Festival di Mantova, Rebecca Solnit rifiuta di parlare con Marina Terragni
dalla nostra inviata Raffaella De Santis , dalla nostra inviata Raffaella De SantisMANTOVA - Cambio di programma: Rebecca Solnit si rifiuta di parlare con Marina Terragni, la giornalista e blogger che avrebbe dovuto intervistarla. Era previsto un collegamento video, Solnit dagli Stati Uniti e Terragni presente a Mantova. Ma a ridosso dell'incontro di Piazza Castello il confronto è saltato. A quanto pare su richiesta dell'attivista americana. Sul palco al posto di Terragni ha aperto la serata la bibliotecaria Elisa Riccadonna, da molti anni collaboratrice del festival. Insieme a lei la traduttrice Marina Astrologo. All'origine dell'incidente, quella che Solnit ha definito sinteticamente una "distanza di posizioni".
Durante lo speech, Solnit non ha accennato alla questione. Ha parlato invece delle di donne e delle loro voci e di come il patriarcato le abbia trascurate. "Tra le diseguaglianze più preoccupanti - ha detto - c'è la diseguagl…
MANTOVA - Cambio di programma: Rebecca Solnit si rifiuta di parlare con Marina Terragni, la giornalista e blogger che avrebbe dovuto intervistarla. Era previsto un collegamento video, Solnit dagli Stati Uniti e Terragni presente a Mantova. Ma a ridosso dell'incontro di Piazza Castello il confronto è saltato. A quanto pare su richiesta dell'attivista americana. Sul palco al posto di Terragni ha aperto la serata la bibliotecaria Elisa Riccadonna, da molti anni collaboratrice del festival. Insieme a lei la traduttrice Marina Astrologo. All'origine dell'incidente, quella che Solnit ha definito sinteticamente una "distanza di posizioni".
Durante lo speech, Solnit non ha accennato alla questione. Ha parlato invece delle di donne e delle loro voci e di come il patriarcato le abbia trascurate. "Tra le diseguaglianze più preoccupanti - ha detto - c'è la diseguaglianza di credibilità, che per molto tempo ha portato al silenziamento preventivo delle donne". Solnit ha poi sottolineato che la "democrazia delle voci" si basa su tre elementi: "udibilità, credibilità e importanza". Sono questi tre aspetti della voce che meritano di rivendicare un'uguaglianza di trattamento, perché le disparità generano violenza. Infine l'annuncio di un nuovo libro in lavorazione su Orwell, dedicato alla natura del potere (e qui ha parlato di Trump e delle sue menzogne). La conclusione è stata sulle parole di Hannah Arendt: un invito a stare ai "fatti" e ricordandosi di distinguere sempre tra "vero" e "falso".
Nelle stesse ore Marina Terragni scriveva sul suo account Twitter questo post: "Dovevo intervistare Solnit al Festivaletteratura di Mantova ma 24 ore prima lei ha disdetto, farà uno speech senza contraddittorio. Perché io sono 'transfobica'". Terragni allega quindi le domande che avrebbe voluto farle e dice "giudicate voi".
Un comunicato ufficiale del Festivaletteratura arrivato in serata ha fornito qualche elemento in più: "Come da sempre nella sua storia, il Festivaletteratura mette a confronto voci e posizioni differenti per aprireil dibattito e trovare nuove vie di dialogo su temi che profondamente influenzano l'evoluzione della società in cui viviamo. Con questo spirito è stata invitata la scrittrice e attivista statunitense Rebecca Solnit, che doveva collegarsi da remoto per un dialogo con la giornalista e scrittrice Marina Terragni. Trattandosi di un incontro a distanza e con l'intermediazione della traduzione, nelle ultime ore Solnit ci ha comunicato di preferire la formula della lectio magistralis a quella del dibattito, data la complessità dei temi e la distanza delle posizioni degli interlocutori. Festivaletteratura ha quindi ritenuto di accogliere le istanze dell'ospite per garantire le condizioni ideali per il suo intervento".
Solnit ha raggiunto la popolarità grazie al saggio Gli uomini mi spiegano le cose. L'ultimo suo libro pubblicato da Ponte alle Grazie è Ricordi della mia inesistenza, un saggio autobiografico in cui l'autrice racconta la sua giovinezza californiana e la storia del suo attivismo.