Il "triangolo" segreto di Lucian Freud
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniAveva sempre cercato di tenre nascosta la sua bisessualità in tempi in cui era reato. Ora una mostra a Bath racconta degli amori del grande artista con due giovani pittori
LONDRA - Aveva fama di irrefrenabile seduttore eterosessuale: Lucien Freud ha avuto due figli dal primo matrimonio, un'altra dozzina legalmente riconosciuti nati dai suoi rapporti con numerose amanti, a cui aggiungere una quarantina di eredi di non riconosciuti, secondo i biografi. Ma colui che insieme a Francis Bacon e David Hockney viene considerato il più grande artista inglese del dopoguerra ebbe anche relazioni omosessuali. Una mostra alla Falmouth Art Gallery, in Cornovaglia, esplora quella che viene definita dagli stessi curatori "un triangolo".
L'esibizione esplora i rapporti tra Freud e due giovani pittori suoi coetanei nella Londra degli anni '40: Adrian Ryan e John Minton. Il nipote dell'inventore della psicanalisi li invitava nella casa che aveva nel quartiere di St. John's Wood, all'epoca non certo esclusivo com'è oggi. Avevano vent'anni, erano belli e appassionati di arte: a un certo punto finirono a letto …
LONDRA - Aveva fama di irrefrenabile seduttore eterosessuale: Lucien Freud ha avuto due figli dal primo matrimonio, un'altra dozzina legalmente riconosciuti nati dai suoi rapporti con numerose amanti, a cui aggiungere una quarantina di eredi di non riconosciuti, secondo i biografi. Ma colui che insieme a Francis Bacon e David Hockney viene considerato il più grande artista inglese del dopoguerra ebbe anche relazioni omosessuali. Una mostra alla Falmouth Art Gallery, in Cornovaglia, esplora quella che viene definita dagli stessi curatori "un triangolo".
L'esibizione esplora i rapporti tra Freud e due giovani pittori suoi coetanei nella Londra degli anni '40: Adrian Ryan e John Minton. Il nipote dell'inventore della psicanalisi li invitava nella casa che aveva nel quartiere di St. John's Wood, all'epoca non certo esclusivo com'è oggi. Avevano vent'anni, erano belli e appassionati di arte: a un certo punto finirono a letto insieme. "Una trinità non santa", la chiama il curatore dello show Julian Machin sul Guardian, o meglio "un triangolo isoscele", precisa, perché la relazione sessuale più intensa era fra Freud e Ryan, "provarono sensazioni così forti da spaventarsi", mentre Minton agiva da "facilitatore".
Bisogna ricordare che questo avveniva in un'epoca in cui l'omosessualità in Inghilterra era ancora classificata come un reato (non lo fu più soltanto nel 1967), per il quale il grande scienziato Alan Turing, scopritore del Codice Enigma dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale e precursore del computer, fu condannato alla castrazione chimica, che poi nel 1954 lo spinse a suicidarsi. "Anche per questo i tre artisti non accettavano facilmente l'idea di avere una relazione gay", afferma Machin.
La mostra fa luce su questo lato poco conosciuto di Freud e dei due pittori, minori rispetto a lui ma egualmente di successo, attraverso un lavoro di ricerca che accompagna più di 50 quadri esposti. Tra questi spiccano "Girl with roses" di Freud, "Jamaican Village" di Minton e un autoritratto di Ryan. La rassegna analizza la vicinanza intellettuale e fisica del terzetto, facendo emergere i sentimenti di passione e amarezza che li legavano.
Freud non ha mai parlato volentieri pubblicamente della propria bisessualità, nonostante si dicesse di un suo rapporto anche con il poeta Stephen Spender. "Era il suo segreto", osserva Machin, "al punto da maltrattare Ryan, durante la vecchiaia, quasi per allontanare da sé quello che era accaduto". Ma l'intento della mostra, che è stata inaugurata oggi alla Victoria Art Gallery di Bath prima di spostarsi a Falmouth in Cornovaglia, non è quello di fare rivelazioni sugli orientamenti sessuali del grande pittore. "bensì di dare una comprensione più piena e completa della sua personalità di artista". Evidentemente più complicata di come traspariva dalle apparizioni in pubblico, come la sera in cui si presentò a un party in una lussuosa abitazione di Chelsea, a cui era invitato anche il corrispondente di Repubblica, tirandosi dietro di sé la ragazza che teneva al guinzaglio per la punta di una cravatta.