Un rimprovero e un appello. E' chiaro e importante il messaggio all'Europa del presidente Sergio Mattarella oggi in visita a Ventotene in occasione dell'anniversario del Manifesto europeista di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi: "In questi giorni una cosa appare sconcertante e si registra nelle dichiarazioni di alcuni politici europei. Esprimono grande solidarietà agli afgani che perdono libertà e diritti, ma poi dicono: 'che restino li, non vengano qui perché non li accoglieremmo'. Questo non è all'altezza dei valori dell'Unione europea". Subito dopo il Capo dello Stato ha rivolto un invito all'Europa perché parli con "una voce unica" nella gestione del fenomeno migratorio. Solo così si può avviare un "dialogo costruttivo con altre parti del mondo, particolarmente con l'Africa" ed evitare di venire travolti da "un fenomeno ingovernabile e incontrollabile". Mattarella ha poi sollecitato l'Europa a "dotarsi di strumenti di politica estera e di difesa comune", che era poi il grande auspicio del Manifesto di Ventotene.
Ottant'anni fa Altiero Spinelli e i suoi compagni realizzarono il Manifesto federalista per un'Europa libera e unita mentre erano confinati sull'isola di Ventotene. Settant'anni fa, sei paesi hanno firmato il Trattato di Parigi che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, il primo passo concreto verso l'unità europea. Oggi l'Europa si trova ad affrontare un'epidemia che ha richiesto un coordinamento politico sopranazionale e un superamento dei nazionalismi e contemporaneamente è nel bel mezzo della crisi afgana.
Nel 1941, l'anno in cui Spinelli e Ernesto Rossi completarono nell'isola di Ventotene, dove erano confinati per antifascismo, il "Manifesto", l'Europa continentale era soggiogata dal nazismo. Nonostante la drammaticità del momento storico l'invito ai cittadini europei era comunque a "prepararsi per il nuovo mondo che sta venendo, che sarà tutto diverso da quello che abbiamo immaginato". Il Manifesto fu portato nel continente da Ursula Hirschmann e Ada Rossi, inizialmente ciclostilato e poi nel 1943 stampato e ristampato a Roma nel 1944 da Eugenio Colorni, arricchito di un suo contributo, in un quaderno dal titolo "Problemi della Federazione europea".
Ora la libreria dell'isola Ultima Spiaggia, che è diventata anche una casa editrice specializzata in pubblicazioni che raccontano Ventotene, ha pensato di riproporre il Manifesto in tre edizioni: italiano-inglese (con prefazione di Josep Borrell i Fontelles, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza), italiano-francese (con presentazione di Enrico Letta) e italiano-araba (con uno scritto di Emma Bonino). Sul sito www.istitutospinelli.it è possibile consultare la traduzione del Manifesto di Ventotene in tutte le lingue dell'Unione ma per il libraio editore Fabio Masi ristampare oggi il Manifesto proprio a Ventotene ha un significato speciale: è un tributo importante alla storia dell'isola e "un lavoro che guarda alla sua diffusione tra i giovani".
Viaggio nell'Europa dell'indipendenza
Il curatore dell'intero progetto Ultima Spiaggia e della collana Granelli di Sabbia è Nicola Vallinoto, attivista del movimento federalista europeo, che inevitabilmente quando lo contattiamo pensa all'Europa con un occhio all'attualità: "L'unico modo per risolvere grandi crisi internazionali è avere una politica estera unica. Reagendo al Covid l'Europa ha avuto uno scatto di reni, speriamo che con l'Afghanistan faccia altrettanto".