L'Ecce Homo ritrovato a Madrid e attribuito a Caravaggio sarà studiato dagli esperti del Prado questa settimana. A ore la Comunidad de Madrid dichiarerà l'opera "bene di interesse culturale" per vincolarla ulteriormente allo Stato spagnolo. L'annuncio sta per essere pubblicato sul bollettino ufficiale. E, intanto, emergono nuovi particolari sull'origine del dipinto seicentesco. Secondo fonti provenienti dalla capitale iberica, la tela apparterrebbe a una signora ottantenne che vive da sola. E sarebbe rimasta negli ultimi anni appesa nel salotto di un appartamento del quartiere di Salamanca. Il vero collezionista della famiglia era il padre dell'attuale proprietaria che avrebbe acquistato il Cristo coronato di spine negli anni Settanta sul mercato madrileno. La donna, che non è esperta d'arte, si è rifiutata di comunicare direttamente con il ministero della Cultura spagnola e lascia che a fare da intermediaria sia la casa d'aste Ansorena. La stessa dove il quadro si trovava esposto fino a mercoledì scorso, in Calle de Alcalá, quando è stato ritirato dalla vendita.
Fino a quel giorno il dipinto che misura 111 centimetri x 86 era stato attribuito alla cerchia di Jusepe de Ribera, caravaggesco spagnolo, e valutato appena 1500 euro. Ma la fotografia della tela, che figurava nel catalogo di Ansorena da marzo, ha iniziato a circolare negli smartphone di studiosi e mercanti: alcuni di questi si sono precipitati a Madrid nei giorni scorsi, tentando di realizzare l'acquisto del secolo. A confermare l'attribuzione per prima su Repubblica è stata la storica dell'arte Maria Cristina Terzaghi. Ma altri esperti sono arrivati alla stessa conclusione.
Tra questi, Stefano Causa, e, adesso anche l'americano Richard Spear, esperto in pittura italiana barocca. "Ho bisogno di vedere l'opera dal vivo, una volta ripulita - ha detto a Repubblica -. Ma a giudicare dalla foto sembra davvero il Caravaggio perduto. Senza dubbio l'Ecce Homo di Genova, a questo punto, non è più da considerarsi di Caravaggio". Il riferimento è al quadro con lo stesso soggetto custodito a Palazzo Bianco e attribuito a Michelangelo Merisi nel 1954.
La parola - e la tela - passano adesso al Museo del Prado che, nonostante la cautela ufficiale, spera di poter inserire presto questo nuovo Caravaggio nella sua collezione, acquistandolo a un prezzo che non potrà essere altissimo: perché il quadro non può essere esportato e quindi rivenduto sul mercato estero. Il dipinto finirà esposto accanto alla Salomé con la Testa del Battista con cui, probabilmente, l'Ecce Homo arrivò a Madrid nel 1659, insieme al proprietario dell'epoca, il conte di Castrillo, ex viceré di Napoli. Un capolavoro di ricongiungimento.