Il futuro ha un cuore antico. Nel mondo della comunicazione sconvolto e rivoluzionato dalla pandemia, c’è un progetto nuovo che vuole coniugare gli strumenti classici della narrazione con il linguaggio digitale. Si tratta della sfida che lega la Scuola Holden e il Lab di Gedi Visual allo scopo di unire l’altissima qualità della scrittura narrativa, garantita dall’esperienza della scuola di scrittura fondata da Alessandro Baricco, con il potenziale innovativo del laboratorio digitale Gedi, per restituire un racconto costituito da testi, video, audio, infografiche e grafici animati.
LO SCHERMO
Da una parte all’altra del display. “Lo schermo” è il racconto alternato di insegnanti e studenti che si preparano ad iniziare un’altra giornata di dad. Paola di Giovanni, professoressa di Torino ha dovuto adattare lezioni e metri di giudizio all’ecosistema digitale e ai ragazzi che ormai chiamano “scuola” la scrivania. E se in un tempo prepandemico l’autorità dell’insegnante si misurava dall’attenzione degli studenti, oggi è il numero di webcam accese a determinarla.
LA STANZA
Quando Giulia si è svegliata il 21 febbraio 2020 non aveva idea che da lì a poche ore i suoi tweet sarebbero diventati una delle poche finestre sull’epicentro di un dramma mondiale. Dalla sua camera a Codogno ha raccontato in tempo reale la gita annullata, il compleanno rinviato e infine l’annuncio della chiusura della scuola. Oggi a sopravvivere è l’indifferenza. “All’inizio ero triste. Ora invece sono indifferente ed è questo che fa più paura”.
IL TEMPO
Non solo spazi e modi. A cambiare con la Dad è anche la percezione che gli studenti hanno delle loro giornate senza campanella, intervallo o compiti a casa. Grazie alla collaborazione con Repubblica@scuola, abbiamo chiesto ai diretti interessati di raccontarci quanto e come l’orologio abbia cambiato velocità. Dalle centinaia di risposte che sono arrivate, il quadro che ne emerge è di una generazione più stanca, connessa e divisa sulla volontà di salvare qualcosa di questa Dad.
L’ALTRA SCUOLA
Tutte le rivoluzioni lasciano il segno anche in tempo di “normalità”. È quanto si augurano i docenti che nell’adeguamento della “vecchia scuola” all’era digitale credevano già prima che il Covid accendesse i riflettori sull’inadeguatezza del sistema scolastico italiano. C’è chi come Elisabetta Peruzzi, ha puntato sulle flipped classroom o come Paolo Martinelli che si batte per una digitalizzazione della didattica non solo attraverso l’uso di dispositivi, ma anche nella sostanza.