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Metti i giovani artisti nei piccoli borghi

 A Tolfa, nel Lazio, la colonna di Zhanna Kadyrova. Per gentile concessione di Fondazione Elpis e Galleria Continua 
Si chiama “Una Boccata d’Arte” ed è la manifestazione voluta dalla Fondazione Elpis che ha messo in contatto venti comuni italiani con altrettanti talenti. Il risultato è un grande museo diffuso e a cielo aperto come spiega Marina Nissim, la sua promotrice
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Il futuro dell'arte è nella riappropriazione dello spazio pubblico. Lo ha dimostrato con la pandemia il nuovo corso della street art. Lo certifica il moltiplicarsi di iniziative in cui l'incontro con l'opera torna ad essere un incidente improvviso e vitale.

Come sta accadendo in questa estate con la seconda edizione di "Una Boccata d'Arte": un programma di 20 installazioni in altrettanti borghi delle regioni italiane (progetto di Fondazione Elpis, in collaborazione di Galleria Continua fino al 26 settembre). Venti giovani artisti si confrontano con il territorio e i suoi abitanti: da Adelita Husny-Bey, già vista al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, a Renato Leotta, finalista al Premio Maxxi, passando per nomi che entreranno nei musei di domani.

Sono stati scelti da Marina Nissim, imprenditrice alla guida della multinazionale Bolton Group, ma in questo caso mecenate della Fondazione Elpis, che aprirà la sede espositiva a Milan…

Il futuro dell'arte è nella riappropriazione dello spazio pubblico. Lo ha dimostrato con la pandemia il nuovo corso della street art. Lo certifica il moltiplicarsi di iniziative in cui l'incontro con l'opera torna ad essere un incidente improvviso e vitale.

Come sta accadendo in questa estate con la seconda edizione di "Una Boccata d'Arte": un programma di 20 installazioni in altrettanti borghi delle regioni italiane (progetto di Fondazione Elpis, in collaborazione di Galleria Continua fino al 26 settembre). Venti giovani artisti si confrontano con il territorio e i suoi abitanti: da Adelita Husny-Bey, già vista al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, a Renato Leotta, finalista al Premio Maxxi, passando per nomi che entreranno nei musei di domani.

Sono stati scelti da Marina Nissim, imprenditrice alla guida della multinazionale Bolton Group, ma in questo caso mecenate della Fondazione Elpis, che aprirà la sede espositiva a Milano nel 2022 con lo scopo di sostenere le nuove generazioni di creativi. "L'arte contemporanea più giovane, ovvero quella più fresca e sperimentale, spesso non trova il riconoscimento e la possibilità di essere esposta negli spazi museali classici - spiega Marina Nissim - D'altro canto il nostro territorio è un museo a cielo aperto, perché quindi non cercare di aiutare i giovani artisti ad emergere sfruttando proprio il nostro patrimonio diffuso?".


Come è nata "Una Boccata d'Arte" e come sono stati scelti gli artisti partecipanti?
"Da tempo colleziono e spesso rimango affascinata dagli artisti più giovani, dalle loro sperimentazioni e dalla loro creatività, e dalla loro relazione con il mondo. Mi ero già cimentata nel 2017 e nel 2019 con due mostre a Milano,- ¿soy Cuba?, nata a seguito di un mio viaggio a Cuba con Maurizio Rigillo, direttore di Galleria Continua, - e un gruppo di giovani artisti italiani nella seconda - Immersione Libera. Entrambe, nella Palazzina dei Bagni Misteriosi, hanno rappresentato una sperimentazione personale, il desiderio di promuovere i giovani artisti nella loro piena libertà espressiva, e di portare un pubblico giovane e non addetto ai lavori a confrontarsi con la creatività contemporanea. Nel 2020 stavo lavorando ad un progetto nuovo, con dei giovani artisti indiani quando all'improvviso mi ritrovo chiusa a casa, come tutti. Ho sentito che l'arte, la cultura e l'educazione stavano subendo una battuta d'arresto totale, così come le giovani professioni, il lavoro degli artisti emergenti, dei curatori e di tutti i collaboratori che ruotano intorno a loro. Ho pensato a un progetto diffuso su tutto il territorio italiano: 20 installazioni di 20 venti giovani artisti contemporanei in 20 borghi, uno per ogni regione d'Italia. Si è cercato di toccare tutte le discipline artistiche, dalla pittura, scultura e installazioni, alla performance, in un'ottica in cui queste opere in situ, prodotte per il paesaggio, l'architettura, la storia e le persone del posto, potessero dare un'interpretazione artistica e attuale del luogo ospitante".

Untitled (Ocarinas in Prologue) di Rudi Ninov al Portico e San Benedetto, Forlì Cesena. Per gentile concessione di Fondazione Elpis e Galleria Continua 

Il futuro degli spazi espositivi è nel decentramento?
"Talvolta, entrare a far parte di una collezione museale, può costituire un'ambizione, una tappa e un traguardo, ma lo spazio espositivo oggi può assumere anche caratteristiche diverse. Portare l'arte al pubblico più ampio e trasversale è uno tra gli obiettivi di questo progetto: passeggiare accanto a opere d'arte senza avere l'inibizione o l'imbarazzo di esprimere la propria opinione".


In che cosa può migliorare il sistema dell'arte in Italia? Come si può sostenere il futuro - ovvero i giovani artisti?
"Da collezionista e appassionata, non da addetta ai lavori, ho avviato nel 2020 Fondazione Elpis, che è praticamente una start-up. La mia ambizione è quella di promuovere e sviluppare i giovani talenti, specie alla prime armi, in questo mondo vasto e scivoloso dell'arte contemporanea, dove spesso l'aspetto commerciale condiziona anche la creatività. Vorrei che l'artista possa fare dell'arte un mestiere. Il fattore economico costituisce spesso il primo ostacolo, accanto a mancate opportunità per scarsezza di informazioni, fattori imprevedibili come l'emergenza sanitaria. Dare un supporto economico e un incoraggiamento morale, accompagnare l'artista e la sua opera alla nascita è per me una grande fonte di conoscenza e soddisfazione. Con una "Una Boccata d'Arte" i giovani artisti hanno avuto l'opportunità di fare un periodo di residenza all'interno del borgo, di accedere alla sua storia, di studiarla e infine di realizzare un intervento in situ".


Quale rapporto devono avere, secondo lei, il pubblico e il privato rispetto ai beni culturali?
"Durante l'organizzazione di "Una Boccata d'Arte" ho avuto prova di quanto sia importante stabilire sin dall'inizio una complicità con la pubblica amministrazione locale. Questi piccoli Comuni, spesso gestiti da poche persone e con pochissime risorse umane ed economiche, trovano forza con i volontari che rendono accessibili i micro-musei, le biblioteche e gli archivi; gli artigiani che tramandano l'uso e la lavorazione di materiali o ingredienti reperibili in loco, secondo la tradizione. L'unione tra il privato e il pubblico è vincente se equilibrata, costante e reciproca. L'uno nutre l'altro, e l'uno giunge a completamento dell'altro, anche nella tutela e la salvaguardia dei beni culturali".


Lei è anche una collezionista. Come sceglie le opere?
"La mia folgorazione per l'arte contemporanea nasce negli anni '80 quando, per motivi di lavoro (all'epoca ero una ricercatrice in campo biomedico), da visiting fellow del National Institutes of Health di Bethesda, negli Stati Uniti, mi piaceva visitare nel tempo libero i grandi musei di arte moderna e contemporanea. Ero affascinata dalla Pop Art, da Henry Moore, Sol LeWitt e Barbara Hepworth, a Joan Miró e Alexander Calder. Seguo le mie emozioni, amo la tridimensionalità, il colore e l'originalità dei materiali. Sono molto libera nelle scelte, non mi faccio influenzare da nessuno. Posso acquistare un'opera importante e farla vivere al fianco di una sperimentazione di un giovane artista sconosciuto".


Che cosa pensa degli NFT e della smaterializzazione delle opere d'arte?
"Ritengo che la "presenza" di un'opera, la materia per cui riusciamo a percepirla, ossia la forma e il colore, sia imprescindibile dalla sua essenza. Non essendo in possesso di alcuna opera digitale, le certificazioni di autenticità per me si riferiscono a opere "fisiche"".


Fondazione Elpis avrà una sua sede espositiva a Milano. Che struttura avrà e che cosa vedremo?
"Stiamo lavorando allo spazio espositivo che sarà inaugurato nel 2022 in un'ex lavanderia industriale, attualmente in fase di ristrutturazione, nel cuore della città di Milano. Al centro delle attività saranno sempre i giovani artisti che qui potranno coltivare il loro talento".