Le donne di Dante rilette dalle scrittrici
di Antonio Monda , di Antonio MondaLa Commedia delle donne è il libro che Marina Sagona ha ideato invitando nove scrittrici a scrivere altrettanti saggi che commentano i suoi disegni ispirati alle figure femminili della Divina Commedia. Pubblicato in Italia da Longo editore in collaborazione con il Festival di Ravenna grazie all’intuizione di Sebastiana Nobili, il testo raccoglie scritti di Nicole Krauss, Judith Thurman, Sophie Gee, Jhumpa Lahiri, Carol Muske-Dukes, Alice Sebold, Leslie Jamison, Claire Messud, Anna Funder e due prefazioni di Martino Marazzi e Colum McCann. I disegni, che riescono a cogliere con acume l’intimità delle donne immortalate, rappresentano «un autoritratto, ma sono al tempo stesso anche tutte le donne, tutte noi, nelle varie fasi della nostra vita».
La sensazione immediata è quella di una grande eleganza formale, ma analizzandoli con attenzione si intuisce che riflettono un sofferto percorso esistenziale: «Un viaggio attraverso gli inferi de…
La Commedia delle donne è il libro che Marina Sagona ha ideato invitando nove scrittrici a scrivere altrettanti saggi che commentano i suoi disegni ispirati alle figure femminili della Divina Commedia. Pubblicato in Italia da Longo editore in collaborazione con il Festival di Ravenna grazie all’intuizione di Sebastiana Nobili, il testo raccoglie scritti di Nicole Krauss, Judith Thurman, Sophie Gee, Jhumpa Lahiri, Carol Muske-Dukes, Alice Sebold, Leslie Jamison, Claire Messud, Anna Funder e due prefazioni di Martino Marazzi e Colum McCann. I disegni, che riescono a cogliere con acume l’intimità delle donne immortalate, rappresentano «un autoritratto, ma sono al tempo stesso anche tutte le donne, tutte noi, nelle varie fasi della nostra vita».
La sensazione immediata è quella di una grande eleganza formale, ma analizzandoli con attenzione si intuisce che riflettono un sofferto percorso esistenziale: «Un viaggio attraverso gli inferi della depressione, il purgatorio della battaglia quotidiana contro questa malattia e un punto d’arrivo dove la morsa della malattia stessa si fa meno pressante, dove la vita, se non proprio paradisiaca, diventa possibile e piacevole».
I testi, tradotti da Tiziana Lo Porto, ribadiscono questa chiave personale, perché ognuna ha scelto la donna con cui dialogare per raccontare qualcosa che è personale e universale. Judith Thurman, che ha scelto Francesca, sottolinea come a lei e Paolo spetti «un’eternità di dolore, ma anche di fedeltà e solidarietà». Nicole Krauss, che ha optato per Lia, riflette sul rapporto con la sorella Rachele: «O amiamo Rachele, che era bella e desiderata e lottò per concepire, o amiamo Lia con i suoi occhi fragili, o con gli occhi stanchi per il pianto perché è destinata a sposare un bruto, che era indesiderata, che sarebbe stata ignorata, ma che ingannò Giacobbe e generò una nazione».
Immortalità e ineluttabilità sono due tratti del libro, e Claire Messud, che ha scelto Beatrice, scrive a riguardo un passaggio illuminante: «È un peccato che sia dovuta morire prima che potessi parlare a cuore aperto ed essere me stessa». Ma è Anna Funder, che riflette su Maria, a evidenziare che il terzo elemento che rende prezioso questo libro sia la sincerità: «io non credo in Dio, anche se mi mette a disagio dirlo, quasi come mi metterebbe a disagio dire che ci credo».
Lungo questo viaggio artistico ed esistenziale, le scrittrici si mettono a nudo con l’artista, rispecchiandosi nelle creazioni di Dante, e ottenendo quello che Tolstoj ammirava nell’arte quando è autenticamente compiuta: «permettere ai vivi di prolungare le fantasie dei morti».