La fotografia d'autore diventa opera d'arte a cielo aperto
di Annarita Briganti , di Annarita BrigantiContinua la riscossa dell'arte pubblica, perfetta per l'era Covid visto che è all'aperto, per la crisi economica, è gratis, e, come in questo caso, anche per rigenerare le "periferie" e i luoghi che hanno bisogno di un po' di bellezza e di cura.
Nasce a Milano, in un quartiere finora noto per una piazza di spaccio che periodicamente si cerca di smantellare, il progetto "FO - Fotografia Open": la fotografia d'autore in mostre open air, gratuite, allestite sulle recinzioni dei cantieri, in Italia e all'estero. Un nuovo modo di portare arte e cultura ovunque, un nuovo strumento di rigenerazione urbana, che non dipende dalla possibilità di tenere aperti o meno i luoghi culturali, ma permette di accedere alle opere esposte a qualsiasi ora del giorno e della notte.
La prima tappa di FO è "FOM - Fotografia Open Milano", a Rogoredo / Santa Giulia, con la mostra Human Nature del fotografo newyorkese, classe 198…
Continua la riscossa dell'arte pubblica, perfetta per l'era Covid visto che è all'aperto, per la crisi economica, è gratis, e, come in questo caso, anche per rigenerare le "periferie" e i luoghi che hanno bisogno di un po' di bellezza e di cura.
Nasce a Milano, in un quartiere finora noto per una piazza di spaccio che periodicamente si cerca di smantellare, il progetto "FO - Fotografia Open": la fotografia d'autore in mostre open air, gratuite, allestite sulle recinzioni dei cantieri, in Italia e all'estero. Un nuovo modo di portare arte e cultura ovunque, un nuovo strumento di rigenerazione urbana, che non dipende dalla possibilità di tenere aperti o meno i luoghi culturali, ma permette di accedere alle opere esposte a qualsiasi ora del giorno e della notte.
La prima tappa di FO è "FOM - Fotografia Open Milano", a Rogoredo / Santa Giulia, con la mostra Human Nature del fotografo newyorkese, classe 1983, Lucas Foglia. Quarantadue fotografie, su una superficie di quasi duecento metri, esposte sulle recinzioni del cantiere Spark Two, nel nuovo business district in corso di realizzazione nella zona sud di Milano, tra le maggiori a vocazione terziaria a livello locale e nazionale. Un manifesto, per immagini, contro il cambiamento climatico, che parla di sostenibilità, paesaggio, clima, urgenza, con molti contenuti e un forte senso estetico, realizzato da Foglia in giro per il mondo. Una esposizione da vedere e da leggere, che prevede anche testi di Antonio Cederna, Francesco Bacone, Papa Francesco, Michael Pollan e Amitav Gosh, come didascalie delle fotografie, e c'è pure una bibliografia per ulteriori approfondimenti.
"Cosa vuol dire ambiente naturale? Come si contrappone all'ambiente antropizzato? Qual e? la sfida delle citta? negli anni a venire? Come si può affrontare il cambiamento climatico?. Sono questi gli interrogativi che poniamo a chi attraversa il cantiere, in dialogo con una precedente installazione di Francesco Jodice, Qui, che ci ha fatto venire l'idea di Fotografia Open e di Fotografia Open Milano" spiega Camilla Invernizzi, curatrice di Human Nature con Giulia Zorzi, in una iniziativa, quella milanese, di ArtsFor in partnership con Lendlease con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione di Fondazione Forma. "Foglia, fotografo affermato, cresciuto in una fattoria, ha lavorato per dieci anni a questa mostra itinerante, che è anche un libro, sulle persone che si prendono cura della natura nel contesto del cambiamento climatico. Fotografia Open colloca le mostre fotografiche sulle pareti dei cantieri di un quartiere come segno culturale importante che accompagna il cambiamento. Abbiamo scelto la fotografia perché e? un linguaggio universale, capace di raccontare la realtà, di offrire un allenamento al proprio senso critico, per imparare a guardare e a immaginare il mondo" continua la curatrice.
Visibile finché non saranno finiti i lavori, quindi fino a dicembre 2021/gennaio 2022, Human Nature aiuterà i milanesi e i turisti, che appena possibile torneranno a scoprire questo nuovo pezzo della città che si prepara a ospitare, nel 2026, l'Olimpiade e la Paralimpiade invernali, "L'arte pubblica è ancora più importante in una epoca di Covid perché è rimasta sempre accessibile e aperta a tutti. Bisognerebbe lavorare su una maggiore consapevolezza. Cercare di abituare i cittadini a fermarsi a guardare" conclude la curatrice, che c'invita ad alzare gli occhi dal telefono per, umarell della cultura, ammirare i cantieri che diventano esposizioni a cielo aperto.