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Ferie d’Italia: la nostra storia in 50 cartoline

Raccolte in un libro raccontano, in modo nostalgico e un po’ trash, come eravamo, in vacanza. Dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri
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Saluti e baci. In Riviera tutto ok. E poi ancora: ti abbraccio. Ti voglio bene. Oppure: torno presto, te lo prometto. Sul retro di coloratissime cartoline su cui campeggiava l’immagine amena della località di vacanza anno dopo anno prescelta, accompagnata talvolta da buffi disegni, tutti noi abbiamo scritto frasi come queste. Ma soprattutto abbiamo spedito valanghe di cartoline ai nostri cari e ai nostri amici prima (non di rado anche dopo!) che quella vacanza terminasse.

"Dal Gargano tutto OK": classica dicitura per le cartoline di una volta 

Sembrano arrivare da tempi lontanissimi, retaggio di un passato che si fa fatica a ricordare, quando ancora scrivere a mano era la cosa più naturale del mondo e mandare un messaggio di saluto agli amici lontani per posta ordinaria (chi mai aveva sentito ancora parlare di email, sms o meno che mai di whatsapp?) faceva par…

Saluti e baci. In Riviera tutto ok. E poi ancora: ti abbraccio. Ti voglio bene. Oppure: torno presto, te lo prometto. Sul retro di coloratissime cartoline su cui campeggiava l’immagine amena della località di vacanza anno dopo anno prescelta, accompagnata talvolta da buffi disegni, tutti noi abbiamo scritto frasi come queste. Ma soprattutto abbiamo spedito valanghe di cartoline ai nostri cari e ai nostri amici prima (non di rado anche dopo!) che quella vacanza terminasse.

"Dal Gargano tutto OK": classica dicitura per le cartoline di una volta 

Sembrano arrivare da tempi lontanissimi, retaggio di un passato che si fa fatica a ricordare, quando ancora scrivere a mano era la cosa più naturale del mondo e mandare un messaggio di saluto agli amici lontani per posta ordinaria (chi mai aveva sentito ancora parlare di email, sms o meno che mai di whatsapp?) faceva parte delle nostre vacanze. C’erano una volta le cartoline. E purtroppo, o per fortuna dipende dai punti di vista, non ci sono più. A ricordarcele e a portarci letteralmente indietro nel tempo è un simpatico libretto pubblicato ora dal Saggiatore che si intitola, non a caso, Tanti cari saluti. Cartoline dall’Italia; sottotitolo – azzeccatissimo – Storia trash delle nostre vacanze. Lo firma Lorenzo Marchionni, graphic designer specializzato in progetti digitali di comunicazione visiva. Ma soprattutto seguitissimo sui social, dove dall’account Instagram @cartoleena raccoglie, analizza e condivide cartoline dal nostro passato.

San Pellegrino Terme, 1955: "L'acqua che c'hanno è una roba incredibile, ma stiamo tutto il tempo al gabinetto a far pipì..." 

E un’operazione simile ha fatto raccogliendo in questo libro poco meno di 50 istantanee che, messe insieme una di seguito all’altra, ci raccontano molto di come eravamo in vacanza, dagli anni Cinquanta fino quasi all’altroieri. Ecco così scorrere sotto i nostri occhi una sorta di storia degli italiani in vacanza. Ferie d’Italia le potremmo chiamare. La cartolina più “antica” risale al 1955 e ritrae un gruppo di uomini ripresi di spalle mentre sono “al gabinetto”, come giustamente si diceva all’epoca. E di tutt’altra epoca è il messaggio della cartolina che recita – perché ognuna è accompagnata dal testo originale con luogo e data – “San Pellegrino Terme: …non puoi capire che roba che è qui! Io pensavo di venire per curarmi i malanni ma con la Marisa finiamo tutte le sere al casinò: se non mi fermo, mi gioco tutta la pensione di guerra! L’acqua che c’hanno poi è una roba incredibile, ma stiamo tutto il tempo al gabinetto a far pipì…”.

La cartolina modello telegramma è datata 1963 

In tipico stile telegramma invece c’è un’altra bella cartolina che viene direttamente dagli anni Sessanta, mentre è papa Wojtyla che giganteggia su uno scorcio bolognese di piazza Maggiore, con “San Petronio sulla sinistra, che raccoglie le preghiere dei pellegrini”: la cartolina è datata, non è nemmeno il caso di dirlo, 10 settembre 1982.

C'è papa Wojtyla che troneggia su questo scorcio di piazza Maggiore: Bologna, 1982 

E, ancora, sempre tra gli anni Settanta e gli Ottanta vanno per la maggiore, tra le mete più gettonate delle ferie made in Italy, Ischia e Capri, Pescara e Cefalù, immortalata tra il rosso del tramonto e le prime timide luci dell’alba quando già – si legge nel messaggio inviato presumibilmente all’amata il 29 luglio 1976 – “il porto sarà di nuovo chiassoso”. Post scriptum: “Ti penso”.

"Stamattina l'ho pensato davvero: e se all'improvviso cadesse? Che resterebbe allora del rito delle foto scattate per nulla? Forse schiavi di un dittatore estinto torneremmo ancora..." 

E così, tra granchi o tartarughe in stile cartoon che giocano sulla sabbia dell’Isola d’Elba e Pinocchi che fanno a pezzi la Torre di Pisa, continua questo folle viaggio dal sapore nostalgico tra le pieghe del nostro passato. Perché come mette subito in guardia l’autore in fondo “questo libro è un invito al viaggio. Un biglietto aperto per spostarsi nel tempo e nello spazio”.

Una tartaruga modello cartoon per dire: "Questa è l'alba dell'Elba. E tu?" 

Non solo. Quello di Marchionni, da designer qual è, infatti non è solo un libro, che tra l’altro ha il formato stesso e la consistenza di una cartolina. “È anche un ufficio postale privato”, ci tiene a precisare lui, “all’interno del quale puoi scegliere la cartolina che più rispecchia il tuo stato d’animo, staccarla lungo la linea tratteggiata, scrivere negli spazi bianchi sul retro quello che ti passa per la testa”, indicando a destra invece il destinatario, e poi provare ad inviarla. Proprio come si faceva una volta. Oppure più semplicemente regalarla, per condividere ricordi e rimpianti di estati passate. E magari farci una bella risata su.

Il libro
Tanti cari saluti. Cartoline dall’Italia di Lorenzo Marchionni (il Saggiatore, pagine, 96, euro 12,90)