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Colosseo, il secondo atto del kolossal

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Dopo il prospetto esterno, finiti anche i restauri dei sotterranei. Viaggio nei segreti del monumento simbolo di Roma tanto famoso nel mondo quanto sconosciuto. A partire dal nome
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La notizia ha avuto rilievo com'era giusto, certamente lo avrà anche in altri paesi: i sotterranei (ipogei) del Colosseo sono stati restaurati dopo 780 giorni dall'apertura del cantiere, con l'impegno di 80 persone, restauratori, architetti, ingegneri, geometri, operai. Si chiude così la seconda fase del progetto di restauro promosso e finanziato dal Gruppo Tod's. Prima il prospetto esterno, ora i sotterranei. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato che proprio lì, dentro il Colosseo, alla fine di luglio sarà collocato il tavolo di lavoro dei ministri europei della Cultura. "Lavoreremo qui", ha detto, "luogo simbolo dell'Italia nel mondo".

Colosseo, apre per la prima volta il percorso degli Ipogei: nei corridoi dove si preparavano gli spettacoli

Forse il ministro ha ragione, forse no. Personalmente non so se sia davvero il Colosseo il luogo simbolo del…

La notizia ha avuto rilievo com'era giusto, certamente lo avrà anche in altri paesi: i sotterranei (ipogei) del Colosseo sono stati restaurati dopo 780 giorni dall'apertura del cantiere, con l'impegno di 80 persone, restauratori, architetti, ingegneri, geometri, operai. Si chiude così la seconda fase del progetto di restauro promosso e finanziato dal Gruppo Tod's. Prima il prospetto esterno, ora i sotterranei. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato che proprio lì, dentro il Colosseo, alla fine di luglio sarà collocato il tavolo di lavoro dei ministri europei della Cultura. "Lavoreremo qui", ha detto, "luogo simbolo dell'Italia nel mondo".

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Forse il ministro ha ragione, forse no. Personalmente non so se sia davvero il Colosseo il luogo simbolo dell'Italia nel mondo, di Roma certamente avendo come contraltare San Pietro. Ma per quanto riguarda l'Italia, ci sono tanti di quei luoghi-simbolo in questo paese che c'è solo l'imbarazzo della scelta, volendo proprio scegliere. Non è detto che sia giusto, l'Italia ha un patrimonio diffuso è essa stessa nel suo insieme un simbolo.

Quanto al Colosseo si deve anche considerare che è tanto famoso quanto misconosciuto. L'impresa mecenatesca del Gruppo Tod's va comunque salutata con favore. Ricordo ancora quando, dovendosi restaurare la Cappella Sistina (1980-1994) non si trovò uno straccio d'imprenditore italiano disposto a sobbarcarsi una spesa tutto sommato modesta e si dovette far ricorso ai denari della Tv giapponese che chiese poi per un lungo tempo l'esclusiva delle immagini. Una vicenda umiliante. Almeno in questo siamo migliorati, Pompei, dopo anni d'incuria, ha conosciuto una vera rinascita grazie anche all'impiego scrupoloso e capillare di tutti i fondi europei disponibili, esempio virtuoso rispetto ai tanti soldi che Comuni e Regioni non sono ancora capaci d'intercettare per impreparazione tecnica e culturale.

Certo il Colosseo è famoso, ma che sia anche misconosciuto lo dimostrano i tanti film americani del genere definito "sandaloni" dove si vede un Nerone ebbro di vino e di malvagità che abbassa il pollice condannando un gruppo di spauriti cristiani ad essere divorati dalle belve.

In realtà, quando il monumento venne inaugurato, all'incirca nell'80 della nostra era, Nerone era morto da una dozzina d'anni, povero e smarrito, costretto a farsi trafiggere da uno schiavo mancandogli la fermezza per aprirsi le vene da solo. Nerone fu certamente il primo persecutore seriale dei cristiani, le testimonianze sono concordi. Però non poté utilizzare il Colosseo per la semplice ragione che il monumento ancora non c'era. Lo dice il suo stesso nome ufficiale, che non è Colosseo ma anfiteatro Flavio, infatti dobbiamo l'insigne opera agli imperatori Flavi (i Biondi) una breve dinastia di tre soli componenti che s'incastona tra quelle, assai più durature e folte di nomi, dei Giulio-Claudii e degli Antonini. Vespasiano, il fondatore, volle che il nuovo circo venisse costruito, a partire dal 70, là dove Nerone aveva collocato il lago della sua Domus Aurea (ecco un altro luogo restituito alle visite dopo importanti restauri). Uno specchio d'acqua che Svetonio, certamente esagerando, definisce "uno stagno, anzi quasi un mare, circondato da edifici grandi come città". Le sue rive erano popolate da molte specie di animali importati da ogni parte dell'impero. Si può capire che cos'è la vertiginosa "eternità" di Roma considerando che al livello più basso della basilica di San Clemente, stradone di San Giovanni, si sente ancora scorrere un piccolo corso d'acqua che era, allora, uno degli affluenti del lago neroniano.

Perché s'è diffuso nel mondo il nome Colosseo invece di quello più appropriato di anfiteatro Flavio? Colosseo è una denominazione popolare, facile, impressionistica, rende bene l'idea da cui deriva: "colosso". Qui però arrivano le incertezze. Colosso perché l'imponente monumento (alto allora più di 50 metri) giganteggiava sulle basse casupole della misera Roma medievale? O perché Nerone aveva voluto rappresentarsi in una statua poco lontana alta 35 metri, nudo, il braccio destro proteso, il sinistro piegato a sorreggere un globo? Da una corona posta sulla fronte partivano sette raggi lunghi sei metri l'uno. Se di colosso dobbiamo parlare nessun dubbio che quello lo fosse.