Cultura

Ti odio e ti amo, Ferragosto raccontato dagli scrittori

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri 
Un incubo per Manganelli, un obbligo per Moravia, un noir per Camilleri. Ecco come letteratura e narrativa hanno descritto la festa di mezza estate
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La festa di mezza estate può essere un concetto stridente, una mania e un’idiosincrasia; ma “quale allegria”, per dirla con Lucio Dalla, specie se recapitata ai piani più alti della nostra recente storia letteraria. Sentite cosa scriveva, per esempio, Giorgio Manganelli, tra i massimi esponenti della neoavanguardia e del Gruppo 63: "Settimane prima di quel giorno inevitabile, io mi faccio prudente; quando si entra nel rettifilo ferragostano, mi faccio via via cauto, diffidente, mi defilo, mi appiattisco, lavoro di freni e zavorra, inghiotto i documenti personali, comincio a parlare con accento irriconoscibile, sottopongo la mia minuscola anima a una rapida plastica estetica, e infine mi precipito nel taciturno e pigro vortice del ferragosto: ma in quel momento io sono irriconoscibile, e ho ogni motivo per dubitare della mia esistenza. La mia sensazione più profonda è che il ferragosto sia la festa del Nulla: e a questa convinzione io mi adeguo…". Per poi aggiungere: "Dove vanno le spensierate folle di gitanti che, tutte nel medesimo istante, vengono colte dal raptus dell'emigrazione verso la Gioia?".

Alberto Moravia
Alberto Moravia 

Eppure diversi scrittori italiani l’hanno evocato in un loro libro, magari direttamente nel titolo. Un racconto di Beppe Fenoglio si chiama proprio così, Ferragosto: siamo nelle sue Langhe, due fidanzati viaggiano in corriera, l’epilogo ha ben poco di balneare. Scherzi di Ferragosto è uno dei Racconti Romani (1954) di Alberto Moravia: "Tutto mi andava male quell’estate e, come venne Ferragosto, mi trovai a Roma senza amici, senza donne, senza parenti, solo. Il negozio dove ero commesso era chiuso per le ferie, altrimenti, dalla disperazione, pur di trovare compagnia, mi sarei perfino rassegnato a vendere i saldi estivi, mutande, calze, camicie, tutta roba andante. Così, quella mattina del quindici, quando Torello mi venne a strombettare sotto la finestra e poi mi invitò a andare con lui a Fregene, pensai: 'È antipatico, anzi è odioso… ma meglio lui che nessuno' e accettai di buon grado".

Ferragosto di morte di Carlo Cossola (1980) è il secondo volume della sua trilogia atomico-apocalittica. Le radiazioni stanno per traghettare nell’altro mondo il suo alter ego-protagonista della trama. D’altronde era stato uno dei pochi sopravvissuti a un’apocalisse nucleare. L’essere umano si è autodistrutto. Guarda caso, è pieno agosto. Ferragosto in giallo è un’antologia uscita per Sellerio nel 2013, che raccoglie racconti di sei autori ferrati nel genere come Andrea Camilleri, Gian Mauro Costa, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini e Francesco Recami. Mentre tutti si rilassano in scampagnate e baccanali fuoriporta, ai loro detective-feticcio (da Montalbano a Petra Delicado) tocca continuare a indagare: il cuore nero della natura umana batte sempre, non rallenta mai, anche nelle 24 ore consacrate a Sangria e timballi.

Pubblicato una prima volta nel 1980, poi ristampato da Mondadori tra i suoi Oscar, Maledetto ferragosto di Renato Olivieri vede il suo commissario Ambrosio alle prese con la misteriosa morte del dottor Andrea Bulgari. Siamo in una Milano vuota e desolata visto il calendario: chi è fuggito al mare, chi al lago, chi in montagna. Ma il cinismo e gli intrighi abietti si tagliano a fette, al posto del rituale cocomero. Il suo commissario fu impersonato al cinema da Ugo Tognazzi. Delitti di ferragosto. Sette delitti per sette città (Newton Compton, 2014) inanella brevi thriller-noir urbani sotto il solleone di Piergiorgio Di Cara, Diana Lama e Massimo Lugli. La calura azzera il respiro, le città si spopolano, e tuttavia c’è sempre qualcuno lì in agguato con la licenza di uccidere.

Poche settimane fa è andato in libreria Ferragosto di Enrico Franceschini, editorialista e storico corrispondente da Londra del nostro giornale. Spiagge sold-out, pedalò e una gran canicola. Riviera romagnola: un fotografo viene rinvenuto cadavere, congelato in una posa oscena. Le indagini avranno la firma di Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione e detective amatoriale; e porteranno molto lontano, fino a uno degli enigmi-madre del crepuscolo del fascismo. Una commedia intrisa di giallo, contemporaneo e retrospettivo. Chiudiamo però con un po’ di speranza e think positive: è pur sempre una sconfinata festa, pagana, ma attesissima. "Conosco un bambino così povero che non ha mai veduto il mare: a Ferragosto lo vado a prendere, in treno a Ostia lo voglio portare – scrisse Gianni Rodari -. Ecco, guarda, gli dirò, questo è il mare, pigliane un po’. Col suo secchiello, fra tanta gente, potrà rubarne poco o niente: ma con gli occhi che sbarrerà, il mare intero si prenderà".