✕

Berlino, tre sorelle e il dopoguerra: tutti pazzi per le serie storiche. Parla la scrittrice Brigitte Riebe

La scrittrice tedesca Brigitte Riebe: è nata a Monaco di Baviera nel 1953 
L'autrice tedesca racconta gli anni della ricostruzione attraverso le vicende di una famiglia, tra capitalismo e comunismo. "Il successo delle saghe? È l'effetto tv. Non abbiamo più la pazienza di aspettare mesi per il volume successivo"
6 minuti di lettura

Tre sorelle che conosciamo bambine e vediamo crescere sotto i nostri occhi; lo scintillante mondo della moda (sebbene un po' offuscato negli anni dell'immediato dopoguerra); una città ricca di suggestioni, ieri e oggi, come solo Berlino sa essere e, sopra ogni cosa, la mano della grande Storia, che tutto fa e disfa. Potrebbero essere questi, in estrema sintesi, gli ingredienti giusti per decretare il successo di una nuova trilogia al femminile - anzi una quadrilogia come scopriremo nel corso di questa intervista - Le sorelle del Ku'damm (oltre 200mila copie vendute in Germania), che i lettori italiani hanno iniziato a conoscere e amare con il primo capitolo Una vita da ricostruire (10mila le copie vendute sinora), portato in Italia da Fazi qualche mese fa, seguito ora da Giorni felici. Mentre nei prossimi mesi arriverà il terzo atteso episodio. A firmarla è la prolifica scrittrice tedesca Brigitte Riebe, 68 anni, una formazione da storica e un passato …

Tre sorelle che conosciamo bambine e vediamo crescere sotto i nostri occhi; lo scintillante mondo della moda (sebbene un po' offuscato negli anni dell'immediato dopoguerra); una città ricca di suggestioni, ieri e oggi, come solo Berlino sa essere e, sopra ogni cosa, la mano della grande Storia, che tutto fa e disfa. Potrebbero essere questi, in estrema sintesi, gli ingredienti giusti per decretare il successo di una nuova trilogia al femminile - anzi una quadrilogia come scopriremo nel corso di questa intervista - Le sorelle del Ku'damm (oltre 200mila copie vendute in Germania), che i lettori italiani hanno iniziato a conoscere e amare con il primo capitolo Una vita da ricostruire (10mila le copie vendute sinora), portato in Italia da Fazi qualche mese fa, seguito ora da Giorni felici. Mentre nei prossimi mesi arriverà il terzo atteso episodio. A firmarla è la prolifica scrittrice tedesca Brigitte Riebe, 68 anni, una formazione da storica e un passato da editor, con numerosi romanzi al suo attivo (molti scritti anche sotto pseudonimo) in cui riporta in vita la storia dei secoli scorsi.

E qui non fa eccezione, solo che sotto i riflettori, accuratamente ricostruiti con tanto di cronologia dettagliata a fine libro, ci sono i decenni del Novecento a partire dall'immediato dopoguerra, con un breve prologo che ci porta negli anni Trenta. Ciascuno dei romanzi, che di volta in volta riprende e completa la storia della famiglia Thalheim, accompagnandoci avanti con gli anni e sciogliendo spesso nodi lasciati irrisolti nel libro precedente, mette al centro una delle sorelle: dapprima la saggia e accorta Rike, poi la più volitiva Silvie... Ma tutti gli altri personaggi sono ottimi comprimari e soprattutto in questi libri ritroviamo "ritratta meravigliosamente la forza di Berlino, il suo essere crogiolo di destini", come le ha giustamente riconosciuto la sua collega, coetanea e conterranea Carmen Korn, anche lei autrice di una trilogia storica di successo (Jahrhundert o Trilogia del secolo, portata nel nostro Paese sempre dall'editore Fazi).

Con il ritmo serrato di una serie tv, toni (neppure troppo) velatamente femministi e un'attenzione costante alla ricostruzione storica, la saga della famiglia Thalheim - oltre alla primogenita Rike e a Silvie, abbiamo il fratello gemello Oskar e poi la più piccola Flori, avuta dal secondo matrimonio del padre imprenditore, senza dimenticare Miri, che è come una sorella per le protagoniste - tocca temi dolorosi come una guerra e le sue conseguenze, il nazismo e il comunismo, in un perfetto equilibrio però tra fiction e realtà.

Come ci è riuscita?
"È stato un vero e proprio lavoro di ricerca; dovreste vedere gli scaffali nel mio studio: file e file di libri su Berlino! Per ogni volume della saga, ho evidenziato gli eventi storici più importanti di quel periodo - e mi sono accorta di quante cose abbiamo dimenticato, per questo c'è una cronologia alla fine di ogni volume - e poi ho cercato il modo migliore per integrarli con lo sviluppo dei vari personaggi, cercando di evitare che risultassero troppo didascalici. In alcuni casi è venuto naturale, in altri ho dovuto 'limare' alcuni aspetti prima che funzionassero. Per me era importante dare l'impressione che i personaggi vivessero come persone reali a Berlino, nel bel mezzo di quello che stava succedendo".

Perché Berlino?
"Dopo la Seconda guerra mondiale, in nessun'altra città tedesca i due grandi blocchi politici si sono scontrati così direttamente come a Berlino: era il luogo perfetto dove ambientare la storia della famiglia Thalheim. Quella che racconto è la storia di un grande magazzino di moda, quindi, se vogliamo, di un progetto puramente capitalistico. Mi è sembrato particolarmente importante creare un personaggio come Carl Thalheim, un uomo che condanna il nazismo e crede in una Germania diversa e migliore, ma che alla fine si ritrova a vivere in una nuova dittatura altrettanto disumana. A proposito: lo zio Carl è uno dei miei personaggi preferiti in tutti i volumi...".

Una vita da ricostruire è il primo capitolo della serie Le sorelle del Ku'damm di Brigitte Riebe  

E come è nata la saga?
"Tutto merito della mia agente. La casa editrice mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto scrivere una storia familiare in tre parti ambientata dopo la Seconda guerra mondiale e io ho accettato. È la prima trilogia della mia lunga vita di scrittrice, che nel frattempo, su richiesta dei lettori, è addirittura diventata una quadrilogia...".

Ma perché, secondo lei, oggi le serie anche in letteratura riscuotono tanto successo nel mondo? È l'influenza delle serie tv?
"Certamente! Sono tutti pazzi per le serie e nessuno ha la pazienza di aspettare che esca il volume successivo: prima, era normale che tra un volume e l'altro ci fosse un intervallo di un anno, adesso è quasi imperdonabile. Ma per scrivere un buon libro bisogna studiare e lavorare sodo. Questa frenesia a volte mi angoscia. Si può anche aspettare con trepidazione il volume successivo, non si deve divorare tutto in una volta! Anche perché io credo che riesci a goderti davvero la lettura solo se ti immergi completamente nell'opera; ma forse essendo nata a metà del secolo scorso sono un po' antiquata...".

I suoi libri hanno molto successo in Germania e ora anche in Italia. Cosa amano di più i lettori?
"Sono contenta che la saga dei Thalheim abbia avuto successo anche in Italia! Amo l'Italia e a volte penso di essere nata per sbaglio a Monaco di Baviera, circa 500 chilometri più a nord... (sorride, ndr). I lettori fanno il tifo per i Thalheim, alcuni addirittura si sentono membri di questa famiglia. Su Instagram ricevo messaggi anche dal pubblico italiano, mostrano tutti grande interesse per la storia tedesca attraverso i personaggi dei miei romanzi. Forse è una buona occasione per conoscere meglio e in modo diverso la Germania e magari liberarsi di qualche pregiudizio...".

Sebbene questa storia si riferisca a un luogo e un tempo ben precisi, è perfettamente in grado di parlare ai lettori di oggi. Forse perché tratta temi universali come la famiglia, le storie d'amore, la forza delle donne...
"La famiglia plasma e muove tutti noi, rappresenta le nostre radici, è il luogo dove cresciamo e dal quale poi spieghiamo le ali per andare nel mondo. Tutti sappiamo cos'è. L'amore? È il più grande mistero ancora irrisolto... Per quanto riguarda figure femminili forti invece, sia durante la guerra che nel dopoguerra, le donne hanno dovuto dare un grande contributo. Gli uomini erano caduti in battaglia, rinchiusi nei campi di prigionia, oppure tornavano a casa indeboliti, fragili. Come sarebbe stata la vita senza queste donne così forti? Molto, molto cupa... Negli anni Cinquanta, poi, sono state messe un po' da parte in tutti i settori della vita pubblica, hanno dovuto fare di nuovo spazio agli uomini e solo negli ultimi anni l'emancipazione femminile ha riconquistato terreno. Era ora! Per tanto tempo la storia è stata 'maschile', è giunto il momento di una storia delle donne".

Giorni felici è il secondo volume della serie Le sorelle del Ku'damm di Brigitte Riebe 

Le città italiane, la moda e il cibo italiano, Sandro e sua madre Antonia: c'è tanta Italia nei suoi romanzi. Perché?
"L'Italia è stata il grande amore della mia infanzia e lo è ancora. Quando avevo cinque anni i miei genitori mi ci hanno portato per la prima volta. Abbiamo trascorso le vacanze in una piccola località sull'Adriatico e mi sono innamorata subito di questo paese: il mare, il sole, il cibo, la gente così amichevole! Tornata a casa, durante l'inverno, a volte mi infilavo nel mio armadio, mi mettevo il cappello per il sole e succhiavo i nastri che sapevano ancora di sale. Chiudevo gli occhi ed esprimevo un desiderio: allora l'armadio scompariva e tornavo in Italia... Da allora vi sono ritornata molte volte, ho persino scelto italiano come materia facoltativa al liceo. In seguito ho viaggiato per il vostro meraviglioso paese, da nord fino all'estremo sud, ho visitato le Eolie, la Toscana e l'Umbria. È la mia meta preferita: da Monaco in due ore al massimo arrivo, se non c'è traffico al Brennero. L'Italia è una costante nella mia vita: noi tedeschi l'amiamo e io in particolar modo. Non potevo lasciarla fuori dalla saga dei Thalheim...".

Cos'altro mette di lei e della sua storia personale nei libri che scrive o nei suoi personaggi?
"I personaggi dei romanzi parlano la mia lingua, ma non sono me. Ciascuno di loro presenta diverse sfaccettature, alcune delineate consapevolmente, altre inconsciamente. Qui, in parte mi sono ispirata alla mia famiglia materna, dove c'erano tre sorelle, due molto vicine tra loro per età, e una terza più distante. Silvie ha il mio stesso amore per la lettura, Rike è molto brava con i numeri, cosa che a me manca del tutto, Flori ha un lato artistico che mi ha attratto fin dall'infanzia. Miri è il cuore della famiglia, diplomatica e autorevole, come vorrei essere io...".

Parliamo del suo modo di scrivere: dove scrive? Per quante ore al giorno?
"Scrivo a un grande tavolo nel mio studio, bello e luminoso, circondata da tutto il materiale di cui ho bisogno. Sono una piccola allodola, la mia giornata inizia molto presto: è in quel momento che sono più creativa. Ho bisogno di silenzio, di solito non sopporto la musica quando scrivo, ma per questi quattro romanzi (soprattutto per l'ultimo) è stato diverso: a volte ascoltavo la musica di quegli anni, mi dava la giusta ispirazione. Ogni tanto poi arriva Leo, il mio gatto nero come la pece, e si sdraia sulle pagine appena stampate, allora so che va tutto bene... Quanto tempo scrivo? Tanto. Scrivere buoni libri richiede molta pazienza e molto tempo, perché come un incisore di pietre preziose lucidi, pulisci, lucidi di nuovo... Da qualche settimana ho una scrivania che si può sollevare e posso scrivere anche stando in piedi, cosa che mi piace molto".

E quali scrittori ha preso a modello?
"Il mio romanzo preferito in assoluto è Madame Bovary, devo averlo letto almeno sei volte. Ma autori importanti per me sono anche Elsa Morante, Margaret Atwood, Patricia Highsmith... E poi sono una fan di T.C. Boyle, di Günter Grass, di Stefan Zweig e moltissimi altri... Leggere è come respirare. Leggo da quando avevo sei anni e non c'è niente al mondo che preferisco fare. Categorie come letteratura o intrattenimento per me sono irrilevanti. Esistono solo libri buoni e libri cattivi... Leggo, dunque sono".

 

I libri: Le sorelle del Ku'damm
1. Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe (Fazi, traduzione di Teresa Ciuffoletti e Nicola Vincenzoni, pagine 366, euro 17,50)
2. Giorni felici di Brigitte Riebe (Fazi, traduzione di Teresa Ciuffoletti e Nicola Vincenzoni, pagine 402, euro 18,50)