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Erica Jong: "Il sesso del futuro non sarà digitale"

Erica Jong 

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Mentre il nuovo Robinson è dedicato alla vita erotica dopo la pandemia, abbiamo chiesto alla scrittrice americana di raccontare come siamo cambiati. “È ora di riscoprire le relazioni amorose autentiche, armati di ironia”
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"Se volete diventare famose, fate in modo di non diventarlo per il sesso. Diventate famose per aver inventato un nuovo vaccino o per la bellezza o per la bravura nel recitare, ma, per amor della dea, non diventate famose per il sesso. Per il resto della vita il sesso vi perseguiterà e farà sì che la gente legga i vostri libri in cerca di tracce di ninfomania". Parole firmate Erica Jong, dalla prima pagina del memoir Senza cerniera, recentemente pubblicato da Bompiani. E proprio da qui partiamo, nella chiacchierata telefonica lungo ll'asse Roma-New York.


Dopo aver letto quella frase, Erica, devo chiederle scusa in anticipo.
"E perché mai?".

Perché questa intervista è tutta sull'amore e il sesso, ai tempi del Covid e del post Covid: tema a cui dedichiamo il nostro Robinson da domani in edicola.
(ride) "Ok, mi era stato già riferito, sono pronta, chieda pure".


Il fatto è che ancora oggi don…

"Se volete diventare famose, fate in modo di non diventarlo per il sesso. Diventate famose per aver inventato un nuovo vaccino o per la bellezza o per la bravura nel recitare, ma, per amor della dea, non diventate famose per il sesso. Per il resto della vita il sesso vi perseguiterà e farà sì che la gente legga i vostri libri in cerca di tracce di ninfomania". Parole firmate Erica Jong, dalla prima pagina del memoir Senza cerniera, recentemente pubblicato da Bompiani. E proprio da qui partiamo, nella chiacchierata telefonica lungo ll'asse Roma-New York.


Dopo aver letto quella frase, Erica, devo chiederle scusa in anticipo.
"E perché mai?".

Perché questa intervista è tutta sull'amore e il sesso, ai tempi del Covid e del post Covid: tema a cui dedichiamo il nostro Robinson da domani in edicola.
(ride) "Ok, mi era stato già riferito, sono pronta, chieda pure".


Il fatto è che ancora oggi donne come lei, in grado di parlare di sesso in modo lucido e sincero, sono una rarità: come mai?
"Affrontare il tema alla gente non piace, dato che quando lo facciamo inevitabilmente sveliamo la parte più intima di noi. È un ambito in cui dominano le fantasie, spesso profonde. Invece le persone vogliono mantenere sempre il controllo, così condividere questi aspetti risulta difficile".


Lei invece non si prende troppo sul serio: in "Senza cerniera" invoca spesso il sense of humor...
"La vita è già abbastanza difficile, e senza una buona dose di umorismo diventerebbe impossibile. Bisogna prendere e prendersi in giro, scherzarci su. Soprattutto quando le situazioni sono dure, complesse. Credo che le persone che hanno poco senso dell'umorismo, o non hanno per nulla, facciano molta più fatica. Dobbiamo saper piangere e saper ridere, per provare ad acquistare un equilibrio. Anche la maggior parte degli scrittori che amo hanno questa dote, almeno nelle pagine".


L'umorismo serve anche in ambito erotico e sentimentale?
"Assolutamente sì. Le relazioni umane, e quelle sessuali in particolare, possono essere molto deludenti, oltre che meravigliose. E l'unico modo per affrontare il rischio, per avere il coraggio di provarci, è prenderla con humor".


La pandemia ha cambiato il nostro modo di fare l'amore? Per citare il titolo del suo libro cult, abbiamo più "Paura di volare"?
"Io ormai ho una certa età e sono felicemente sposata da tempo, quindi non è una stagione della vita in cui sono a caccia di avventure. Ma credo proprio che sia in atto un mutamento profondo, e non in meglio: a causa del virus le persone sono più nervose di prima, più ansiose, e questo non fa bene alle relazioni. Il sentimento dominante è la paura. Ed è difficile lasciarsi andare se si è così intimoriti. Per non parlare della difficoltà di trovare un partner nell'era del distanziamento".


Infatti le indagini sociologiche rivelano che in periodo di lockdown i contatti via Tinder e altre app simili sono cresciuti in modo esponenziale.
"È un modo di rispondere al bisogno di connessione reciproca che tutti noi esseri umani abbiamo. Alcuni pensano che il contatto virtuale basti, ma finché non torneremo al contatto fisico non ci sentiremo davvero liberi di amare".


La tendenza a un approccio solo digitale c'era già prima del Covid, con lo sviluppo della realtà virtuale.
"Ma non credo che meccanismi del genere ci facciano sentire meno soli. Io sono una scrittrice e dunque faccio un mestiere solitario, ma questo è un tipo di solitudine che si sceglie. Mentre la solitudine amorosa la si subisce solo. In questo, ripeto, più che il digitale il vero rischio è legato alla pandemia. Dobbiamo assolutamente trovare nuovi modi di connetterci, per liberarci della paura che per adesso domina le nostre vite. Il contatto umano lo abbiamo mantenuto con Zoom e simili, io lo detesto ma non se ne poteva fare a meno. Ora è il momento di riscoprire le relazioni amorose".


A complicarle ulteriormente, almeno sull'asse uomo-donna, ci sono anche fenomeni epocali come il #MeToo.
"Il movimento ha fatto capire a tutti che le donne devono essere più attente, e anche più capaci di proteggersi. Penso però, come femminista che ha vissuto i movimenti di liberazione dei decenni precedenti, che la risposta sia in una consapevolezza maggiore, e non in un nuovo puritanesimo".


E gli uomini, in questa fase, come li vede?
"Confusi, spaventati. Non conoscono quali sono le nuove regole, non le capiscono più. E se non si maneggiano le regole, fare sesso diventa una faccenda altrettanto confusa. Non si sa bene cosa si può dire e cosa si può fare. È assolutamente necessario inventare nuovi modi di avvicinarci reciprocamente. Lo stesso discorso riguarda il tema, attualissimo, del gender: anche qui bisogna essere creativi e non rifarci a vecchie etichette. Il segreto è nel comunicare meglio ciò che vogliamo e proviamo, in ambito amoroso".


Anche le donne, specie giovani, non sembrano spassarsela molto: nelle serie tv al femminile, da "Girls" a "Fleabag", si fa tanto sesso, ma senza provare piacere.
"Il problema è che le donne, soprattutto quelle giovani, lo fanno solo per senso del dovere, non per convinzione. Non scelgono davvero il proprio amante, non si domandano se può essere adatto a loro. È una cosa molto triste. Invece una forma di connessione emotiva deve esserci. Sesso vuol dire scelta: se diventa un'abitudine a non dire no, è una follia che genera frustrazione".


Quindi lo slogan potrebbe essere: fate l'amore, ma divertendovi?
"È un ottimo consiglio. Ma aggiungerei: conoscendo un po' meglio chi ti porterai a letto".