Eureka! Le scoperte che hanno cambiato il mondo
di Maurizio Di Fazio , di Maurizio Di FazioLa scoperta del fuoco, quasi due milioni di anni fa, fu così nevralgica "da influenzare l'evoluzione umana, cambiando la nostra fisiologia e morfologia". Senza la ruota (5400 anni orsono), non sarebbero progrediti né i trasporti né l'agricoltura. In che modo ci siamo trasformati da ominidi pelosi in esseri dotati di humour e gusti raffinati? A proposito, sapete chi avrebbe detto la prima barzelletta? Duattromila anni fa, autore oscuro, testo non irresistibile: "Quando il leone arriva al recinto delle pecore, il cane indossa il suo guinzaglio migliore". Restano privi di identità (quasi) tutti i diciassette straordinari individui primitivi, vissuti prima dell'invenzione della scrittura, protagonisti di questo libro pubblicato in Italia da Il Saggiatore.
Eureka! Storia avventurosa delle scoperte, invenzioni e prime volte che hanno cambiato l'umanità, di Cody Cassidy, è una raccolta ragionata …
La scoperta del fuoco, quasi due milioni di anni fa, fu così nevralgica "da influenzare l'evoluzione umana, cambiando la nostra fisiologia e morfologia". Senza la ruota (5400 anni orsono), non sarebbero progrediti né i trasporti né l'agricoltura. In che modo ci siamo trasformati da ominidi pelosi in esseri dotati di humour e gusti raffinati? A proposito, sapete chi avrebbe detto la prima barzelletta? Duattromila anni fa, autore oscuro, testo non irresistibile: "Quando il leone arriva al recinto delle pecore, il cane indossa il suo guinzaglio migliore". Restano privi di identità (quasi) tutti i diciassette straordinari individui primitivi, vissuti prima dell'invenzione della scrittura, protagonisti di questo libro pubblicato in Italia da Il Saggiatore.
Eureka! Storia avventurosa delle scoperte, invenzioni e prime volte che hanno cambiato l'umanità, di Cody Cassidy, è una raccolta ragionata delle "intuizioni fulminee, osservazioni minuziose e scommesse a dir poco azzardate che hanno posto le fondamenta della vita moderna". Snodi che hanno accelerato in maniera vorticosa il nostro percorso terrestre. Un omaggio ai militi ignoti del progresso, tranne due: un certo Kushim, che "visse nella Mesopotamia di cinquemila anni fa e faceva il contabile, fu il primo a cui venne in mente di firmare i documenti che incideva sulle tavolette di argilla"; e il buon Otzi (in questo caso, solo un soprannome), vittima del primo delitto documentato 5300 anni fa, con un proditorio colpo di freccia alla schiena.
"Ho intervistato più di cento esperti, letto decine di libri e centinaia di articoli scientifici. Ho provato a radermi il viso con dell'ossidiana ordinata su Internet. Ho acceso un fuoco con selce e pirite" racconta Cassidy, che ci rilascia quest'intervista dalla sua San Francisco.
Perché ha deciso di non raccontare invenzioni recenti ma quelle, lontanissime, della preistoria?
"Ho voluto evidenziarle perché sono con noi da così tanto tempo che quasi non le pensiamo come invenzioni o idee particolarmente buone. La persona che ha capito che il centro di una ruota non gira, e che quindi un palo può essere posizionato al suo centro, ha fatto la più grande scoperta meccanica di tutti i tempi. La penicillina è una creazione relativamente recente, e perciò siamo più consapevoli dei suoi profondi benefici; ma il normalissimo sapone da bagno ha probabilmente salvato più vite. E poi volevo scrivere di persone remote perché la loro individualità e il loro genio sono stati spesso oggetto di sottovalutazione".
Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato nella sua ricerca?
"Come mi aspettavo, esiste una profonda polarizzazione nella comunità archeologica su molte delle domande fondamentali riguardanti la nostra evoluzione. Ad esempio, ho parlato con due tra gli archeologi più 'decorati' nel settore, drammaticamente in disaccordo su quando l'Homo sapiens abbia cominciato a scherzare, parlare, ridere e pensare come noi contemporanei".
Lei crede in quelli che gli antropologi definiscono "universali umani"?
"Sì, sono quella serie straordinariamente diversa e sorprendentemente specifica di comportamenti umani che ogni cultura condivide. Questi includono espressioni facciali di rabbia, paura e felicità, pettegolezzi, acconciature, decorare sé stessi, fede nel soprannaturale, gioco, regole sociali che separano il bene dal male. Sono di capitale importanza per comprendere le culture antiche, perché forniscono una base psicologica su cosa significhi essere umani. Se discutiamo di una cultura arcaica vissuta molto prima che potesse esisterne documentazione scritta, possiamo supporre che nutrivano interesse per la musica e i miti perché ogni cultura umana che gli antropologi hanno osservato, dalle tribù dell'Amazzonia ai banchieri moderni, suonano e si raccontano miti. Conoscere questi universali ci fornisce un modello per comprendere le motivazioni degli antichi inventori".
Il progresso non è lineare?
"Assolutamente no, se inquadrato nella giusta prospettiva. La nostra specie ha compiuto occasionalmente passi avanti prodigiosi solo sulla base di invenzioni e scoperte. Per quasi un milione di anni i nostri antenati sono stati irregimentati nella categoria dell'Homo habilis, che sembrava un grosso scimpanzé. Era alto quattro piedi, coperto di peli e dormiva sugli alberi. Ma dopo questo milione di anni di stasi evolutiva, improvvisamente l'habilis si è evoluto in Homo erectus, alto un metro e ottanta, glabro, che dormiva per terra e inseguiva la sua preda a piedi. Nel corso di un brevissimo lasso di tempo, insomma, ci siamo evoluti da una specie simil-scimpanzé a una analoga all'essere umano. Cosa ha provocato questo cambiamento così tumultuoso? Sempre più archeologi sostengono che sia dipeso dal controllo acquisito del fuoco. La sua capacità di fornire protezione, calore e, fatto più importante di tutti, di cucinare il cibo, ha alterato la nostra specie in maniera radicale in un periodo molto, ma molto breve".
Nel libro lei contesta la tesi che i primitivi fossero rigorosamente dei cavernicoli bruti o ignoranti.
"Cartoni animati e caricature hanno alimentato lo stereotipo secondo cui le persone preistoriche erano tutte analfabeti, che vivevano in caverne oscure masticando enormi hamburger di mammuth. I termini genio e preistoria non vengono quasi mai pronunciati insieme, perché commettiamo l'errore di equiparare la tecnologia all'intelligenza. Ma sarebbe un po' come mettere in discussione il cervello di Albert Einstein perché spediva lettere piuttosto che email. In realtà le persone preistoriche avevano bisogno, per sopravvivere, di una base di conoscenze molto più ampia rispetto a noi che viviamo in un'era di produzione alimentare di massa e specializzazione del lavoro. La loro sopravvivenza dipendeva da una comprensione enciclopedica dell'ambiente circostante. La preistoria aveva sì una sua quota di buffoni e minus habens, come ogni cultura umana; ma possedeva anche i suoi da Vinci e i suoi Newton".
Come e perché un homo sapiens prese a indossare vestiti 107 mila anni orsono?
"Gli indizi ci suggeriscono che lo fece più per il loro aspetto che per il calore promesso. Abitava infatti in Africa centrale, terra calda dove gli esseri umani vivevano da decine di migliaia di anni senza bisogno di nessun abito. E alcune culture sopravvivevano in "nude look" pure in climi molto più freddi, come gli Yaghan del sud del Cile, grazie al fuoco. Tuttavia la decorazione era la norma: mantelli, bracciali, collane elaborate. Quando i nostri antenati si trasferirono in massa verso nord nel mezzo dell'era glaciale, ciò che all'inizio pareva superfluo è diventato un salvavita".
E la prima operazione chirurgica?
"Una trapanazione, un tipo di intervento in cui il chirurgo pratica un foro attraverso il cranio, ma non penetra nel cervello o nella sua membrana. L'esempio più antico in tal senso ha 7 mila anni, ed è stato rintracciato nella Francia orientale; ma abbiamo riscontrato casi simili in luoghi non collegati tra di loro, dall'Asia al Perù degli Inca. Si adoperavano lame di selce o d'ossidiana. I pazienti sopravvivevano. La trapanazione viene eseguita ancora oggi, seppure con strumenti diversi".
Siamo stati sempre creativi, amanti delle scommesse, sprezzanti del pericolo?
"La creatività e il gioco sono insiti nella natura umana. Molte delle nostre invenzioni più importanti sono scaturite proprio da quest'ultimo. Diversi tipi di arma, come l'arco e la freccia, il boomerang e la polvere da sparo, erano troppo rudimentali per essere branditi con questa definizione d'uso. Quando vennero inventati o scoperti per la prima volta, erano manipolati come giocattoli e la polvere da sparo serviva per i fuochi d'artificio. Alla fine a furia di adoperarli, e migliorarli, hanno cambiato completamente pelle".
Il libro - Cody Cassidy, Eureka! Storia avventurosa delle scoperte, invenzioni e prime volte che hanno cambiato l'umanità (Il Saggiatore,traduzione di Giorgio Basso, pagg. 256, euro 19)
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