sottolinea il drammaturgo, trentunenne, impegnato nella lotta contro il razzismo e contro ogni forma di discriminazione. "Cosa servirebbe ora per aumentare l'importanza della poesia, del teatro e di ogni forma di arte in America? Finanziamenti. Servono fondi per la cultura. È un momento drammatico per essere un artista, per fare un mestiere creativo. Pensiamo alla chiusura dei luoghi della cultura. Ma, fateci caso: da dove vengono le attrici e gli attori delle serie che preferite? Dal teatro" aggiunge Harris. E Gorman: "Qual è la prima cosa che i tiranni fanno sempre? Bruciano i libri, letteralmente, non metaforicamente. L'arte, in ogni sua forma, è il baluardo della democrazia".

 

Inevitabile parlare anche di canone, mentre sia Gorman sia Harris stanno diventando un punto di riferimento per le loro generazioni, in tempo reale. "Quando mi chiedono come mi sono formata, per essere riconosciuta, per essere considerata una intellettuale devo citare solamente uomini bianchi morti, ma poi mi paragonano sempre a Toni Morrison, la prima scrittrice afroamericana che ha vinto il Nobel per la Letteratura" dichiara la poetessa. Mentre Harris vorrebbe essere paragonato anche, per esempio, a uno dei suoi miti: lo scrittore William Faulkner.


Cosa c'entra la moda in tutto questo, finalmente sdoganata dagli intellettuali? Per il drammaturgo - "a quattordici anni avevo due abbonamenti, a GQ e al New Yorker, rivela - il fashion, in particolare con Gucci, è un modo di raccontare un'altra storia, di liberarsi dell'etichetta di "giovane uomo gay nero che viene da una famiglia nera. I vestiti come linguaggio. Un approccio simile a quello della poetessa, stessa agenzia di Harris, legata a Prada. Per Gorman la moda non è il glamour, pure evocato dalla moderatrice, ma la possibilità di mostrare al mondo chi sei realmente, con una grande attenzione all'ambiente. "Sul palco del giuramento del presidente Biden vi aspettavate una donna nera arrabbiata, e invece mi sono vestita di giallo. Mi trovo bene con Prada perché, come me, è a favore di una moda sostenibile. Puoi stare bene nei tuoi panni senza contribuire alla violenza contro il Pianeta" afferma Gorman, che ha scelto questo colore anche per l'incontro del New Yorker, con il cerchietto, sempre giallo, copiato dalle ragazze di tutto il mondo.


E  ancora. "Non guardate alla me di adesso. Non potete sapere come stavo tre anni fa. Non è successo tutto in un istante, è stato un viaggio che ha occupato tutta la mia giovinezza. Il consiglio che posso darvi è di esprimere la vostra voce anche se la state ancora cercando, di essere comunque parte della discussione, e di essere come siete. Siate voi stesse, e fiorirete" sostiene Gorman. "Ognuno ha il suo percorso" conclude Harris, amico di Madonna. "Non guardate me, guardate alla Storia, create una community, cercate persone che credano in voi".