«Comincio sempre con la realtà, e poi ci sovrappongo la fantasia, così la storia rimane ancorata a terra. Amo quel tipo di fantasy che non sembra troppo lontano, ma che anzi potrebbe essere proprio dietro l’angolo, se solo apri la porta giusta. Un fantastico plausibile, che all’improvviso potrebbe comparire nel tuo cortile. Quando scrivo mi concentro sui luoghi e sulle persone, sulle loro reazioni a ciò che accade intorno, perché non importa quanto sia fantastica la trama, le reazioni dei personaggi devono rimanere credibili. Ecco, la realtà è la torta e la fantasia è la ciliegina che ci sta sopra».
È così che, bilanciando brillantemente la vita vera con l’immaginazione, Erin Morgenstern, 43 anni, è riuscita a conquistare il cuore del pubblico. Da quando dieci anni fa ha fatto il suo esordio nel fantasy con Il circo della notte, che ora torna in libreria in una nuova edizione per Fazi.…
«Comincio sempre con la realtà, e poi ci sovrappongo la fantasia, così la storia rimane ancorata a terra. Amo quel tipo di fantasy che non sembra troppo lontano, ma che anzi potrebbe essere proprio dietro l’angolo, se solo apri la porta giusta. Un fantastico plausibile, che all’improvviso potrebbe comparire nel tuo cortile. Quando scrivo mi concentro sui luoghi e sulle persone, sulle loro reazioni a ciò che accade intorno, perché non importa quanto sia fantastica la trama, le reazioni dei personaggi devono rimanere credibili. Ecco, la realtà è la torta e la fantasia è la ciliegina che ci sta sopra».
È così che, bilanciando brillantemente la vita vera con l’immaginazione, Erin Morgenstern, 43 anni, è riuscita a conquistare il cuore del pubblico. Da quando dieci anni fa ha fatto il suo esordio nel fantasy con Il circo della notte, che ora torna in libreria in una nuova edizione per Fazi. Un successo da un milione e mezzo di copie, tradotto in trenta paesi, addirittura paragonato a Harry Potter a cui il duello senza esclusione di colpi tra i due giovani maghi, protagonisti del romanzo, che metterà a rischio la sopravvivenza di tante persone, immediatamente rimanda. E seguito, qualche anno dopo, dal suo secondo romanzo Il mare senza stelle, arrivato in Italia nel 2020 e rimasto per mesi in classifica, acclamato come il fantasy rivelazione dell’anno. Oltre che scrittrice, Morgenstern è artista visiva e multimediale: nata in Massachusetts, vive a New York. Potremmo definirla una “architettrice” di mondi, tali sono gli scenari fantastici in cui ci immerge. Abilissima nel “disegnare” i personaggi e le scenografie che molto devono al gotico in cui li cala, come questo “magico” circo dove avvengono incantesimi veri e presunti tali.
In un periodo storico in cui la realtà, con la pandemia, ha superato ogni immaginazione lei non ha dubbi: abbiamo ancora bisogno di racconti fantasy, ne abbiamo bisogno ora più che mai. «È sopravvissuto alle pandemie del passato, il fantasy resisterà anche a questa. Considerando quello che è successo, dobbiamo essere ancora più grati che ci siano così tante persone in grado di creare luoghi immaginari in cui fuggire». E lei è una di queste. «Cerco solo di immaginare luoghi che mi piacerebbe visitare e che, a quanto pare, piacciono anche a molte altre persone». Lasciarsi ammaliare dalle sirene di luoghi lontani e fantastici, durante un anno e mezzo in cui le nostre vite sono state stravolte da un virus che ha ridotto le possibilità di spostarsi fisicamente, è diventato infatti un bisogno più forte che mai, come raccontiamo su Robinson.
Se lo aspettava un tale successo per “Il circo della notte”? È la magia, ora più che mai, che ci attrae?
«Certo che no, non ero nemmeno sicura di riuscire a pubblicare il libro: all’epoca pensavo che se ci fossi riuscita, forse qualche altra persona strana come me avrebbe potuto godere di questo mio strano circo notturno. Ho sottovalutato il numero di persone strane che ci sono nel mondo! Penso che ad attrarre siano più fattori: la lotta tra maghi certo, ma anche l’ambientazione straordinaria. O magari la vera magia travestita qui dai trucchi di scena che si fanno al circo».
E da dove viene il circo?
«Stavo lavorando su una storia completamente diversa ma mi annoiava e per introdurre qualcosa di interessante ho mandato i personaggi in un circo, così ho finito per abbandonare l’idea iniziale e spostare l’attenzione sul circo: i suoi abitanti, le sue storie, e tutti i suoi segreti».
Perché un racconto fantasy?
«Volevo scrivere il tipo di libro che avrei voluto leggere io, ma che non riuscivo a trovare da nessuna parte, in grado di emozionare come un fantasy per ragazzi, rivolto però a un pubblico più adulto. Mi sono ispirata a Susanna Clarke e al suo Jonathan Strange & il signor Norrell: si parla di magia e di sfida tra maghi potenti. Come pure a The Prestige di Christopher Priest. E poi mi piace trarre spunto da cose diverse: libri, ma anche dipinti e videogiochi, da Saffo a Calvino a Magritte».
Ma come riesce a creare quelle intense sensazioni di atmosfera?
«Sono una artista visiva, vedo tutto nella mia testa prima e il processo di scrittura consiste nel tradurre quelle immagini in parole. Mi piace usare quanti più sensi possibili per rendere il racconto più coinvolgente. Mi chiedo: che suono ha questo spazio? E che odore? Com’è illuminato? Poi combino questi elementi per creare l’atmosfera giusta. È la parte che preferisco di più in ogni libro: creare spazi unici».
Il libro
Il circo della notte di Erin Morgenstern (Fazi, traduzione di Marinella Magrì, pagg. 450, euro 15). In libreria dal 15 luglio