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Ritorna l'arte concettuale a Trafalgar Square

Da più di vent’anni sulla quarta colonna della piazza vengono posate opere a rotazione, in media una all’anno, rappresentative dell’arte concettuale. Oggi sono state presentati i lavori candidati al prossimo turno, anche questi destinate a fare riflettere e a provocare
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LONDRA – Sulla colonna che domina Trafalgar Square sorge la statua dell’ammiraglio Nelson, l’eroe di guerra inglese che sconfisse Napoleone nella battaglia navale che dà il nome alla piazza più grande della capitale. Ma a Trafalgar ci sono anche quattro piedistalli: tre sormontati da sculture di altri eminenti personaggi del passato, sebbene meno noti di Nelson, re Giorgio IV, il generale Henry Havelock e il generale Charles Napier, mentre il quarto, costruito nel 1841 e destinato originariamente a ospitare una statua equestre di re Guglielmo IV, è rimasto vuoto per un secolo e mezzo.

Da poco più di vent’anni sul “quarto piedistallo” o sulla quarta colonna, come è soprannominata, vengono posate opere a rotazione, in media una all’anno, rappresentative dell’arte concettuale. Oggi sono state presentati i lavori candidati al prossimo turno, anche questi destinate a fare riflettere e a provocare, come i pr…

LONDRA – Sulla colonna che domina Trafalgar Square sorge la statua dell’ammiraglio Nelson, l’eroe di guerra inglese che sconfisse Napoleone nella battaglia navale che dà il nome alla piazza più grande della capitale. Ma a Trafalgar ci sono anche quattro piedistalli: tre sormontati da sculture di altri eminenti personaggi del passato, sebbene meno noti di Nelson, re Giorgio IV, il generale Henry Havelock e il generale Charles Napier, mentre il quarto, costruito nel 1841 e destinato originariamente a ospitare una statua equestre di re Guglielmo IV, è rimasto vuoto per un secolo e mezzo.

Da poco più di vent’anni sul “quarto piedistallo” o sulla quarta colonna, come è soprannominata, vengono posate opere a rotazione, in media una all’anno, rappresentative dell’arte concettuale. Oggi sono state presentati i lavori candidati al prossimo turno, anche questi destinate a fare riflettere e a provocare, come i precedenti.

La più curiosa, perlomeno secondo il Guardian che ne dà notizia, è un calco con le facce in miniatura di 850 donne transgender, opera dell’artista messicana Teresa Margolles, che ha così voluto mettere luce sul numero di donne transgender vittime di omicidio in tutto il mondo. La maggior parte sono “sex workers”, ossia prostitute, le cui sembianze sono attaccate a una struttura portante che somiglia a uno Tzompantli, un supporto usato dalle civiltà mesoamericane per mostrare teschi umani in cerimonie religiose. “Voglio che i volti di queste donne diventino visibili”, dice Margolles al quotidiano londinese, definendo la propria scultura “un muro della resistenza”. Sarà anche una scultura in trasformazione, perché le condizioni meteorologiche faranno deteriorare le facce con il passare del tempo, lasciando affiorare alla fine una sorta di “anti monumento”, afferma l’artista.

Le altre proposte comprendono dei silos di grano abbandonati in Ghana nei primi anni Sessanta, un’opera di stile brutalista ispirata allo scultore africano Ibrahim Mahama da strutture simili nella sua città natale; un albero carico di “gioielli” inconsueti, come medaglie dell’ammiraglio Nelson, una lattina di birra schiacciata, una confezione di caffè, dell’artista di Brooklyn Nicole Eisenman; un razzo spaziale gigante, opera del polacco Goshka Macuga.

Tra la mezza dozzina di finalisti, le cui opere saranno in mostra fino al 4 luglio alla National Gallery, verranno selezionati i due vincitori, da installare sul quarto piedistallo nel 2022 e nel 2024. Fino al prossimo anno la posizione resterà dell’opera attualmente esibita, “The end” (La fine), di Heather Philippson: una enorme porzione di panna montata, con in cima una ciliegia, una mosca e un drone, dal quale una telecamera filma la gente che passa di sotto, ritraendola su uno schermo della piazza. Non è l’opera d’arte più strana installata all’ombra della colonna di Nelson. I turisti, quando torneranno a Londra passate le restrizioni per la pandemia, vengono a Trafalgar anche per alzare il naso verso il quarto piedistallo e vedere che cosa ci hanno montato sopra.