Distruttivo, inarrestabile, irreversibile, senza scopo, auto-generato: questo è il carattere del fuoco. Ma cosa è esattamente? Una sostanza, una qualità, una causa, un effetto? Per gli antichi era uno degli elementi primari di cui è composto il mondo. Per i cosmologi egizi, greci e persiani la forza principale dell’universo. La grande fortuna della Terra, a detta dell’antropologo e biologo Richard Wrangham, è stata quella di avere il fuoco, ovvero di disporre di materiale verde caldo e secco che fa una cosa straordinaria: brucia e fornisce calore e luce senza i quali la nostra specie sarebbe costretta a vivere come gli altri animali. Il grande devastatore è stato anche il nostro primo alleato. Charles Darwin in L’origine dell’uomo e la selezione sessuale (1871) scrive che è la più importante scoperta fatta dall’uomo dopo il linguaggio. Il fuoco è all’origine della stessa Terra, poich&eac…
Distruttivo, inarrestabile, irreversibile, senza scopo, auto-generato: questo è il carattere del fuoco. Ma cosa è esattamente? Una sostanza, una qualità, una causa, un effetto? Per gli antichi era uno degli elementi primari di cui è composto il mondo. Per i cosmologi egizi, greci e persiani la forza principale dell’universo. La grande fortuna della Terra, a detta dell’antropologo e biologo Richard Wrangham, è stata quella di avere il fuoco, ovvero di disporre di materiale verde caldo e secco che fa una cosa straordinaria: brucia e fornisce calore e luce senza i quali la nostra specie sarebbe costretta a vivere come gli altri animali. Il grande devastatore è stato anche il nostro primo alleato. Charles Darwin in L’origine dell’uomo e la selezione sessuale (1871) scrive che è la più importante scoperta fatta dall’uomo dopo il linguaggio. Il fuoco è all’origine della stessa Terra, poiché il pianeta agli inizi era una forma incandescente liquefatta che progressivamente s’è raffreddata, e tuttora contiene un suo nucleo incandescente.
È con il fuoco che comincia l’Età del vapore. Il fuoco alimenta le industrie e gli esiti della combustione del legno e del carbone modificano l’aria e la vita di tutti gli abitanti. La produzione della forza a vapore necessita investimenti più grandi dell’energia idraulica ed eolica; eppure acqua e vento cedono il passo alle fiamme delle caldaie. Poi anche la forza-vapore declinò. Subentrarono il petrolio, il gas e l’l’elettricità. Del fuoco, che pure arde ancora nelle case, si fece via via un uso più discreto, ricorda Goudsblom.
Nel 1852 uno svedese, Johan Lundström inventò il “fiammifero di sicurezza”, che s’accendeva solo se strofinato contro la scatola. Prometeo andò in pensione: il fuoco stava nelle tasche di ciascuno. Anche l’illuminazione divenne visibilmente invisibile: non più una fiamma che ardeva. Il dio per cui splende il Paradiso e arde l’Inferno, divinità terribile e insieme buona, descritta da Bachelard, s’è ecclissato. La mitologia dell’energia ha così preso il posto dell’energia del fuoco all’apparenza pulita: il Prometeo postmoderno ci dona ora un’energia fredda. A Chernobyl, vicino alla palazzina di comando delle centrali nucleari, ora spente, c’è la sua statua. Il fuoco invisibile è volato via.
6.fine