Il 15 giugno del 1961 (quindi esattamente 60 anni fa) esordiva nelle edicole italiane un personaggio fantastico e innovativo: Zagor, detto anche Lo Spirito con la Scure. 50 lire, 96 pagine (più copertina) di quel formato a striscia che aveva segnato la fortuna di altre celebrità di carta, come Capitan Miki, Blek e Tex Willer. Non ci sono i nomi degli autori: solo la firma “Ferri Gallieno” sul disegno a colori, mentre Sergio Bonelli (che allora aveva 28 anni) appare solo come direttore responsabile: era l’editore, oltre che il creatore del personaggio.
Zagor appare come un Tarzan che, con la scure in mano, si lancia dalle liane per atterrare un brutto ceffo in mezzo a due guerrieri indiani. Il giovane lettore avrebbe scoperto solo nelle vignette che Zagor è accompagnato da Cico, un buffo personaggio messicano, e che le sue storie affrontano i generi più disparati. Per festeggiare i 50 anni di questo glorioso personaggio la Bonelli propone in edicola un episodio autoconclusivo (con la copertina di Alessandro Piccinelli che rivisita quella dell’esordio) accompagnato dalla ristampa di quel primo albo a striscia. Moreno Burattini, quasi sessantenne, è da 14 anni il curatore di Zagor, e lo sceneggiatore più prolifico.
Auguri Zagor, hai 60 anni. Ecco come nasce un eroe
Vi proponiamo una serie di illustrazioni, provini, test effettuati dai vari disegnatori per arrivare a creare un personaggio di culto
"Vero: sulle rive del lago dove Patrick Wilding (Zagor, ovvero lo Spirito con la Scure, si chiamava così) consumò la sua vendetta contro il predicatore folle Salomon Kinsky, responsabile dell’uccisione dei suoi genitori".
Quell’episodio viene narrato da Sergio Bonelli (ancora con i disegni di Gallieno Ferri) nell’episodio “Zagor racconta…”. Siamo nel 1969 e Zagor mostra tutta la sua modernità, capovolgendo la normale filosofia degli eroi vendicatori.
"Infatti in quella storia il giovane Wilding si illude, vendicandosi, di trovare nella vendetta la catarsi delle proprie angosce, ma scopre che anche Kinsky aveva voluto vendicarsi su suo padre per un precedente fatto di sangue. Non solo: il desiderio di rivalsa del ragazzo provoca la morte di “Wandering” Fitzy, il trapper poeta e vagabondo con cui era cresciuto dopo essere rimasto orfano. Insomma, lui capisce che il sangue chiama sangue, e che la vendetta è una orrenda spirale da cui non si esce. Per questo decide di dedicare la vita in difesa della giustizia e della pace".
"Sulla mia storia di lettore innamorato dello Spirito con la Scure in particolare, ho persino scritto un libro, Io e Zagor, in cui racconto come una passione e un sogno possano realizzare una vita (ma nella mia infanzia e adolescenza a fumetti si sono riconosciuti in tanti). Ho letto la prima avventura dell’eroe di Darkwood più o meno in terza elementare (attorno al 1970, dunque) e ho quasi subito deciso che da grande avrei voluto fare anch’io quello che faceva Guido Nolitta (il nome con cui Sergio Bonelli firmava le sue sceneggiature): scrivere storie in gradi di far sognare la gente".
Come hai conosciuto Sergio Bonelli? E quando hai avuto il coraggio di chiedergli di lavorare per lui?
"Gli ho scritto una lettera subito dopo aver scoperto che Guido Nolitta, lo sceneggiatore di Zagor, era lui. Sergio non usava il suo vero nome sceneggiando fumetti, per non essere confuso con suo padre, celebre autore di Tex. Sergio mi rispose, avviammo una corrispondenza, poi iniziarono le telefonate: credo che gli interessasse il mio parere sui fumetti che pubblicava perché rappresentavo, ai suoi occhi, un lettore-tipo. Quando cominciai a scrivere articoli sui fumetti su riviste specializzate Sergio cominciò a vedere in me qualcosa di più di un semplice appassionato, e io mi ritenni abbastanza introdotto da osare proporgli il primo soggetto per lo Spirito con la Scure. Era il 1987. Ci vollero due anni prima che una mia storia venisse approvata, e altri due per vederla arrivare in edicola, illustrata peraltro proprio da Gallieno Ferri. In questo 2021 ho perciò festeggiato trent’anni di carriera".
Bonelli ha creato Zagor e Mister No. Quanto di lui c’è nei suoi personaggi?
"Tanto. La cartina di tornasole sono però le storie di Tex scritte da Sergio, in cui si vede la sua differenza caratteriale rispetto al padre Giovanni Luigi. Il Tex di Boneli senior è granitico, quello di Sergio molto più umano. Zagor è un eroe che vince soffrendo, Mister No addirittura un anti-eroe. Sergio è stato un grande viaggiatore, e viaggiare porta a confrontarsi con gli altri, ascoltare le ragioni dei “diversi da noi”. Questo atteggiamento si riscontra facilmente in ogni storia di Guido Nolitta".
" Zagor è un eroe sorridente, che reagisce di fronte alle ingiustizie e affronta a muso duro le difficoltà ma alla fine, dopo aver lottato stringendo i denti, torna a sorridere e a guardare con fiducia al futuro. Tutto ciò, attraverso un mix avventuroso che mescola tutti i generi e sorprende per la varietà di suggestioni proposte racconto dopo racconto. Proprio la possibilità di poter variare la tipologia di storie, narrate sempre (almeno nelle intenzioni) con gradevolezza e voglia di meravigliare, fa sì che gli autori che si sono succeduti abbiano potuto tenere l’eroe al passo con i tempi. È importante sottolineare che al lavoro sul personaggio c’è uno staff intero che lavora con grande passione e professionalità".
Zagor ha sessant'anni. E ancora tanti nemici
Ecco una carrellata di copertine e tavole storiche del fumetto Bonelli in cui il nostro eroe combatte con avversari pericolosissimi. Che, naturalmente, sconfigge
"No, proprio per la varietà di generi che il personaggio mette a disposizione dei propri sceneggiatori: qualunque cosa mi venga in mente di raccontare (western, giallo, fantascienza, horror, fantasy, umorismo) con Zagor posso farlo. In ogni caso, niente mi vieta di dedicarmi anche ad altro: in questo momento, per esempio, sto scrivendo storie anche per Tex e Dampyr".
Raccontaci delle manifestazioni di affetto dei tanti appassionati dello Spirito con la Scure…
"Il mondo degli appassionati zagoriani è incredibilmente caloroso e pieno di iniziative, in Italia e all’estero (già, perché Zagor è anche una eccellenza italiana nel mondo). Raduni, incontri, feste, riviste e pubblicazioni amatoriali, forum e gruppi in rete… non manca niente! Non vedo l’ora di tornare a far festa con i lettori, a emergenza sanitaria terminata".