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Le mille sfumature degli abbracci a fumetti

La locandina della mostra Free Hugs da Enrico Pantani 
Parte da Jesi "Free Hugs" la mostra itinerante dedicata al più intimo dei contatti, oggi messo a dura prova dalla pandemia, con i lavori di una quarantina di disegnatori, da Gipi a Fior a Zuzu. Ognuno con un'interpretazione, uno sguardo, un tratto singolare e unico
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Una mostra itinerante che ne restituisce l’essenzialità, l’umanità irriducibile. Si intitola Free Hugs (“L’abbraccio a fumetti”) e ha avuto un prequel già da qualche giorno al Lido di Venezia, all’interno della Mostra d’arte cinematografica, con la proiezione (fino all’11 settembre) di tavole e contenuti testuali sugli spazi esterni della nuova Sala Laguna. Mille sfumature di sempre meravigliosi abbracci, a colori o in bianco e nero.

Da venerdì, con chiusura l’11 ottobre, la rassegna ha dimora fissa a Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con Acca (Accademia di comics, creatività e arti visive) e il Festival Pergolesi Spontini. Mentre a novembre migrerà al Paff! (Palazzo Arti Fumetto Friuli) di Pordenone. Liberi abbracci quanto mai graditi e auspicabili, di questi tempi. Da quando c’è il Covid, da simboli sommi d&rsqu…

Una mostra itinerante che ne restituisce l’essenzialità, l’umanità irriducibile. Si intitola Free Hugs (“L’abbraccio a fumetti”) e ha avuto un prequel già da qualche giorno al Lido di Venezia, all’interno della Mostra d’arte cinematografica, con la proiezione (fino all’11 settembre) di tavole e contenuti testuali sugli spazi esterni della nuova Sala Laguna. Mille sfumature di sempre meravigliosi abbracci, a colori o in bianco e nero.

Da venerdì, con chiusura l’11 ottobre, la rassegna ha dimora fissa a Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con Acca (Accademia di comics, creatività e arti visive) e il Festival Pergolesi Spontini. Mentre a novembre migrerà al Paff! (Palazzo Arti Fumetto Friuli) di Pordenone. Liberi abbracci quanto mai graditi e auspicabili, di questi tempi. Da quando c’è il Covid, da simboli sommi d’amore e amicizia e prossimità emotiva che erano, si sono capovolti radicalmente di senso. E così oggi significano pericolo, allarme rosso, contaminazione, eresia. Si spera ancora per poco.

Grazie Scusa di Kalina Muhova 

«Free Hugs vuole essere l’attesa di un abbraccio reale, lo spazio in cui riflettere su questo atto ora per necessità negato, esplorarne le declinazioni, tentare di provarne il calore» spiegano gli organizzatori. Tutte le declinazioni dell’abbraccio, a fumetti. «Per il fumetto, arte di corpi che disegnano e raccontano corpi, la rappresentazione dell’abbraccio è un luogo necessario e cruciale. Vi troviamo indagate le diverse emozioni che possono dare sostanza a un abbraccio: l’affetto o il desiderio, la disperazione o la gioia, fino a disegnare abbracci impossibili, negati dall’assenza o accesi dalla fantasia».

Dal racconto intimo ai supereroi, dall’avventura alla sperimentazione visiva: in mostra oltre sessanta tavole originali di più di quaranta artisti, diversi per stile, poetica, tecnica, provenienza, generazione. A cominciare da un gruppo di autori contemporanei cooptati tra maestri acclamati come Gipi, Manuele Fior e Davide Reviati e next big thing del mondo graphic novel del calibro di Zuzu, Antonio Pronostico e Alice Socal.

È proprio una tendenza montante in questi ultimi anni la centralità dell’abbraccio nella narrativa disegnata, in rotta con le convenzioni del fumetto classico. Ecco così l’humour abrasivo di Maicol e Mirco, la riscrittura dell’immaginario fantascientifico di LRNZ, l’intimismo sofisticato di Bianca Bagnarelli, matita del New York Times. Presenti in blocco in un’esposizione che può fregiarsi anche delle opere di titani internazionali come Will Eisner, Frank King, Frank Robbins, Bill Sienkiewicz e il nostro Jacovitti.

Alice Socal 

E visto che «nel fumetto immagine e racconto sono legati indissolubilmente, si è data priorità alla selezione di intere sequenze piuttosto che alle singole tavole. Il visitatore si troverà perciò di fronte a piccoli racconti disegnati: spesso frammenti di storie più grandi, eppure in grado di provocare emozioni complesse». Come gli abbracci. Non mancheranno eventi e attività collaterali, tra incontri e laboratori per giovanissimi, Masterclass, visite guidate e in streaming. La curatela è affidata a Alessio Trabacchini, critico, editor e docente alla Acca Academy di Roma, in collaborazione con Giulio De Vita, fumettista di fama transnazionale.

Yvan Alagbe 

L’epidemia li ha scacciati dal paradiso degli affetti, condannandoli alla dannazione del “distanziamento sociale”? Lunga vita agli abbracci, la storia dell’arte ne è piena: pensiamo per esempio alla Pietà di Michelangelo, o a La Danse à Bougival di Renoir. Quelle effusioni pudiche ma estatiche tra due ragazzi dell’epoca, stretti – altra blasfemia corrente - in una pista da ballo. «C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato, per quanta emozione provi, dove il tempo si ferma e non hai più l’età; quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare… Da lì fuggir non potrò poiché la fantasia d’incanto risente il nostro calore e no… non permetterò mai ch’io possa rinunciar a chi d’amor mi sa far volar» (Alda Merini, “Tra le tue braccia”).