Artissima, bilancio positivo per l'edizione della ripartenza
di Lorenzo Madaro , di Lorenzo MadaroVentimila metri quadri di esposizione, 154 gallerie, con un 56% di presenze straniere, sette sezioni e oltre cinquanta curatori e direttori di museo nelle giurie: Artissima a Torino è stata, come sempre, un evento. E per questa prima edizione del post pandemia, dal 5 al 7 novembre, i risultati sembrano raggiunti. "La manifestazione e vince Torino, il nostro è un lavoro di squadra", ci racconta Ilaria Bonacossa, direttrice della fiera, entusiasta per questo ritorno in presenza dopo un anno di stop.
Tra le novità, ben 25 nuove presenze in fiera, gallerie aperte nell'ultimo triennio che compongono la sezione New entries. Sperimentazione, ma non solo. In questa edizione c'è molta pittura di narrazione, immagini a profusione nel grande cosmo diffuso di colori e segni. Il termometro si è orientato verso formati a misura d'appartamento e la fiera ci ha detto che è ora di pensare alla concretezza di opere in grado di rel…
Ventimila metri quadri di esposizione, 154 gallerie, con un 56% di presenze straniere, sette sezioni e oltre cinquanta curatori e direttori di museo nelle giurie: Artissima a Torino è stata, come sempre, un evento. E per questa prima edizione del post pandemia, dal 5 al 7 novembre, i risultati sembrano raggiunti. "La manifestazione e vince Torino, il nostro è un lavoro di squadra", ci racconta Ilaria Bonacossa, direttrice della fiera, entusiasta per questo ritorno in presenza dopo un anno di stop.
Tra le novità, ben 25 nuove presenze in fiera, gallerie aperte nell'ultimo triennio che compongono la sezione New entries. Sperimentazione, ma non solo. In questa edizione c'è molta pittura di narrazione, immagini a profusione nel grande cosmo diffuso di colori e segni. Il termometro si è orientato verso formati a misura d'appartamento e la fiera ci ha detto che è ora di pensare alla concretezza di opere in grado di relazionarsi con i luoghi della vita, con le case e con le pareti. Scelte di comodo o eterno ritorno? Chissà, ma c'è chi si distingue con efficacia e carattere. È il caso di White Noise Gallery di Roma. La giovane galleria propone un solo show di Nelson Pernisco, 28 anni e un'operatività internazionale: una sua grande installazione - che riecheggia forme e dimensioni di una cancellata - ci ha portati dentro la sua indagine dedicata all'archeologia metropolitana e alla ricerca di tutti quegli elementi che contrassegnano i profili urbanistici di differenti geografie. È uno degli stand più riusciti della fiera, ricambiato anche da un'attenzione da parte dei collezionisti.
E dopo lo stop delle fiere nell'anno della pandemia, tornare a guardarsi e a osservare dal vivo le opere d'arte è sempre un'opportunità, questo è stato il commento più frequente nei corridoi della fiera, tra appassionati e addetti ai lavori che si sono salutati, finalmente, di persona dopo lunghi tempi di rapporti online. Un sentimento condiviso dagli artisti. Lo sa bene l'italiano Alessandro Roma, che ha esposto un nucleo recente di ceramiche realizzate a Faenza, libri d'artista e carte nello stand della galleria Yamamoto Keiko Rochaix di Londra: "Incontrare i collezionisti è importante, un'occasione per approfondire la propria ricerca, raccontare le proprie opere nel dettaglio".
Tra i big, Lia Rumma di Milano-Napoli propone i suoi classici, Abramovic, Kentridge e Ettore Spalletti, ma anche Gian Maria Tosatti, protagonista del Padiglione Italia della prossima Biennale di Venezia. Uno degli stand più frequentati della fiera. Grande attenzione anche per la grande installazione del duo di stanza a Stoccolma Goldin+Senneby da Nome Gallery di Berlino: una carta da parati capace di avvolgere lo sguardo dello spettatore, all'interno elementi tridimensionali e suggestioni che riguardano l'economia e altre riflessioni sul presente.
Museale lo stand di Tucci Russo dedicato a Richard Long, che ha ospitato anche una scultura di grandi dimensioni, con riferimenti a un afflato ecologico. Nella sezione editoria, invece, la bresciana L'Arengario accoglie edizioni di grandi artisti del secondo Novecento, poster e altre rarità bibliografiche. In città, notevole il focus sulle acquisizioni degli ultimi vent'anni in corso in Galleria d'arte moderna (da Anselm Kiefer a Chen Zhen), così come la personale di Luigi Ontani, una stanza delle meraviglie densa di acquerelli, sculture e fotografie ritoccate (fino al 30 gennaio; info: gamtorino.it). Alla Fondazione Merz, grande réunion di Mario e Marisa Merz, con sculture, grandi opere e disegni su carta dall'alto tasso poetico (info fondazionemerz.org), mentre alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Stretching the Body avanza un'indagine su tema del corpo visto da artiste di differenti generazioni (info fsrr.org).
Grande energia anche nelle gallerie private, il circuito TAG - Torino Art Galleries, con un calendario fitto di opening e momenti di approfondimento. Da non perdere la personale con collage recenti di Giulio Paolini da Tucci Russo (info tuccirusso.com). E poi i luoghi inediti e privati, come Villa Chiuminatto, riaperta al pubblico dopo un restauro, con opere della galleria Massimo De Carlo, con diversi big, da Maurizio Cattelan a Richard Prince, da Urs Fischer a John Armleder (info massimodecarlo.com).