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Un Premio Strega senza Mondadori

I 5 finalisti dello Strega 2021: da sinistra, Edith Bruck, Donatella Di Pietrantonio, Giulia Caminito, Andrea Bajani e Emanuele Trevi 
Teresa Ciabatti fuori dalla cinquina, settima dietro a Lisa Ginzburg. In testa il favorito Trevi davanti a Bruck, Di Pietrantonio, Caminito e Bajani. All’autrice de “Il pane perduto” il riconoscimento assegnato dai giovani
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Nella scenografia del teatro romano di Benevento, sotto un cielo grigio e inquieto, è andato in scena uno Strega pazzo. Una semifinale sorprendente che ha stravolto ogni pronostico: Teresa Ciabatti, favorita per la grande corsa verso la vittoria è rimasta fuori dalla cinquina.

La cinquina

Sul gradino più alto del podio Emanuele Trevi con Due Vite (Neri Pozza, 256 voti), romanzo che racconta la storia dell'amicizia dell'autore con Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi. Incredibile che Ciabatti, autrice di Sembrava bellezza (Mondadori, 139 voti), la storia di una ragazza antipatica e amabile dagli anni Ottanta a oggi, si sia piazzata addirittura in settima posizione, sorpassata anche da Lisa Ginzburg che con Cara pace (Ponte alle Grazie) ha totalizzato 141 voti, pochi per sperare in un ingresso tra i finalisti.

Al secondo posto, con 221 voti, Il pane perduto (La nave di Teseo) di Edith Bruck: 35 punti la distanziano dalla vetta e no…

Nella scenografia del teatro romano di Benevento, sotto un cielo grigio e inquieto, è andato in scena uno Strega pazzo. Una semifinale sorprendente che ha stravolto ogni pronostico: Teresa Ciabatti, favorita per la grande corsa verso la vittoria è rimasta fuori dalla cinquina.

La cinquina

Sul gradino più alto del podio Emanuele Trevi con Due Vite (Neri Pozza, 256 voti), romanzo che racconta la storia dell'amicizia dell'autore con Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi. Incredibile che Ciabatti, autrice di Sembrava bellezza (Mondadori, 139 voti), la storia di una ragazza antipatica e amabile dagli anni Ottanta a oggi, si sia piazzata addirittura in settima posizione, sorpassata anche da Lisa Ginzburg che con Cara pace (Ponte alle Grazie) ha totalizzato 141 voti, pochi per sperare in un ingresso tra i finalisti.

Al secondo posto, con 221 voti, Il pane perduto (La nave di Teseo) di Edith Bruck: 35 punti la distanziano dalla vetta e non è detto che non siano recuperabili. La finale è aperta e molto probabilmente sarà a tre, visto che Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud (Einaudi) si difende con 220 voti. È quasi un ex aequo. In quarta posizione Giulia Caminito con L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 215 voti) e quinto a chiudere la cinquina Andrea Bajani con Il libro delle case (Feltrinelli, 203 voti). Da notare che sia Caminito che Bajani sono anche tra i finalisti del Campiello. Sul podio tre donne e due uomini.

Le polemiche

A fine serata Teresa Ciabatti si aggira intorno un po' persa, sembra stordita, ma si espone, non si nega. "Non volevo venire", dice. Sapeva che le cose non si stavano mettendo bene per lei. "Sono qui ma ho pensato di rimanere a casa. Non avevo voglia di farmi vedere, di sentirmi addosso gli sguardi degli altri. Mi sentivo ridicola, un pagliaccio e invece ce l'ho fatta. La scrittura mi ha insegnato che i problemi si affrontano". Mentre parla Francesco Anzelmo, direttore editoriale mondadoriano, la protegge e forse un po' la sorveglia: "È una gara, è andata così". Per Mondadori, che non vince dal 2012 con Alessandro Piperno, è una debacle. Nel 2017 Ciabatti era arrivata seconda con La più amata, sembrava la persona giusta.

A Bruck il riconoscimento dei giovani

Le reazioni del dopo allo Strega sono sempre il vero spettacolo. Edith Bruck, che porta a casa anche lo Strega Giovani, dice senza peli sulla lingua che l'8 luglio punta a vincere la finale: "Lo meriterei". E poi il velo di una polemica in forma di domanda: "Ma il merito conta?". Il suo libro è un memoir in cui ripercorre la sua vita, da Auschwitz ai giorni nostri.

Le reazioni

Sembra che nell'anno dei festeggiamenti per il settantacinquesimo compleanno del premio, e proprio nella città del liquore, un dio dispettoso si sia divertito a portare scompiglio. Gli scrittori poco prima dell'annuncio fingevano tranquillità. Trevi si aggirava rilassato col suo bicchiere di prosecco. Dopo l'annuncio era raggiante ma con i piedi per terra: "Anche l'altra volta ero arrivato primo in cinquina e alla fine ho perso". Allude alla beffa del 2012, quando vinse in volata la cinquina con largo margine ma poi in finale fu battuto per due voti da Alessandro Piperno. Ringrazia l'editore Neri Pozza e ha un pensiero per l'altra sua casa editrice, Ponte alle Grazie (gruppo Gems): "Dedico la vittoria alla memoria di Luigi Spagnol che mi ha portato qui la scorsa volta". Se Neri Pozza dovesse aggiudicarsi la finale avremmo per il secondo anno consecutivo un editore indipendente in vetta. Per la Fondazione Bellonci che organizza lo Strega potrebbe essere un modo per dimostrare che l'aria è cambiata.

La sfida finale

La sfida a Villa Giulia, a meno di ulteriori sorprese, sarà probabilmente a tre, fra Trevi, Bruck e Di Pietrantonio. Ma a questo punto mai dire mai, tutto può succedere. La finale prevede un unico voto mentre stavolta si potevano esprimere tre preferenze. Gli uffici marketing inizieranno già da domani a darsi da fare. Per ciascun scrittore i punti di forza potrebbero anche diventare svantaggi. Bruck è senza dubbio sotto i riflettori dopo la visita che le ha fatto papa Francesco e il conferimento dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce del presidente Mattarella, ma tanta attenzione non è detto si traduca in voti. Einaudi, ancora inchiodata alla vittoria di Cognetti, dovrà crederci. I mondadoriani la aiuteranno? Borgo Sud, intensa storia d'amore e dolore in cui tornano le due sorelle dell'Arminuta, può ancora giocarsela, puntando magari sui votanti all'estero che l'hanno premiata.

Infine due parole su Giulia Caminito. Romana, laureata in filosofia politica, professione editor proprio in Giunti, al suo terzo romanzo, cresciuta tra i libri grazie ai genitori bibliotecari e dunque naturalmente a suo agio nell'ambiente che dovrà valutarla. Gareggia con un libro ambientato a Bracciano sull'adolescenza, i sogni e le rabbia che maturano in certe famiglie.

E Bajani, autore di un romanzo originale in cui si racconta una vita attraverso le case vissute, è la carta con cui Feltrinelli torna a credere in uno Strega contendibile. Gianluca Foglia, direttore editoriale, commenta: "Siamo contenti, in passato ero stato critico, ma non c'è dubbio che per noi questo è lo Strega della riappacificazione". La casa editrice non vince dal 2005, l'anno di Maurizio Maggiani, e comprensibilmente ha una grande voglia di rivalsa.

Le polemiche quest'anno sono state poche, forse per via del Covid che ha sfrondato anche lo Strega delle sue futilità. Clemente Mastella, tra gli ospiti, spera di bissare a Benevento il prossimo anno. Domani gli esclusi dovranno riportare le valigie a casa perché solo ai cinque finalisti è dato proseguire il tour. Prossima tappa Bisceglie, in Puglia. Per la finale dell'8 luglio c'è ancora tempo.