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Steven Pinker: "La razionalità salverà il mondo"

Steven Pinker 
Il saggio dello psicologo cognitivo per difendersi dalle fake news e ridare fiducia alle istituzioni
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La razionalità è assediata da post verità, faziosità e mancanza di fiducia nelle istituzioni che dovrebbero analizzare i fatti e fornire una versione condivisa della realtà. Lo psicologo cognitivo di Harvard, Steven Pinker, viene in soccorso della ragione con il suo Razionalità - una bussola per orientarsi nel mondo (Mondadori), saggio dove condivide i temi di alcune sue lezioni che parlano di statistica, probabilistica e psicologia tanto quanto di cultura della cancellazione e ruolo dei media. E in cui il destino della ragionevolezza è affidata al lavoro collettivo. Con uno sguardo ottimista sul progresso.


Lei scrive che "la razionalità emerge da una comunità di persone che ragionano e che individuano i reciproci errori". Si pensava che i social media avrebbero fornito proprio questo genere di piattaforma. Cos'è andato storto?
"Non sono state applicate regole adatte alla nascita di una comunit&…

La razionalità è assediata da post verità, faziosità e mancanza di fiducia nelle istituzioni che dovrebbero analizzare i fatti e fornire una versione condivisa della realtà. Lo psicologo cognitivo di Harvard, Steven Pinker, viene in soccorso della ragione con il suo Razionalità - una bussola per orientarsi nel mondo (Mondadori), saggio dove condivide i temi di alcune sue lezioni che parlano di statistica, probabilistica e psicologia tanto quanto di cultura della cancellazione e ruolo dei media. E in cui il destino della ragionevolezza è affidata al lavoro collettivo. Con uno sguardo ottimista sul progresso.


Lei scrive che "la razionalità emerge da una comunità di persone che ragionano e che individuano i reciproci errori". Si pensava che i social media avrebbero fornito proprio questo genere di piattaforma. Cos'è andato storto?
"Non sono state applicate regole adatte alla nascita di una comunità razionale. Nei social media s'incoraggia l'amplificazione istantanea, non la verifica. Al contrario, su Wikipedia, dove una comunità no-profit che non dipende dai like valuta ciò che viene pubblicato, c'è un impegno per l'obiettività e la verità poiché la sua reputazione dipende dall'accuratezza, non dalla popolarità. Non basta avere canali di comunicazione. Quando nacque la rotativa, sui primi giornali stampati si diffusero moltissime fake news e sciocchezze sulla vita su Marte e mostri a due teste nel Mediterraneo. Divennero un medium che promuove la razionalità solo quando le redazioni applicarono codici di etica giornalistica e verifica di fatti e virgolettati, focalizzando la propria reputazione sull'accuratezza invece che su storie inventate".


Che ruolo possono avere mondo accademico, scienza, giornalismo, governo e sistema giuridico nel contenere le idee complottistiche irrazionali?
"Instaurare la fiducia in istituzioni responsabili come agenzie governative, giornali e università è importante. La maggioranza deve avere fiducia nelle fonti che smascherano i falsi complotti. Ma se queste istituzioni vengono percepite come appartenenti all'ala politica della sinistra, alieneranno le persone che sono di destra. E viceversa. Dev'esserci quindi un impegno cospicuo verso l'obiettività, la neutralità e la verità. Bisogna spiegare con i dati perché si crede che i complotti siano falsi. Non funzionerà sempre perché c'è chi lega fortemente la propria identità a un complotto che non lascerà andare mai. Le contro argomentazioni funzionano con chi può ancora essere persuaso dai fatti reali perché non si identifica del tutto nei complotti, ma è disposto ad ascoltare. C'è speranza, perché nei secoli il numero di persone che crede nei miracoli è diminuito, mentre è aumentato il numero di chi crede nella realtà scientifica".


Però il pensiero critico è assediato da quello che lei chiama il pensiero myside, "della mia fazione". Come si può aumentare la percentuale di persone razionali?
"Bisogna insegnare il pensiero critico nelle scuole. Alle elementari si deve insegnare il pensiero statistico e istruire all'uso dei media. Devono esserci più regolamentazioni sull'obiettività nelle università, nei dibattiti governativi e nel giornalismo. Le persone devono sostenere le loro opinioni con i fatti comprovati ed essere aperte a cambiare idea, evitando di criticare l'avversario invece che le sue posizioni. Infine, dobbiamo rafforzare le istituzioni che sostengono la razionalità come il giornalismo obiettivo, le università con libertà d'espressione e le agenzie governative che usano i fatti per motivare le loro politiche".


Il problema del giornalismo è che sembra che l'obiettività, al momento, non venda così tanto. Come si fa ad andare contro le forze del mercato?
"I giornalisti e i giornali devono fare profitti. Non c'è niente di sbagliato. Ma non ad ogni costo. Giornali e altri media sacrificano già lettori in cambio di accuratezza, non pubblicando voci infondate e proteggono la privacy delle vittime dello stupro. Dunque, fanno scelte che sembrano danneggiare economicamente il giornale, ma che a lungo termine sono vantaggiose perché tutelano reputazione ed etica giornalistica. Non è troppo chiedere che i media sacrifichino un po' di profitti per il bene collettivo, tramite più accuratezza e meno faziosità".


Ma qual è la relazione tra moralità e razionalità?
"Nel momento in cui entri in dialogo con qualcun altro, e il tuo benessere diventa dipendente da quel che fanno, ecco che ciò rende la moralità, nel senso di equità e imparzialità, la cosa più razionale. Non puoi insistere che qualcuno ti tratti nel modo in cui non sei disposto a trattare loro. Quella stessa reversibilità di prospettiva è davvero il principio fondante della moralità, così come lo è della razionalità".


Lei sostiene ci sia stato un progressivo impatto positivo della razionalità. Ma osservando nazioni soccombere al fanatismo religioso in Asia o il ritorno di razzismo e fobie irrazionali è difficile credere ci sia stato un vero progresso...
"Il fatto che esistano ancora guerra, razzismo, povertà estrema, analfabetismo e malattie non significa che si stiano rafforzando. Spesso stanno diminuendo, anche se non sono scomparsi. Nel caso delle credenze religiose, spesso i politici più fanatici conquistano il potere, come è stato il caso di Donald Trump sostenuto dai protestanti evangelici. Ma il livello delle credenze religiose è invece diminuito".


Lei scrive che non ci siamo evoluti come scienziati intuitivi, ma come avvocati intuitivi che litigano per avere ragione invece che perseguire una verità razionale. Perché ci affidiamo alle nostre impressioni invece che verificare i fatti?
"Per la stessa ragione per la quale non riusciamo a rinunciare allo zucchero, al sale e ai grassi. È iscritto nel nostro Dna da centinaia di migliaia di anni di evoluzione. Il nostro miglior consenso scientifico e i nostri migliori dati statistici sono conquiste recenti e cognitivamente non vengono naturali. Dobbiamo impararle a scuola, devono affiorare nelle nostre conversazioni, nei nostri modi di leggere, perché viene sempre più naturale affidarsi agli aneddoti, alle narrative, alle immagini e alle superstizioni della propria tribù".

 

Il libro

Razionalità di Steven Pinker (Mondadori. Traduzione di Massimo Parizzi, pagg. 384 euro 32)