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'Bookers Italia': nasce la prima agenzia italiana d'influencer culturali

Sono già tanti i creator, le case editrici e anche i singoli autori che cercano di essere rappresentati o promossi da questa nuova realtà che ha come scopo quello di diffondere la cultura tra i giovani
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Nasce la prima agenzia italiana d’influencer culturali e sono già tanti i creator, le case editrici e anche i singoli autori che cercano di essere rappresentati o promossi da questa nuova realtà che si chiama “Bookers Italia”. L’agenzia è stata fondata da Gianluca Daluiso e Federico Fabiano – 28 anni, giornalista e scrittore, il primo; 33 anni, autore per diversi artisti della discografia italiana e direttore artistico del Fortuna Music Awards, un festival dedicato agli artisti emergenti, il secondo – e ha come scopo quello di diffondere la Cultura tra i giovani a partire, nella fase di lancio, dai libri per poi allargarsi a qualsiasi altro contenuto culturale.


«Spesso gli influencer vengono indicati solo come una realtà d’intrattenimento e frivolezza. Invece esistono anche tanti bravi creator che riescono a radunare intorno a loro un grande seguito di pubblico diffondendo contenuti culturali. Pensiamo che s…

Nasce la prima agenzia italiana d’influencer culturali e sono già tanti i creator, le case editrici e anche i singoli autori che cercano di essere rappresentati o promossi da questa nuova realtà che si chiama “Bookers Italia”. L’agenzia è stata fondata da Gianluca Daluiso e Federico Fabiano – 28 anni, giornalista e scrittore, il primo; 33 anni, autore per diversi artisti della discografia italiana e direttore artistico del Fortuna Music Awards, un festival dedicato agli artisti emergenti, il secondo – e ha come scopo quello di diffondere la Cultura tra i giovani a partire, nella fase di lancio, dai libri per poi allargarsi a qualsiasi altro contenuto culturale.


«Spesso gli influencer vengono indicati solo come una realtà d’intrattenimento e frivolezza. Invece esistono anche tanti bravi creator che riescono a radunare intorno a loro un grande seguito di pubblico diffondendo contenuti culturali. Pensiamo che sia importante valorizzarli sia per le difficoltà che sta attraversando il mondo culturale a causa della pandemia sia per un dato anagrafico: la stragrande maggioranza del pubblico di questi influencer è composto da ragazzi tra i 13 e i 25 anni. E questa cosa ci fa capire un messaggio importante: ovvero che oggi puoi essere "cool" agli occhi dei ragazzi anche parlando di cultura e di libri» dicono Daluiso e Fabiano, che rappresentano già influencer per milioni di follower tra Instagram e TikTok.


Tra i primi arrivi a Bookers Italia c’è Nicolas Paolizzi, classe 1999, un milione di follower su Instagram, autore Rizzoli, che, come ha raccontato lui stesso, dopo essere stato bullizzato a scuola e avere sofferto di anoressia è rinato sui social e grazie ai libri, alla scrittura. Compito dell’agenzia di Daluiso e Fabiano è quello di mettere in contatto i creator con editori e scrittori, come avviene anche, per esempio, nel settore della moda, con una regola importante però: i loro influencer parleranno, bene, solamente di libri e più avanti di “prodotti” culturali che avranno apprezzato. Via libera quindi a story, post, unboxing e videorecensioni purché siano sincere, su un mezzo, come i social, che per i giovani, e non solo, è pane quotidiano. Nel mondo, del resto, il fenomeno dei “book-toker”, influencer capaci di recensire libri in pochi secondi e d’indirizzarne le vendite, è sempre più diffuso e gli stessi fondatori di Bookers Italia hanno in previsione di aprire una sede dell’agenzia anche in Inghilterra, l’anno prossimo.


«Qual è il segreto di un influencer culturale, per essere valido? Deve credere in quello che fa e avere un minimo di pubblico, altrimenti per noi è più difficile farlo lavorare. Deve avere una pagina movimentata. Non siamo fiscali, ma per ora analizziamo profili dai diecimila follower in su. Su TikTok potrebbe usare anche una base musicale, perché no. Non ci sono limiti per quanto riguarda le modalità. Il segreto è che non ci sono segreti. Ognuno propone una sua chiave d’interpretazione per parlare del proprio tema. Non esiste un messaggio univoco e anche questo rende tutto più bello» dichiara Daluiso. «È un progetto che avevo in mente da sempre. Ho scoperto che anche a Gianluca stava a cuore e abbiamo deciso di realizzarlo insieme. Il livello culturale tra i giovani si sta abbassando e questo mi spaventa molto. Cercavo un linguaggio comprensibile ai giovani e quale linguaggio migliore se non quello dei giovani stessi? Una strada già battuta con successo all’estero, tra l’altro» afferma Fabiano, mentre anche il mondo editoriale apprezza una realtà che prima non esisteva, con la rete che ha un ruolo sempre più importante in un Paese come il nostro in cui si legge ancora troppo poco.


Non possiamo più fare a meno dei social, anche in ambito culturale, e, come ricordano i fondatori di Bookers Italia, non sono solo i social a dovere andare dalla Cultura, ma anche la Cultura a dovere andare dai social.

Sul loro Instagram dicono: vuoi promuovere un libro? Scrivici qui: commerciale@bookersitalia.com