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La fiera d'arte si sposta al castello

Palazzo Tamborino Cezzi a Lecce (foto di Raffaella Quaranta) 
Dal 25 luglio al 15 settembre ci sarà la prima edizione di "Palai", un progetto a più voci ospitato nell'aristocratico Palazzo Tamborino Cezzi a Lecce. Tra i protagonisti  Aviva Silverman, Enzo Cucchi e Xinyi Cheng
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Le gallerie continuano a reinventare format espositivi, sempre più nomadi e capaci di entrare nei luoghi per innescare sinergie e sguardi inediti. Tutto ciò consente al pubblico di incuriosirsi, agli artisti di generare nuovi spazi di pensiero e ai collezionisti di andare a rintracciare l'arte del loro (e nostro) tempo scoprendo contestualmente nuovi itinerari possibili. Questa necessità è ancor più urgente in tempi di pandemia, che ha richiesto a galleristi e dealer di ripensare le proprie pratiche. Capita anche nei tempi di vacanza, lontano dalle capitali usuali dell'arte contemporanea.

Accade anche a Palazzo Tamborino Cezzi a Lecce, dove dal 25 luglio al 15 settembre ci sarà la prima edizione di Palai, un progetto d'arte contemporanea con circa quaranta artisti internazionali coinvolti da otto gallerie, invitate dalle gallerie parigine Balice Hertling e Ciaccia Levi. Daniele Balice - che ha tra l'altro origini pugliesi ma &…

Le gallerie continuano a reinventare format espositivi, sempre più nomadi e capaci di entrare nei luoghi per innescare sinergie e sguardi inediti. Tutto ciò consente al pubblico di incuriosirsi, agli artisti di generare nuovi spazi di pensiero e ai collezionisti di andare a rintracciare l'arte del loro (e nostro) tempo scoprendo contestualmente nuovi itinerari possibili. Questa necessità è ancor più urgente in tempi di pandemia, che ha richiesto a galleristi e dealer di ripensare le proprie pratiche. Capita anche nei tempi di vacanza, lontano dalle capitali usuali dell'arte contemporanea.

Accade anche a Palazzo Tamborino Cezzi a Lecce, dove dal 25 luglio al 15 settembre ci sarà la prima edizione di Palai, un progetto d'arte contemporanea con circa quaranta artisti internazionali coinvolti da otto gallerie, invitate dalle gallerie parigine Balice Hertling e Ciaccia Levi. Daniele Balice - che ha tra l'altro origini pugliesi ma è in Francia da tempo - è convinto che "una parte importante dell'essere un gallerista consiste nel motivare gli artisti a creare ed esporre le opere nel miglior modo possibile. Negli anni abbiamo sempre cercato di sperimentare fuori dagli schemi della galleria e delle fiere, con la speranza di motivare gli artisti e creare nuove sfide per il pubblico".

Ce n'è per tutti i gusti nelle sale di questa antica dimora, tra l'altro ancora abitata dalla famiglia proprietaria: si va dalle atmosfere sospese e dall'inquietudine fiabesca dei dipinti su lino di Theodora Allen - che dialogano con le sinuose linee liberty del palazzo Tamborino Cezzi, ampiamente ripensato nei primi del XX secolo - , alla pittura intimista ed esistenziale di Xinyi Cheng, cinese di stanza in Francia, amata perfino da monsieur François Pinault; dai segni e dalle cromie oniriche e aniconiche di Monique Mouton al rigore e allo studio sui materiali della scultura di Francesco Gennari e allo spirito sociale e di impegno politico delle installazioni e degli interventi di Aviva Silverman, attivista americana che è rappresentata da Spazio Veda di Firenze, unica galleria italiana insieme a Zero... di Milano, che presenterà, tra gli altri, anche un maestro come Enzo Cucchi.

Particolare di un'opera di Enzo Cucchi 

"Non intendiamo lavorare all'interno di questo spazio con il solito concetto di mostra che crea contrasto tra il passato e oggi. Ci piace pensare che gli interventi degli artisti sposeranno il luogo piuttosto che alterarlo, che si possa instaurare un dialogo naturale e elegante. Non immaginiamo il percorso della mostra come un gesto troppo radicale, tuttavia questo straordinario contesto sta sicuramente suscitando la curiosità e l'entusiasmo degli artisti, che è un traguardo straordinario per le gallerie e uno spettacolo affascinante per il pubblico", rivela Antoine Levi.

Ma cosa vuol dire Palai? La parola deriva dal griko, lingua di origini greche parlata in un'area interna del Salento, "Palai significa "palazzo" - precisa Levi - , elemento architettonico ricorrente nella mappa urbana di Lecce, ma anche un luogo accogliente, un'abitazione che si apre alla convivialità. Ci piace anche il concetto ambivalente di questa parola che si legge come una versione quasi slang di "palais"".

Per Daniele Balice, "il principio che ci guida è quello della collaborazione e del desiderio di rintracciare dei dialoghi con il contesto in cui si opera, quindi con Lecce e il Salento". Rientra in questo frangente la collaborazione con PIA, spazio di ricerca per l'arte contemporanea di stanza proprio a Lecce, tra le realtà più interessanti che stanno caratterizzando un vero e proprio rinascimento della Puglia attraverso la progettualità di artisti, curatori e collezionisti.

Particolare di un'opera di Jutta Koether 

È un periodo fervido, infatti, per questa geografia, stanno nascendo diversi spazi no profit con aperture nazionali e internazionali e luoghi di pregio, come Palazzo Luce, della collezionista milanese Annamaria Enselmi, che a Lecce ospita opere di William Kentridge, Alfredo Jaar, Antonio Marras e molti altri in dialogo con una collezione di design che va da Gio Ponti al presente.

Lontano dai ritmi ormai usurati della taranta e dal caos delle marine, dalle luminarie sempre più industriali e dalla retorica vacanziera, Palai promette quindi di diventare una piattaforma dinamica e globale nell'estremo lembo d'Italia. Info: www.palaiproject.com