Cultura

I finalisti del Premio Campiello

Una precedente edizione della finale del Campiello a Venezia 
Caminito, Bajani, Malaguti, Nori, Pellegrino nella cinquina del riconoscimento presieduto da Walter Veltroni. Il vincitore annunciato il 4 settembre prossimo, nella cerimonia all'Arsenale di Venezia
 
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Sono Paolo Nori con Sanguina ancora (Mondadori), Andrea Bajani con Il libro delle case (Feltrinelli), Paolo Malaguti con Se l'acqua ride (Einaudi), Giulia Caminito con L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani) e Carmen Pellegrino con La felicità degli altri (La nave di Teseo) i cinque finalisti del premio Campiello 2021. Ma la notizia è che Nicola Lagioia con La città dei vivi (Einaudi) è fuori dalla competizione. 

L'annuncio dei cinque finalisti, andato in onda in streaming sul canale You Tube del premio, è avvenuto in diretta da Palazzo del Bo', la storica sede dell'università di Padova. La scrematura per la giuria non è stata facile visto che la lista  dei libri ammessi alla gara era di 346 titoli.Tutti titoli pubblicati dal primo maggio 2020 al 30 aprile 2021, rappresentativi dell'annata letteraria. 

Prima di rivelare il nome dei cinque finalisti è stato comunicato anche il vincitore del Campiello Opera Prima, che verrà premiato il 4 settembre durante la finale del Campiello, che per la prima volta si terrà all'Arsenale di Venezia. Si è aggiudicato il premio Dieci storie quasi vere di Daniela Gambaro, edito da Nutrimenti. Nella motivazione letta da veltroni lodata la "magia della scrittura" commossa ma anche ironica. 

Il meccanismo di votazione del Campiello avviene attraverso una doppia giuria. La prima fase è affidata a una giuria di letterati, incaricati di scremare i candidati e scegliere la cinquina dei finalisti. Quest'anno la giuria è presieduta da Walter Veltroni, gli altri membri sono tutte personalità del mondo accademico e culturale: Federico Bertoni, Daniela Brogi, Silvia Calandrelli, Edoardo Camurri, Chiara Fenoglio, Daria Galateria, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Lorenzo Tomasin, Roberto Vecchioni e Emanuele Zinato. Il voto dei giurati è palese. per entrare nella cinquina servono 7 voti. 

Qualche osservazione preliminare da parte dei giurati ha aperto le danze con  critiche niente affatto velate. Prima del verdetto Camurri, in collegamento video, ha rimproverato ad alcuni scrittori dei nostri giorni un "intimismo eccessivo" come tendenza a volte troppo commerciale e asservita alla moda del momento, quella che Paccagnini ha definito con efficacia maliziosa la "scrittura gnè gneè". Tra le altre notazioni dei giurati sono stati sottolineati alcuni tratti peculiari della narrativa contemporanea: la presenza del tema materno come preponderante, alcuni interessanti sperimentalismi linguistici, racconti e scritture brevi che si affacciano tra i romanzi, scritture che avvicinano i territori della saggistica. Daria Galateria ha lodato alcune bellissime opere "frantumate", con storie che non seguono una composizione lineare e lasciano che sia il lettore a mettere insieme le tessere del puzzle. Robero Vecchioni ha rivelato che negli ultimi giorni la giuria ha lavorato su una rosa di 20 libri e ha concluso con una previsione: "Il Campiello lo vincerà Andrea Bajani". 

La seconda fase è invece affidata a una giuria di 300 lettori anonimi che cambiano ogni anno, selezionati in base a una candidatura spontanea su tutto il territorio nazionale. Avranno tempo tutta l'estate per leggere i cinque libri. La caratteristica dei giurati popolari del Campiello è che possono far parte della giuria una sola volta nella vita e questo non permette di accumulare rendite di posizione né di essere oggetto facile di pressioni e corteggiamenti da parte degli editori. Non sarà un caso che il Campiello non raramente viene vinto da piccoli editori. La scorsa edizione era stata vinta da Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio, edito da minimum fax.