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L'Ottocento di Anna Campori, la pittrice ritrovata

La Galleria Estense di Modena dedica una mostra a una delle tante artiste dimenticate dalla storia. È l'occasione per conoscere la vita di un'esteta appassionata, autrice di capolavori in miniatura
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Non si conosce molto della vita di Anna Campori Seghizzi: nata in una nobile famiglia modenese, era figlia di un marchese e divenne moglie di un conte, nacque nel 1781 e morì a quarant'anni. Ma dalle stanze della sua esistenza affiorano ora trentasette miniature dipinte a tempera su avorio, che la figlia Giulia donò alla Galleria Estense di Modena e che il museo espone nella mostra Una pittura femminile piccola piccola. Anna Campori Seghizzi e il suo tempo (da un'idea di Martina Bagnoli, con la cura di Gianfranco Ferlisi, fino al 29 agosto, www.gallerie-estensi.beniculturali.it).  E prende vita, silenziosamente, la biografia dipinta di una pittrice davvero piena di talento, destinata - per rango e per convenzione sociale, per aver vissuto a Modena e per non esser figlia né sorella d'arte - a rimanere una nobile, sconosciuta dilettante.

La Galleria Estense, allestendo la mostra lungo il percorso espositivo al quarto piano del Palazzo dei Musei, pe…

Non si conosce molto della vita di Anna Campori Seghizzi: nata in una nobile famiglia modenese, era figlia di un marchese e divenne moglie di un conte, nacque nel 1781 e morì a quarant'anni. Ma dalle stanze della sua esistenza affiorano ora trentasette miniature dipinte a tempera su avorio, che la figlia Giulia donò alla Galleria Estense di Modena e che il museo espone nella mostra Una pittura femminile piccola piccola. Anna Campori Seghizzi e il suo tempo (da un'idea di Martina Bagnoli, con la cura di Gianfranco Ferlisi, fino al 29 agosto, www.gallerie-estensi.beniculturali.it).  E prende vita, silenziosamente, la biografia dipinta di una pittrice davvero piena di talento, destinata - per rango e per convenzione sociale, per aver vissuto a Modena e per non esser figlia né sorella d'arte - a rimanere una nobile, sconosciuta dilettante.

La Galleria Estense, allestendo la mostra lungo il percorso espositivo al quarto piano del Palazzo dei Musei, permette al visitatore di abbandonare, per il tempo lungo o breve che vorrà, la grande pittura antica sacra e di corte nonché i mirabilia delle sale precedenti e di aprire idealmente la porta di un atelier domestico vibrante di affetti, di idilli, di perizia. Anna Campori praticò l'arte della miniatura dal 1810 e fino alla sua scomparsa, nel 1821, in quello che è considerato il periodo d'oro di questo genere. Dipinge con tempere molto diluite; prepara la piastrina di avorio con un rivestimento di carta; è straordinariamente precisa e ottiene virtuosistici risultati di trasparenza. Nel numero delle 37 miniature, quadretti di 11 centimetri di lato con i soggetti più diversi, famigliari, allegorici, mitologici, vi è anche il suo autoritratto. Restituisce il volto di una giovane donna con gli occhi scuri, i capelli raccolti, la cui immagine venne ripresa da Adeodato Malatesta, il pittore più rilevante dell'Ottocento modenese, nel grande ritratto commissionato dalla figlia di Anna, Giulia, ritratta a sua volta, a figura intera, nel secondo dipinto di Malatesta in mostra. Possiamo cercare con lo sguardo e ritrovare madre e figlia anche in una delle tempere su avorio, la più struggente, Autoritratto con la figlia (1812): Anna siede alla spinetta, le dita sui tasti, tiene Giulia bambina sulle ginocchia, e guarda verso di noi sorridente.

 

La miniatura della Primavera è, più che una copia, una variazione del dipinto Allegoria dell'estate di Francesco Vellani, anch'esso esposto. L'accostamento consente un ulteriore confronto tra la pittura di aristocratiche dilettanti e quella dei maestri. Fu pittrice dilettante di rango, di una quarantina d'anni più giovane di Anna Campori, anche Maria Teresa Beatrice d'Austria d'Este, la figlia maggiore del duca di Modena e Reggio Francesco IV. Sulla parte di fondo della mostra un grande quadro di Bernardino Rossi la raffigura assieme ai fratelli, intenta a ritrarre la sorella minore. C'è anche un suo piccolo autoritratto, ma forse di più parla di lei il San Francesco d'Assisi in adorazione del crocifisso: è una copia, sì, ma una copia da Elisabetta Sirani, che fu artista di fama,È tra le rare pittrici del suo tempo.