Le affinità elettive tra lo sport e gli anime
di Luca Raffaelli , di Luca RaffaelliChi sono gli eroi che hanno influenzato le gesta dei molti dei nostri campioni olimpici? Goldrake, Mimì e la nazionale di pallavolo, Holly e Benji e tanti altri personaggi del mondo di carta giapponese. Partendo da questa premessa Fabio Bartoli ha scritto per l'editore Tunuè Anime e sport, che racconta il rapporto tra Olimpiadi e l'animazione giapponese. Dopo i giochi di Tokyo nel 1964 nacque lo Spokon, ovvero il genere sportivo nelle serie tv nipponiche. Il primo fu Tommy la stella dei Giants, in cui il protagonista è un giovane lanciatore di baseball. Tutta l'epica cartoni sportivi giapponesi viene raccontata in questo libro, anche attraverso le interviste a campioni italiani dello sport come Bebe Vio, Sara Simeoni, Andrea Zorzi, Dino Zoff e tanti altri.
Fabio Bartoli, quali sono gli sport più amati dall'animazione giapponese?
"In assoluto sic…
Chi sono gli eroi che hanno influenzato le gesta dei molti dei nostri campioni olimpici? Goldrake, Mimì e la nazionale di pallavolo, Holly e Benji e tanti altri personaggi del mondo di carta giapponese. Partendo da questa premessa Fabio Bartoli ha scritto per l'editore Tunuè Anime e sport, che racconta il rapporto tra Olimpiadi e l'animazione giapponese. Dopo i giochi di Tokyo nel 1964 nacque lo Spokon, ovvero il genere sportivo nelle serie tv nipponiche. Il primo fu Tommy la stella dei Giants, in cui il protagonista è un giovane lanciatore di baseball. Tutta l'epica cartoni sportivi giapponesi viene raccontata in questo libro, anche attraverso le interviste a campioni italiani dello sport come Bebe Vio, Sara Simeoni, Andrea Zorzi, Dino Zoff e tanti altri.
Fabio Bartoli, quali sono gli sport più amati dall'animazione giapponese?
"In assoluto sicuramente il baseball, che è lo sport nazionale. Magari per il pubblico italiano questo non è subito evidente, visto che della sterminata mole di opere sul tema qui è giunta una minima parte, ma nell'animazione giapponese la fa davvero da padrone. Poi ci sono discipline proprie come il sumo, il judo (altro sport molto rappresentato in manga e anime), il karate e il kendo. Altri sport molto rappresentati sono la pallavolo, il wrestling, il calcio, il tennis (sport da cui proviene l'ultima tedofora di questa edizione dei Giochi, Naomi Osaka), la boxe e anche il ping pong".
Rimane qualcosa dell'etica decubertiana nell'esasperato agonismo che spesso si respira in queste storie?
"Rimane in quel genere di storie in cui ci si sofferma sulla crescita dei personaggi attraverso lo sport, in cui questo non è solo un fine ma soprattutto un mezzo di crescita e perfezionamento interiore. Da questo punto di vista assume un ruolo spesso prezioso l'avversario, non visto come un nemico ma più come un opponente che ti costringe ad attingere alle più profonde e segrete risorse".
Qual è il tuo personaggio simbolo?
"Devo dire che ci sono tanti personaggi straordinari ma nel mio immaginario assume un valore particolare Naoto Date, ovvero l'Uomo Tigre perché con la sua solitudine titanica persegue i suoi ideali costi quel che costi, ma che nel contempo ha un animo tenero e delicato, come dimostra il suo amore per i bambini e la sua vicinanza con loro. Un uomo che all'inizio e alla fine della serie mostra i suoi lati meno nobili ma che non sbandiera mai ai quattro venti i suoi gesti di profonda umanità".
Visto che non sei solo uno studioso di anime, ma anche di sport. ti chiedo anche tra gli atleti quale ti abbia particolarmente emozionato.
"Qui dare una risposta univoca diventa più complicato. In senso assoluto direi il mito Dino Zoff ma personalmente sono molto legato ad Andrea Zorzi e Aleksandr Popov, due atleti straordinari che hanno segnato in maniera indelebile la mia adolescenza, il periodo in cui le cose si vivono più a fondo e ti restano più impresse".
Quale tra gli intervistati è più appassionato di cartoni giapponesi?
"Proprio Andrea Zorzi, molto legato al Giappone, dove è popolare come Zorro-san. Lui ha dichiarato che il suo legame con questo paese è nato grazie a Ufo Robot Goldrake, anche se ama anche gli anime dedicati al suo sport, la pallavolo. Però il più ferrato in assoluto si è dimostrato il judoka Pino Maddaloni: quando gli ho chiesto se avesse visto qualche anime da bambino è partito citandone a profusione e non riuscivo a fermarlo più. Lui ha vinto la medaglia d'oro a Sidney 2000, dove ha confessato di volerla conquistare in virtù della sua passione per Georgie, la serie ambientata nel19mo secolo tra l'Australia e l'Inghilterra. Appena giunto in terra australiana ha voluto farsi una foto con un koala proprio perché gli ricordava quello presente nella serie".
Maddaloni è del 1976 e quindi della generazione giusta.
"Certo, da da bambino ha vissuto la prima invasione degli anime in Italia... Così come il tennista Juan Carlos Ferrero, che ha dichiarato di conoscere Captain Tsubasa (da noi originariamente andato in onda come Holly e Benji, due fuoriclasse), popolare in Spagna durante la sua infanzia. Appassionato di Holly e Benji anche il giocatore di football americano Hayato Arima, influenzato anche da Touch (Prendi il mondo e vai), entrambi popolarissimi in Giappone proprio quando lui era un bambino. A parte quelli intervistati, dedico agli atleti che si sono dichiarati appassionati di anime e manga la parte finale del libro: la lista è davvero impressionante!".