Associazione Italiana Editori: l'editoria nel nostro paese resiste ed è boom del digitale
di Raffaella De Santis , di Raffaella De SantisBuone notizie per i libri: il mercato nel 2020 ha resistito nonostante le condizioni avverse e la pandemia. Con un fatturato di 3.056 milioni di euro, l'editoria italiana guadagna uno 0,1% sull'anno precedente. Non è molto, è pochissimo, ma visto il periodo questa sostanziale tenuta equivale a una vittoria, perché significa che gli editori hanno saputo reagire e adeguare l'offerta al momento difficile.
L'associazione italiana editori (Aie) ha presentato il Rapporto sullo stato dell'editoria durante la Fiera di Francoforte, dopo aver reso noti qualche giorno fa al Salone di Torino i dati incoraggianti del mercato di varia nei primi mesi del 2021. La comunicazione contiene un altro elemento che segna il passo: la cancellazione delle fiere e le difficoltà di spostamento dovute al Covid, non hanno impedito di migliorare le prestazioni all'estero. L'export è in crescita dello 0,2% rispetto al 2019 e il 12% delle novit&ag…
Buone notizie per i libri: il mercato nel 2020 ha resistito nonostante le condizioni avverse e la pandemia. Con un fatturato di 3.056 milioni di euro, l'editoria italiana guadagna uno 0,1% sull'anno precedente. Non è molto, è pochissimo, ma visto il periodo questa sostanziale tenuta equivale a una vittoria, perché significa che gli editori hanno saputo reagire e adeguare l'offerta al momento difficile.
L'associazione italiana editori (Aie) ha presentato il Rapporto sullo stato dell'editoria durante la Fiera di Francoforte, dopo aver reso noti qualche giorno fa al Salone di Torino i dati incoraggianti del mercato di varia nei primi mesi del 2021. La comunicazione contiene un altro elemento che segna il passo: la cancellazione delle fiere e le difficoltà di spostamento dovute al Covid, non hanno impedito di migliorare le prestazioni all'estero. L'export è in crescita dello 0,2% rispetto al 2019 e il 12% delle novità editoriali trovano uno sbocco fuori dall'Italia. Nel 2001 era il 4% dei titoli, segno che stiamo diventando bravi a invogliare con le nostre proposte. Forse è vero che abbiamo imparato a pensare in chiave internazionale. La vendita dei diritti nel 2020 è stata pari a 8586 opere. L'editoria si conferma prima industria culturale del Paese con oltre tre miliardi di giro d'affari, terza in Europa dietro a Germania e Regno Unito
"Il Rapporto sullo stato dell'editoria che presentiamo oggi alla Buchmesse di Francoforte - ha commentato il presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi - conferma il buono stato di salute della nostra industria ma, soprattutto, il suo appeal all'estero. Siamo felici di poter presentare questi numeri qui a Francoforte, dove il nostro Paese sarà ospite d'onore nel 2024, un evento a cui stiamo lavorando già oggi e che avrà un ruolo fondamentale per far conoscere ancora di più la cultura italiana nel mondo".
Che sale chi scende
Il boom del digitale ha contribuito naturalmente a questo risultato: la crescita di ebook, audiolibri e banche dati (che appartengono all'editoria professionale e universitaria) è nel 2020 del 10,9% (430,2 milioni di euro). Concentrandoci sulla varia, nel trade la vendita degli ebook aumentano addirittura del 37% e del 94% quelle di audiolibri. La lettura e l'ascolto digitale valgono insieme il 7,4% del mercato contro il 5,3% dell'anno precedente. L'eredità del Covid è anche questa. Le considerazioni possono essere molte, a cominciare da un timore per la sopravvivenza delle librerie fisiche. Questo anno ha segnato uno stravolgimento nell'equilibrio dei canali di vendita, con le librerie online che passano dal 27% del mercato di varia al 43%. Tra gli effetti positivi, l'Aie sottolinea una valorizzazione dei titoli del catalogo e una riduzione del peso dei bestseller. I titoli commercialmente vivi, anche grazie al digitale, sono 1,26 milioni, in crescita del 4,5%.
Si difende bene anche la varia, cioè i romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online della grande distribuzione, che segna un +0,3% e le cui vendite sono stabili su 1,43 miliardi. In calo invece del 3,5% i libri scolastici adottati dalle scuole (742 milioni) ma era prevedibile dopo le restrizioni del Covid e la didattica e distanza.
La produzione
Meno novità a stampa e più libri digitali, dunque. Soffre la carta: nel settore di varia sono state pubblicate 69.608 novità, in diminuzione del 5,6%; nella scolastica il calo è del 10,3%. Contemporaneamente, però, gli ebook crescono del 7,2%, raggiungendo quota 52.273. I numeri risentono naturalmente dello stop del primo lockdown, quando i libri di carta scesero di colpo a -59% e gli ebook impennarono a +21%. L'altra notizia è che a leggere digitale non sono più solo i giovani ma anche le altre fasce di età.
Il calo nella produzione di libri di carta ha investito sia romanzi che saggistica ma in modo disomogeneo: la narrativa registra -4% e la nonfiction specialistica -1,6%, mentre vanno peggio la nonfiction pratica (-11,9%) e i bambini e ragazzi (-7,2%). La nonfiction in generale scende a -7,2%.
Internazionalizzazione
Se va bene l'export, frenano le importazioni: sono state 9.127 le opere degli autori stranieri acquistate dagli editori italiani, in calo del 5,4%. Un tempo compravamo molto all'estero e vendevamo poco. Negli ultimi anni il trend sta invertendosi. Al momento si va verso il pareggio tra esportazioni e importazioni: negli ultimi 19 anni le prime sono cresciute con un tasso medio annuo quasi del 20%, le seconde del 4,3%. Trainanti il settore della saggistica, quello dei bambini e ragazzi e degli illustrati.