I Neanderthal non erano cannibali, sono state le iene a mangiarli
di Ilaria Zaffino , di Ilaria ZaffinoSi pensava che fossero cannibali. E invece. Gli ultimi ritrovamenti dei resti di nove uomini di Neanderthal nella grotta di Guattari, al Circeo, smentiscono una teoria che negli ultimi 80 anni era stata data per certa. E che cioè gli uomini di Neanderthal si mangiassero tra loro. La notizia del ritrovamento, che dalle coste laziali del Circeo ha fatto il giro del mondo, occupando anche le pagine del New York Times, secondo gli esperti può mettere finalmente a tacere le ipotesi di cannibalismo perché accanto ai resti fossili dei nove Neanderthal, maschi e femmine di varie età, sono stati portati alla luce anche ossa di elefanti, rinoceronti e iene. Sarebbero dunque queste ultime le maggiori indiziate.
Antenati dell'età della pietra dei carnivori di oggi, sono infatti le iene le maggiori responsabili dei segni di rosicchiamento trovati su centinaia di ossa, in particolare su frammenti di calotta cranica. Ne è convinto Mario Rolfo, docente d…
Si pensava che fossero cannibali. E invece. Gli ultimi ritrovamenti dei resti di nove uomini di Neanderthal nella grotta di Guattari, al Circeo, smentiscono una teoria che negli ultimi 80 anni era stata data per certa. E che cioè gli uomini di Neanderthal si mangiassero tra loro. La notizia del ritrovamento, che dalle coste laziali del Circeo ha fatto il giro del mondo, occupando anche le pagine del New York Times, secondo gli esperti può mettere finalmente a tacere le ipotesi di cannibalismo perché accanto ai resti fossili dei nove Neanderthal, maschi e femmine di varie età, sono stati portati alla luce anche ossa di elefanti, rinoceronti e iene. Sarebbero dunque queste ultime le maggiori indiziate.
Antenati dell'età della pietra dei carnivori di oggi, sono infatti le iene le maggiori responsabili dei segni di rosicchiamento trovati su centinaia di ossa, in particolare su frammenti di calotta cranica. Ne è convinto Mario Rolfo, docente di archeologia preistorica dell'Università degli studi di Roma Tor Vergata che dal 2019 conduce gli scavi nella grotta, diventata di fatto una tana di iene. Anzi: usata come fosse una dispensa, dove le iene "padrone di casa" portavano le ossa spezzate, anche umane.
Non è ancora del tutto chiaro se i Neanderthal siano stati uccisi dalle iene o se le iene ne abbiano mangiato i resti dopo la loro morte per altre cause. Alle iene, si sa, piace sgranocchiare ossa e probabilmente hanno aperto una cavità nel cranio per raggiungere il cervello, ha sottolineato il professor Rolfo.
Di certo la recente scoperta, che il ministro della Cultura Dario Franceschini ha definito "eccezionale, ne parlerà tutto il mondo perché arricchisce le ricerche sull'uomo di Neanderthal", mette a tacere la tesi portata avanti da Alberto Carlo Blanc, il paleontologo che, dopo il ritrovamento nel 1939 nella grotta di un primo cranio con un grande buco nella tempia, aveva parlato di cannibalismo rituale dei Neanderthal. E scagiona, di fatto, i nostri antenati.
Il recupero dei nuovi resti, insieme ai ritrovamenti del '39, testimonia come la storia della grotta abbia ancora molto da dire, e da dare. Studiata sin dagli anni Cinquanta, non era stata però scavata di nuovo fino agli ultimi 20 mesi, che hanno portato alla luce aree inesplorate, compresa una cavità che si allaga nei mesi invernali. Ecco perché si è rivelata importantissima, "una banca dati di 60 mila anni", l'ha definita Mario Rolfo, uno dei più importanti siti paleolitici, dunque, in Europa e nel mondo. Uno dei Neanderthal trovati nella grotta è vissuto infatti circa 100 mila-90 mila anni fa, mentre gli altri otto sono stati datati da 65 mila a 50 mila anni fa.
Il team di archeologi, antropologi, geologi e paleontologi ha lavorato anche sull'area anteriore della grotta, portando alla luce ossa bruciate, pietre scolpite e ossa con segni di tagli. "Ciò significa che c'erano molti Neanderthal nella zona", ha concluso Rolfo.