E' morto Jean-Luc Nancy, il filosofo che indagava sui limiti della democrazia
"Se non sappiamo più cos'è la democrazia, significa che questa parola non ha più senso. Sappiamo cosa sono lo Stato diritto, i diritti umani, le libertà fondamentali, il principio di uguaglianza... ma democrazia significava qualcos'altro: una società in cui queste definizioni formali sono reali e dove il potere è in grado di realizzarle per il popolo e dal popolo". Questa riflessione, rilasciata alla rivista Alfabeta nel marzo 2018, riassume al meglio la potenza, e soprattutto l'attualità, del pensiero di Jean-Luc Nancy, il filosofo francese morto la sera di lunedì 23 agosto a 81 anni a Strasburgo.
Una ricerca intellettuale, la sua, cominciata nell'ambito del decostruzionismo, come discepolo e amico di Jacques Derrida. E che poi ha attraversato tutte le complessità e le contraddizioni della seconda metà nel Novecento, per sbarcare, nel Ventunesimo secolo, in un intreccio di teoria politica, sociale ed estetica che sempre si è interrogata sul concetto di comunità. Ma anche su quello di corpo, centrale nel suo mondo. Ma forse l'espressione che riassume meglio la sua visione, e che dà il titolo a un suo celebre libro, è Essere singolare plurale: significa che l'essere è pluralmente singolare o singolarmente plurale, perché ogni essere che esiste in realtà "coesiste". Ma negli anni più recenti Nancy si è anche molto interrogato sui limiti della democrazia, ridotta a suo giudizio a formula priva di sostanza, svuotata dall'interno dalla società tecnologica e tecnocratica in cui viviamo.
Nato a Bordeaux nel 1940, Nancy ha studiato filosofia a Parigi e nella sua lunga carriera accademica ha insegnato in varie università: a Berkeley, a Berlino, a San Diego. Ma la sua vera "casa" è stato l'ateneo Marc Bloch di Strasburgo, città in cui risiedeva dal 1968 e in cui ha vissuto fino all'ultimo respiro. Infinito l'elenco dei suoi saggi, molti dei quali pubblicati, studiati e dibattuti qui in Italia, in cui le riflessioni originali vanno di pari passo con l'analisi critica dei Grandi del Novecento, da Heidegger a Deleuze. Fra i tanti, ricordiamo La comunità inoperosa, L'esperienza della libertà, Verità della democrazia, La comunità sconfessata.
Da appassionato di estetica, nel corso degli anni ha anche collaborato con artisti visivi, come i registi Abbas Kiarostami e Claire Denis. La sua esperienza personale - nel 1992 ha subito un intervento a cuore aperto - è raccontata in testi come Corpus e L'intruso: dove l'intruso è il cuore che gli è stato trapiantato. Perché per Nancy la filosofia non è mai stata astratta teoria, ma forza legata al nostro essere sia intellettuale che corporeo.