Arthur Miller
di Antonio Monda , di Antonio MondaMi chiamo Arthur Miller, e non c’è nessuno che rinunci a fare una battuta appena sente il mio nome. Certo, io ho peggiorato le cose decidendo di fare lo scrittore, ma non sapete cosa significhi quando mi fanno capire con l’accenno di un sorriso che non ho mai pubblicato un libro, e sono un usurpatore del mio stesso nome.
C’è chi mi chiede se sto scrivendo un nuovo capolavoro, chi mi fa strizzatine d’occhio alludendo a Marilyn, chi mi dice credevo fossi morto, e poi scoppia a ridere felice per questa battuta immortale. Contenti loro.
Esiste poi una categoria che pensa che io sia l’altro Arthur Miller, quello vero, come mi disse un giorno una signora. È sempre educativo scoprire a che livello può arrivare l’ignoranza, ma il massimo l’ha raggiunto un tipo, che dopo molti giri di parole, mi ha chiesto da uomo a uomo, com’era?
Alludeva a Marilyn, ovviamente, e voleva sapere come fosse a letto. Gli ho fatto capir…
Mi chiamo Arthur Miller, e non c’è nessuno che rinunci a fare una battuta appena sente il mio nome. Certo, io ho peggiorato le cose decidendo di fare lo scrittore, ma non sapete cosa significhi quando mi fanno capire con l’accenno di un sorriso che non ho mai pubblicato un libro, e sono un usurpatore del mio stesso nome.
C’è chi mi chiede se sto scrivendo un nuovo capolavoro, chi mi fa strizzatine d’occhio alludendo a Marilyn, chi mi dice credevo fossi morto, e poi scoppia a ridere felice per questa battuta immortale. Contenti loro.
Esiste poi una categoria che pensa che io sia l’altro Arthur Miller, quello vero, come mi disse un giorno una signora. È sempre educativo scoprire a che livello può arrivare l’ignoranza, ma il massimo l’ha raggiunto un tipo, che dopo molti giri di parole, mi ha chiesto da uomo a uomo, com’era?
Alludeva a Marilyn, ovviamente, e voleva sapere come fosse a letto. Gli ho fatto capire che era indimenticabile, anche meglio di quanto si potesse desiderare. Una volta che hai avuto una donna come quella, le altre non esistono.
E quello che ho pensato quella notte, solo nel mio letto. Ho immaginato che facevamo l’amore e che lei chiamasse il nome del marito, che è anche il mio. Aveva la gonna di Quando la moglie è in vacanza, quella che si alza con lo sbuffo della metropolitana.
Poi ho pensato che oggi avrebbe quasi cento anni, e che forse è un bene andarsene via quando si è ancora belli.
Ha sposato il vero Arthur Miller perché era uno scrittore di successo, ma io il mio nome me lo tengo stretto, anche se sono quello falso.