Cultura

Addio Alain Denis, l'economia spiegata a matita

Una vignetta di Alain Denis
Una vignetta di Alain Denis 
Si è spento a Nizza dopo una lunga malattia il disegnatore francese già collaboratore di Repubblica. Con le sue vignette commentava le notizie del mondo finanziario. Trasferitosi in Italia tra le passioni anche l'alta cucina
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Un segno elementare e leggero come il filo che nella grafica di un quotidiano divide articoli e foto. Ma capace di graffiare i potenti della Terra sul punto nevralgico dei soldi. Alain Denis è stato vignettista della prima ora di Repubblica e ha illustrato fino al 2010 le pagine dell’economia di questo giornale. Architetto di formazione e umorista per passione, “alain denis” (si firmava così, senza maiuscole) è morto venerdì sera a Nizza, dove era nato nel 1941, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Denis arriva nel 1965 in Italia e lavora come disegnatore negli studi di architetti importanti (Quaroni, Fiorentino, Zevi). Ma coltiva l’ironia e nel 1975, presentato da Umberto Eco, disegna per Linus, con Fabio Bonzi, Cuore a fumetti. L’anno dopo approda alla testata di Eugenio Scalfari. «Mi diedero da illustrare l’economia ma non ci capivo niente. Per questo scelsi un tratto elementare, infantile: lo sguardo di un bambino che si trova davanti ai potenti della Borsa. La prima vignetta? Raffigurava ricconi italiani che portano e nascondono i soldi in Svizzera». Così Alain raccontava nel 2010 quando, lasciando Roma e l’amata Sperlonga per tornare a Nizza, vendette in mostra tante delle sue 6.000 vignette per finanziare la Comunità di Sant’Egidio. La citazione dell’infanzia, il tratto volutamente puerile e da graffito popolare, sono la scelta consapevole di un uomo intelligente e versatile che, alla fine del secolo scorso, è stato tra i fondatori della casa editrice Trio sui fumetti di tema economico e politico.

Il bianco e nero sono stati la sua tavolozza, ma ai colori essenziali aggiungeva sapori ricercati. Denis è stato infatti anche un esperto di cucina e ha scritto di ristoranti e ricette, su queste colonne e per il Gambero rosso. Tra le sue pubblicazioni, Spezie e condimenti nella cucina di un gourmet. E una sfilza di peperoncini rossi (piccanti come la sua satira) fa da sfondo al suo sguardo impertinente in uno dei due profili Facebook. Sull’altro, il figlio Nicolas e la moglie Robie hanno dato la notizia della morte.