Boromir
di Antonio Monda , di Antonio MondaMi chiamo Boromir, e a scuola mi sfottevano tutti, perché nessuno aveva mai sentito un nome del genere. Io dicevo che era russo, e peggioravo le cose: divenni per tutti il Russian Nigger, e i miei vecchi compagni mi chiamano ancora così, contenti loro.
È stato mio padre a sceglierlo, perché era il suo personaggio preferito del Signore degli Anelli: da piccolo, mi leggeva il libro quando andavo a letto, ogni sera, e voleva che avessi la nobiltà, la lealtà e il coraggio del suo eroe. Mimava le battaglie e i momenti di festa, quelli in cui si insinua la paura e quelli in cui torna la speranza: “la vita è una lotta da affrontare ogni giorno senza perdersi d’animo” mi diceva, “non abbatterti per il sapore amaro della sconfitta, e non esaltarti per quello inebriante della vittoria: ogni volta che si cade si ricomincia da capo e ogni trionfo è effimero.”
Non sono mai stato tanto felice come quando mi legg…
Mi chiamo Boromir, e a scuola mi sfottevano tutti, perché nessuno aveva mai sentito un nome del genere. Io dicevo che era russo, e peggioravo le cose: divenni per tutti il Russian Nigger, e i miei vecchi compagni mi chiamano ancora così, contenti loro.
È stato mio padre a sceglierlo, perché era il suo personaggio preferito del Signore degli Anelli: da piccolo, mi leggeva il libro quando andavo a letto, ogni sera, e voleva che avessi la nobiltà, la lealtà e il coraggio del suo eroe. Mimava le battaglie e i momenti di festa, quelli in cui si insinua la paura e quelli in cui torna la speranza: “la vita è una lotta da affrontare ogni giorno senza perdersi d’animo” mi diceva, “non abbatterti per il sapore amaro della sconfitta, e non esaltarti per quello inebriante della vittoria: ogni volta che si cade si ricomincia da capo e ogni trionfo è effimero.”
Non sono mai stato tanto felice come quando mi leggeva quel libro a cui devo il mio nome, e quando si è ammalato ho cominciato a leggerglielo io, fino all’ultima sera, quando gli ho promesso che non lo avrei mai deluso.
E io le promesse le mantengo.
Quando ripenso a lui sento il fuoco che mi ha saputo passare. E sono pronto ad affrontare il mondo, anche se le vittorie si rivelano vuote: “la nostra grandezza si rivela proprio nel combattere comunque,” concludeva.
Ma Boromir guidava l’esercito di Gondor contro le forze di Sauron, e si scontrava con orchi e guerrieri: era l’ultimo baluardo di fronte alla prevalenza delle tenebre.
Usava l’arco e la spada, le mani ed il carisma, e non aveva paura di lottare, uccidere e morire, perché questa è la sorte dei guerrieri.
È la sorte che impone il mio nome, che ho sempre sognato e che questa vita mi nega.
Questa esistenza traditrice mi chiede di affrontare la mediocrità e la noia, mentre gli anni passano, vigliacchi.